Visualizzazione post con etichetta DSM. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta DSM. Mostra tutti i post

martedì 15 gennaio 2013

SALUTE, CAMBIA LA "BIBBIA" DI PSICHIATRIA: IL DOLORE DA LUTTO TRA I SINTOMI


Cambia il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Molte più persone potrebbero essere considerate "malate" e vedersi somministrare psicofarmaci. Anche le dimenticanze tipiche dell'età e mangiare in modo eccessivo potranno essere considerati tra i sintomi





Nel 2013 ci sarà un’esplosione di malattie mentali. E questo non perché stiamo tutti impazzendo, in un mondo sempre più difficile da gestire. Il motivo è un altro: il Dsm (Diagnostic and statistical manual of mental disorders), cioè il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, la bibbia degli psichiatri di tutto il mondo dal 1952, è stato modificato abbassando la soglia della malattia. Il che significa che molte più persone potrebbero essere considerate ‘malate’ e vedersi somministrare psicofarmaci: scatti d’ira, il dolore da lutto, le dimenticanze tipiche dell’età e mangiare in modo eccessivo potranno infatti essere considerati più facilmente sintomi o malattie mentali.
La revisione completa del Dms, la V, sarà pubblicata a maggio, ma già nelle scorse settimane l’Associazione americana degli psichiatri ha annunciato i principali cambiamenti, che hanno scatenato una ridda di critiche da diversi specialisti. Come Allen Frances, professore emerito di psichiatria alla Duke University e direttore della task force di psichiatri che ha operato la precedente revisione del Dsm, che parla “del peggior momento dei suoi 45 anni di carriera, e di un’operazione ambiziosa combinata ad un’esecuzione disorganizzata che ha portato a molte proposte rischiose”.
Ed effettivamente alcune lo sembrano. Il dolore da lutto ad esempio diventa un disturbo depressivo, gli scatti d’ira e gli scoppi di collera (alternati a stati d’animo negativi) tre o più volte a settimana in un anno, in bambini e adolescenti, diventano sintomi della “disregolazione del temperamento con disforia”, mentre i deficit di memoria, tipici dell’età avanzata, rientreranno nel disturbo neurocognitivo minore, ponendo le condizioni per un incremento di persone ritenute erroneamente a rischio di demenza e Alzheimer. Entra poi a far parte dei disturbi del comportamento alimentare quello da alimentazione incontrollata o “binge eating disorder”: stramangiare quindi 12 volte in 3 mesi non sarà più una manifestazione di golosità, ma un problema psichiatrico. Altre proposte non sono invece passate, come quella di considerare lo stupro e la goffaggine disturbi mentali.
“C’è un conflitto intellettuale, non finanziario – ha scritto Allen sul suo blog su www.psychologytoday.com – negli specialisti, che tendono a espandere le proprie aree di ricerca, e ad ignorare le distorsioni che possono verificarsi nell’applicare il Dms V nella pratica clinica reale. Le nuove diagnosi in psichiatria sono più pericolose di nuovi farmaci, perché da queste dipende la somministrazione o meno di farmaci a milioni di persone dai medici di base dopo una breve visita”. E l’impatto sarà molto vasto, visto che il Dsm é il sistema di classificazione accettato dagli psichiatri di tutto il mondo, e dalla maggior parte dei sistemi sanitari per le diagnosi (in alternativa all’International Statistical Classification of Diseases, Injuries and Causes of Death) dell’Organizzazione mondiale della sanità.
“Pur ritenendo le revisioni un processo positivo, perché sono un’occasione di aggiornamento – spiega Eugenia Aguglia, presidente uscente della Società italiana di psichiatria – e di avanzamento rispetto alla realtà clinica, non mancano delle perplessità in questo caso. Alcune estensioni di sintomi o patologie sono un po’ pericolose, perché possono portare a delle generalizzazioni eccessive. D’altro canto è vero anche che il Dsm risponde ad una codifica della realtà sociale tipica degli Stati Uniti, diversa dalla nostra, dove si vuole cogliere l’inizio di un problema prima che sfugga di mano”. 
Tuttavia, rileva Andrea Fagiolini, direttore del dipartimento interaziendale di Salute mentale dell’università di Siena “va detto che alcune patologie gravi, come ad esempio la schizofrenia, spesso affondano le radici in sintomi attenuati in età precoce. Quindi una diagnosi precoce può essere utile”. A fare la differenza sarà quindi come gli psichiatri applicheranno la nuova classificazione. “Come è successo con le precedenti revisioni – conclude Aguglia – dopo una prima fase di attesa e di applicazione, si arriverà al confronto tra la vecchia e nuova versione, per vedere se le modifiche apportate rispondano alla realtà o non portino troppe criticità, e si decidere se tenerle o meno”.
FONTE: ilfattoquotidiano.it


mercoledì 5 dicembre 2012

TROPPE DIAGNOSI E ABUSO DI FARMACI. SIAMO TUTTI MALATI DI MENTE?



Siamo tutti matti? La quinta edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (Diagnostic and Statistical Manual of mental disorders - DSM), che uscirà nel 2013, introduce 550 nuove sintomatologie. Anche la tristezza e l'astinenza da caffè potrebbero così essere classificate come malattie. Persino un dolore da lutto potrebbe presto essere diagnosticato come depressione.

"Con l’introduzione di nuove ‘sindromi’ nella prossima edizione del Dsm, quasi tutta la popolazione potrebbe essere diagnosticata di malattia psichica". 

A sostenerlo è lo psichiatra americano Allen Frances, già capo della Commissione che ha redatto la quarta edizione del manuale dei disturbi mentali, intervenuto durante il forum su 'Pharmageddon' (neologismo che sta a indicare i due problemi dell'iperprescrizione di farmaci e dell'utilizzo inutile di sostanze medicinali, per stati patologici o parafisiologici che non richiedono alcun intervento medico) che si è tenuto nella comunità di San Patrignano durante la quarta edizione del WeFree day.

Come ha spiegato Frances, "già oggi, ogni anno, il 25% della popolazione statunitense, circa 45 milioni di persone, si vede diagnosticare un disordine mentale, eventualità che accade alla metà della popolazione entro l’età di 82 anni". "Nel Dsm-IV - prosegue lo psichiatria - abbiamo cercato di essere più cauti possibile ma non abbiamo comunque evitato l’aumento delle patologie classificate a 357 e la conseguente tendenza per la quale le diagnosi di disordini bipolari sono aumentate del 40% rispetto a quanto avveniva con il Dsm-III, quelle di autismo sono cresciute del 25%, quelle di Adhd, la sindrome da iperattività e deficit di attenzione dei bambini, sono raddoppiati". 

"Un sistema diagnostico è importante per stabilire i confini tra malattia e normalità e determinare chi ha effettivamente necessità di farmaci", ha affermato Frances, "il problema è che negli ultimi anni abbiamo assistito a una vera e propria inflazione diagnostica, la cui responsabilità ricade su medici e case farmaceutiche".

"Ormai i produttori di droghe legali - denuncia lo psichiatra - sono più responsabili delle dipendenze dei produttori di droghe illegali. Il problema non è nella malafede dei membri della Commissione del Dsm ma nella loro appartenenza all’élite del settore psichiatrico. Non si rendono conto che le loro indicazioni, in mano a medici frettolosi, e non sempre competenti, con la pressione pubblicitaria delle industrie farmaceutiche, possono indurre gravi abusi.

Gli antipsicotici negli Stati Uniti sono i farmaci più venduti, con un giro d’affari di 50 miliardi di dollari all’anno, il 5% del totale. Le nostre attuali conoscenze fra l’altro non ci permettono la prescrizione preventiva degli psicofarmaci".

I rischi di questa tendenza sono molto gravi.  Vengono infatti sottovalutati gli effetti collaterali delle prescrizioni di psicofarmaci. "Dall’aumento dell’obesità nella popolazione giovanile già ad alto rischio di sovrappeso (un aumento anche di un chilo a settimana), alla dipendenza. Ben trecento militari americani sono morti per avere assunto farmaci loro prescritti. Per questo è importante che i medici non eseguano le diagnosi troppo in fretta e che valorizzino le terapie relazionali rispetto a quelle farmacologiche".


FONTE: Informasalus.it