martedì 13 settembre 2011

IL GENOCIDIO DEGLI ABORIGENI

Il termine "Aborigeni" è riferito al complesso delle comunità degli abitanti originari dell'Australia, che oggi, con circa 3-400.000 membri, costituiscono il due per cento circa della popolazione australiana.
Più della metà di queste persone vegetano ai margini della società.

Quando, nel 1788, la Gran Bretagna fondò la prima colonia penale in Australia, in quel continente vivevano probabilmente almeno 750.000 Aborigeni. Ma la dottrina giuridica della "terra nullius" (terra di nessuno) dichiarò che il quinto continente era disabitato. Cominciò la caccia agli Aborigeni.
Nel 1830 ne sopravvivevano soltanto 80.000. Soltanto nel 1992 la Suprema Corte australiana dichiarò l'invalidità della dottrina della "terra nullius".
L'espulsione da parte degli allevatori di bestiame e delle società minerarie, come anche i trasferimenti forzati, ad esempio nel corso degli esperimenti atomici britannici tra il 1953 ed il 1963, hanno sempre più emarginato gli Aborigeni. Solo per pochi di loro è ancora possibile vivere di caccia e raccolta come i loro antenati.
La maggior parte vive nel Territorio del Nord e negli Stati federali del Queensland e del Nuovo Galles del Sud. Vi sono poi gli isolani dello Stretto di Torres, insediati nelle isole site nel braccio di mare che separa l'Australia dalla Nuova Guinea.
Solo nel 1991 la Suprema Corte Australiana ha finalmente rimosso il vergognoso mito della "terra di nessuno".

Dalla pubblicazione, avvenuta nel 1997, del rapporto "Bringing them home" sui bambini separati a forza dai loro genitori, redatto da una sottocommissione di Stato, l'espressione "generazioni rubate" (stolen generations) è divenuta l'emblema della discriminazione permanente.
Il rapporto stima che almeno 100.000 bambini siano stati sottratti alle famiglie tra il 1930 ed il 1970.
Le autorità avrebbero strappato i bambini dalle famiglie, con l'intenzione di privarli della propria identità culturale. Il rapporto svela la spaventosa incidenza dei maltrattamenti fisici e psicologici subiti dai bambini nei collegi statali od ecclesiastici.
Secondo la Convenzione delle Nazioni Unite per la Prevenzione e la Repressione del genocidio del 1948 (art. IIe), il "trasferimento violento dei minori da un gruppo all'altro" integra gli estremi del genocidio.
Negli anni '50 Peter Gunner, che allora aveva sei anni, fu separato dalla propria famiglia.
Interrogato come testimone da un tribunale, alla domanda se sua madre od altri suoi familiari abbiano corso dietro al camion che lo portava via da loro, rispose: "L'unica cosa che mi ricordo è che gridai con tutte le mie forze e che cercai di scappare [...]". Peter Gunner fu portato al St. Mary Hostel di Alice Springs. La prima sera fu picchiato con una cinghia, per aver preso la coperta dal letto, volendo dormire a terra com'era abituato.
Ultimamente stanno emergendo altri agghiaccianti risvolti legati  alla terribile vicenda della "stolen generation", si parla addirittura di esperimenti fatti sui bambini a cui veniva inoculato il virus della lebbra.
http://www.dailytelegraph.com.au/news/national/children-used-as-leprosy-guinea-pigs/story-e6freuzr-1111116068186
Dopo decenni di mistificazioni e negazioni della verità, è solo il 13 febbraio 2008 che il neo-primo ministro Kevin Rudd,  mantenendo una sua promessa elettorale, ha  presentato  le scuse ufficiali alle popolazioni Aborigene per la "Stolen Generation" .

L'apporto degli Aborigeni alla popolazione carceraria è fra gli uomini 12 volte, e fra le donne 14 volte più alto rispetto a quello della popolazione bianca. Nel nuovo Galles del Sud i minori aborigeni possono essere arrestati anche per il mero sospetto di un possibile reato. Nel Territorio del Nord i minori possono essere arrestati anche per reati di minima gravità. Nel 1998 una tredicenne accusata di reati minori è stata detenuta per sei settimane ad oltre 1.500 chilometri di distanza dalla sua famiglia, senza alcuna possibilità di mantenere un contatto con essa.
Statisticamente la metà degli Aborigeni di sesso maschile tra i 20 ed i 24 anni è stata arrestata almeno una volta negli ultimi cinque anni.
Gli arresti più discussi sono quelli per ubriachezza, "contegno indecoroso", offesa a pubblico ufficiale e resistenza alla forza pubblica.
Poiché spesso la povertà degli Aborigeni non permette loro il pagamento delle pene pecuniarie previste, si procede al loro arresto.
Le condizioni di detenzione sono degradanti ed il numero dei suicidi è spaventosamente alto.
Nel 1996 un aborigeno sedicenne, rinchiuso per sospetta ubriachezza (!), s'impiccò nella sua cella nel carcere di Alice Springs. Prima della sua morte la polizia non ne aveva controllato le condizioni psicologiche; dopo la morte non ne avvisò la famiglia.
Sebbene le condizioni disumane delle carceri siano note da anni, chi di dovere si è finora mostrato sordo a tutte le raccomandazioni delle commissioni d'inchiesta.

L'Australia è anche questa.

Al prossimo post,
Monica


3 commenti:

  1. Monica come posso contattarti?

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  2. ottimo articolo, bravo di questo nessuno mai parla

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  3. Monica , il tuo articolo mi ha lasciata molto toccata . Un modo di espressione impeccabile e preciso .
    Io volevo fare la tesina su questo argomento , saresti disposta a darmi qualche consiglio ?

    Attendo la sua risposta ,
    Un saluto !

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