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sabato 29 settembre 2012

OSTEOPOROSI, NO AI LATTICINI.



Chi si occupa di nutrizione sa che uno dei luoghi comuni più difficili da eradicare è quello legato al consumo di latte e latticini per la prevenzione e cura dell'osteoporosi.
Una pubblicità ingannevole e  una sconcertante impreparazione da parte dei medici, alimentano quello che studi approfonditi hanno ormai relegato a ruolo di leggenda.


L'osteoporosi è la più frequente delle malattie metaboliche delle ossa, per la medicina allopatica la causa è sconosciuta. 
Si tratta di una riduzione della massa e della densità dell'osso, con una  rarefazione della trama.
In qualche caso può essere dovuta a una predisposizione ereditaria e  spesso si manifesta in forme secondarie dovute a farmaci corticosteroidi (cortisone ecc.), ipertiroidismo, diabete e insufficienza gonadica. 
Le complicanze possono essere le fratture vertebrali e del collo del femore.

Per molti anni l'osteoporosi è stata legata alla semplice carenza di calcio e all'incapacità di fissarlo nelle ossa, le terapie erano quindi basate sulla supplementazione di questo minerale, su un'alimentazione ricca di latticini e sull'assunzione di calcitonina, ormone che stimola la fissazione del calcio sulle ossa.
Più recentemente, alla luce di nuove ricerche e dei discutibili risultati registrati con la somministrazione di calcitonina,  si è passati a considerare come causa alla base  dell'osteoporosi un'insufficienza estrogenica, ragione per la quale attualmente alla maggior parte delle donne in menopausa viene consigliata una supplementazione di estrogeni, di solito sotto forma di cerotti. 

Ma anche rispetto alle cure ormonali è necessario fare delle considerazioni: l'osteoporosi è molto poco diffusa tra le donne asiatiche in età di menopausa; i farmaci  tendono solo a frenare e rimandare la comparsa dei segni e dei sintomi della menopausa e apportano dei rischi; infine le donne che soffrono maggiormente di osteoporosi presentavano i «fattori a rischio» già da giovani.

Inoltre l'alta incidenza di osteoporosi nei paesi in cui il consumo di latticini è sostenuto è un'ulteriore conferma della sua inefficacia nel contrastare il problema. 
Il recente report dell'Organizzazione Mondiale della Sanità  e della FAO sulle evidenze raccolte sul problema osteoporosi, indica che per la maggior parte delle persone sembra non esserci alcuna correlazione tra un aumento dell'introito di calcio e una diminuzione del rischio di fratture ossee. 
Le raccomandazioni OMS/FAO per l'osteoporosi indicano di mangiare più frutta e verdura piuttosto che affidarsi ai latticini per assicurarsi una buona salute delle ossa.
Peccato che cattive campagne di disinformazione perpetrate per anni abbiano creato una "cultura del latte " che ha fatto più danni che altro.
Innanzitutto il latte è un alimento idoneo solo per il lattante. A partire dai tre anni l'organismo umano perde progressivamente la capacità di produrre un enzima, la lattasi, che serve a digerire il latte. Ecco perchè almeno 3/4 degli adulti soffrono di intolleranza ai latticini.

E' interessante notare che normalmente le donne che soffrono di osteoporosi hanno livelli ematici di calcio nella norma.
Questo fa pensare più ad una scarsa disponibilità di questo minerale piuttosto che ad una sua carenza. Infatti il nostro organismo ragiona per priorità. Una di queste è il mantenimento del pH del sangue a livelli leggermente alcalini, l'intervallo ideale è tra 7.39 e 7.41. Il calcio viene utilizzato ,attraverso dei meccanismi di compensazione,  per mantenere  un adeguato livello  nel sangue, indispensabile per l'attività muscolare (cuore compreso), la coagulazione del sangue ed altre funzioni vitali.

Inoltre le proteine del latte, come quelle della carne ed in parte del pesce, sono acidificanti e costringono l'organismo a sottrarre calcio all'osso per poter provvedere al loro smaltimento e per mantenere l'equilibrio acido-basico.
Vi invito a vedere questo video in cui la Dott.ssa Anna Villarini, nutrizionista e braccio destro del Professor Franco Berrino, epidemiologo all'Istituto tumori di Milano, illustra in modo efficace e semplice questi meccanismi.




Occorre dunque ridurre il consumo di latticini e proteine animali, così come di cereali raffinati e grassi saturi.
Il sodio (contenuto nel sale), lo zucchero raffinato e la caffeina favoriscono la perdita di calcio attraverso le urine.
Implementare invece  il consumo di  cereali integrali,verdure e frutta .
Consigliabile il consumo di alimenti a base di soia ed alghe, ricche di minerali.
Oltre ad una alimentazione corretta ed equilibrata, per arginare l'osteoporosi risulta molto importante svolgere regolarmente un'attività fisica, perché questa stimola la fissazione del calcio nelle ossa. 
Le attività fisiche più indicate sono camminare, jogging, ginnastica dolce, aerobica, ballo.
Utile una supplementazione di vitamina D3, meglio ancora se da esposizione solare, il modo più naturale per "autoapprovvigionarsi" di vitamina D, utile alle ossa.
Consigliato anche il magnesio ed il boro.
Un aiuto arriva anche dalla fitoterapia. 
L’equiseto per esempio, aumenta l'assorbimento del calcio da parte del corpo. Una volta che questa pianta, chiamata anche coda cavallina, viene essiccata, può essere utilizzata in tintura, capsule o come un tè. 
I fitoestrogeni come l’erba medica, il cohosh nero e l'igname selvatico.
Oppure anche l'avena sativa.


Al prossimo post,
Monica

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