lunedì 13 dicembre 2010

LE CAVIE INCONSAPEVOLI DELL'OMS

Nei primi anni del decennio del 1990, l’OMS lanciò una campagna di vaccinazione di massa contro il tetano in vari paesi (fra cui Nicaragua, Messico, Filippine) dedicata soltanto alle donne fra i 15 e i 45 anni. Questa strana limitazione ha fatto pensare a molti se per caso i maschi e i bambini fossero naturalmente immuni al tetano. Ne rimase particolarmente insospettito il cattolico Comitato per la Vita (Comitè Pro Vida) messicano che nell’ottobre 1994 riuscì a procurarsi alcune fiale di quel vaccino antitetano e a farlo analizzare. Le analisi appurarono che nelle fiale era presente gonadotropina corionica umana (hCG), l’ormone naturale femminile essenziale per mantenere la gravidanza. […]


Il fatto è che, se l’hCG viene introdotta nell’organismo insieme a un antigene come quello del tetano, la reazione immunitaria che si scatena forma anticorpi non solo contro l’antigene tetanico ma anche contro l’hCG. Gli anticorpi anti-hCG rendono ovviamente incapace l’organismo femminile di portare a termine la gravidanza. Di fatto, il vaccino iniettava un anticoncezionale.


Dalle Filippine (dove già 3,4 milioni di donne erano state vaccinate) e dal Nicaragua giunsero conferme ai riscontri laboristici. Il programma era in corso anche in Nigeria e Tanzania e anche lì la speciale vaccinazione veniva somministrata solo a donne in età fertile. Del resto, i protocolli dell’OMS prescrivevano cinque iniezioni presunte di “richiamo” e le prime entro tre mesi: altra stranezza, dato che all’età di quelle pazienti il vaccino antitetanico fornisce un’immunità decennale con una sola iniezione !

Gli esperti dell’organizzazione Human Life International, allora, cominciarono a spulciare la letteratura scientifica sull’argomento e scoprirono che da almeno vent’anni l’OMS, attraverso ricercatori ad esso collegati e da esso finanziati, stava cercando di creare un vaccino anti-fertilità utilizzando un tossoide del tetano come veicolo. Infatti, il sistema immunitario per natura non aggredisce l’hCG e pertanto bisogna “ingannarlo” mobilitandolo contro un antigene estraneo unito alla gonadotropina, in modo da scatenare la risposta degli anticorpi contro l’uno e contro l’altra.

Il programma era stato iniziato dall’OMS nel 1972 e nel 1993 aveva già speso 365 milioni di dollari in questi esperimenti che aveva denominato “Ricerche sulla salute riproduttiva”. I fondi venivano dalla Banca Mondiale, dall’ONU, dalla Rockefeller Foundation, da un buon numero di università (specie scandinave) e dai governi britannico e tedesco.

All’inizio, ovviamente, l’OMS negò che il vaccino contenesse hCG. Di fronte alle prove, sia l’OMS sia il Dipartimento di Sanità delle Filippine derisero i referti perché venivano, dissero, da “gruppi cattolici di diritto alla vita”. Quattro fiale del vaccino vennero allora esaminate dal St. Luke Medical Center di Manila, che è luterano: tutte e quattro contenevano hCG.

A questo punto, l’OMS cambiò linea di difesa e sostenne che le quantità di hCG nel vaccino erano “insignificanti” e assolutamente insufficienti a scatenare anticorpi contro la gonadotropina. Però, 30 donne filippine che avevano ricevuto il vaccino cosiddetto anti-tetanico risultarono avere altissimi livelli di anticorpi anti-hCG.
Inoltre, si scoprì che i vaccini usati (tre diversi preparati di tre ditte diverse) non avevano la licenza per essere commercializzati o somministrati nelle Filippine. L’autorità preposta, il filippino Bureau of Food and Drug, si giustificò dicendo che le ditte “non avevano chiesto la registrazione” dei loro preparati.

[…] “Aziende note e stimate”, si affrettò a testimoniare a loro favore l’OMS. Una di queste, la Connaught Laboratories Ltd., era divenuta nota negli anni ’80 in quanto distribuiva plasma sanguigno contaminato dal virus dell’AIDS.

tratto da: Roberto Gava e Eugenio Serravalle, “Vaccinare contro il tetano?” ed. Salus Infirmorum


FONTE: informarexresistere.fr

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