domenica 31 ottobre 2010

IL BUSINESS DELLE FALSE MALATTIE - ECCO I TRUCCHI DELLE INDUSTRIE

Si moltiplicano le giornate dedicate a una patologia: sono 60 a livello nazionale. Osteoporosi, menopausa e timidezza: un tempo non erano considerate disfunzioni, ora sì. E sale il costo per sanità pubblica e famiglie: 4 miliardi all'anno. Ecco come le major del medicinale riescono a venderci farmaci inutili

di MICHELE BOCCI


NON CE n'è nemmeno uno. Sul calendario non sono rimasti più mesi, settimane o giorni liberi da malattie. Da prevenire, scoprire prima possibile, sconfiggere, studiare o raccontare a chi sta bene. Cancro, alzheimer, sclerosi multipla, aids sono protagoniste ogni anno di giornate mondiali o italiane, regionali o cittadine. Ma anche la menopausa, l'osteoporosi, l'incontinenza e addirittura la stipsi hanno i loro periodi dedicati, con appuntamenti nelle piazze, davanti ai supermercati, negli ambulatori. Sotto gazebo montati in centro si misurano glicemia e pressione, si fanno valutazioni odontoiatriche e audiometriche ai passanti. C'è un palcoscenico per ogni problema, che sia infettivo e raro come la meningite oppure diffusissimo come l'ipertensione. Molti forse non sanno che in Italia si celebra anche il mese della prevenzione degli attacchi di panico.


Quanti sono gli appuntamenti dedicati alle malattie? Quelli nazionali almeno 60 l'anno, poi ci sono le manifestazioni locali e il numero sale a 300. In molti, tra medici, farmacologi e responsabili di associazioni di malati, sono convinti che sia troppo alto. Spesso l'invito agli screening e il messaggio che molti non sanno di avere una certa patologia, oltre ad avere effetti positivi, creano ansie e timori. E fanno consumare sempre più sanità: esami, visite e medicinali. È ciò che vuole l'industria farmaceutica, che in Italia fattura oltre 25 miliardi di euro all'anno. Lavora per far guarire da problemi seri ma anche per allargare il mercato, un po' come si fa con i detersivi. Le giornate del malato, normalmente importanti, possono essere un efficace strumento di marketing, e diventare una delle linee di produzione della fabbrica delle malattie.

Quali sono i meccanismi utilizzati per riempire di medicine i nostri armadietti del bagno? Il punto di partenza è la ormai nota frase pronunciata oltre trent'anni fa dal pensionando direttore Merck, Henry Gadsen: "Sognamo di produrre farmaci per le persone sane". Da allora la fabbrica ha scoperto tanti medicinali importanti ma ha anche prodotto nuove patologie e nuovi malati. Eventi naturali della vita come l'invecchiamento e il parto o stati d'animo come la timidezza, oggi, nella grande corsa al benessere assoluto, sono considerati problemi di salute. Così nessuno di noi si sente sano fino in fondo. Probabilmente Gadsen ne sarebbe soddisfatto.

I problemi di salute in piazza

L'idea di partenza è meritoria: portare una patologia in piazza per farla conoscere e magari raccogliere soldi per ricerca e assistenza. Il sistema però è cresciuto a dismisura. "Si rischia di incentivare il consumo di prestazioni sanitarie e di medicine", dice Marco Bobbio, primario di cardiologia a Cuneo e autore per Einaudi del libro "Il malato immaginato". "Tra gli organizzatori delle giornate c'è certamente chi ha uno scopo specultativo. Anche perché nessuno ha mai verificato con studi scientifici se queste iniziative aiutano i pazienti a curarsi meglio o magari spingono qualcuno che ha scoperto i sintomi di un problema ad accentuare artatamente i suoi disturbi, sottoponendosi a esami inutili". E magari a consumare più farmaci. Ma quanti tra coloro che partecipano a una campagna sanno già di avere quel problema di salute?

"L'impressione è che si faccia coinvolgere chi è già seguito per la patologia a cui è dedicata la giornata - dice Bobbio - Chi fuma non va al banco per la prevenzione del tumore al polmone fuori dal supermarket".

A organizzare questi appuntamenti di solito sono associazioni di malati, con l'appoggio di una società scientifica e il contributo dell'industria. Un evento di medie dimensioni al privato può costare anche 100-150mila euro. Le case farmaceutiche credono in queste iniziative. E non solo loro. Sempre più aziende cercano visibilità per i loro prodotti attraverso i problemi di salute. La giornata dell'osteoporosi oltre a sponsor come Procter & Gamble (che vende un farmaco per questo problema a base di risedronato), o Lilly Italia, quest'anno ha avuto la partnership dell'acqua Sangemini. Sul suo sito la società spiega anche di aver pubblicato un "opuscolo esplicativo sulle proprietà dell'acqua Sangemini, sulla prevenzione e la cura dell'osteoporosi per la donna fashion, ma anche attenta al suo benessere". Il tutto per un problema passato negli ultimi anni da fattore di rischio a malattia, secondo alcuni proprio grazie all'impegno dell'industria. Negli Usa si calcola che le visite per l'osteoporosi siano triplicate dall'introduzione sul mercato del farmaco alendronato della Merck.

Al di là delle normali e lecite sponsorizzazioni, esistono appuntamenti organizzati a tavolino per vendere farmaci? Per dare una risposta basta la storia della "settimana nazionale per la diagnosi e la cura della stitichezza". "In Italia è stata fatta per ben tre anni consecutivi - spiega Bobbio - Si volevano sensibilizzare medici e cittadini sulla necessità di curare questo problema in previsione dell'arrivo sul mercato di un farmaco". Quel medicinale era a base di tegaserod ed era prodotto dalla Pfizer, che l'ha ritirato dal commercio in Europa nel 2007, perché sono stati segnalati casi di problemi cerebro-vascolari tra chi lo aveva preso. "E dall'anno dopo la settimana della stitichezza è scomparsa - dice Bobbio - dimostrando che il grande interesse "scientifico" era ingigantito per preparare il lancio commerciale".

Curare malattie che una volta non erano malattie....... [continua....]


FONTE : La Repubblica

venerdì 22 ottobre 2010

UMBERTO VERONESI ALLA GUIDA DELL'AGENZIA PER IL NUCLEARE

Caro Prof.  Veronesi,
Lei che con quel sorriso rassicurante e quei modi gentili ha affascinato l’Italia intera, che si è fidata di lei..
Si è AFFIDATA  a lei e alla sua sapienza scientifica…
Caro  Prof. Veronesi,
lei ha sostenuto che "l'elettrosmog non esiste" e che i "moderni termovalorizzatori non inquinano"...
Forse per comprendere le sue discutibili posizioni , occorre conoscere a fondo l’intreccio di interessi che la lega ad alcuni dei personaggi più importanti della finanza e del mondo imprenditoriale italiano e ne spiega così le posizioni in tema di elettrosmog, OGM e altre emergenze ambientali.
http://www.fondazioneveronesi.it/partners.html

Grandi aziende nazionali e multinazionali impegnate nel settore petrolifero, nella costruzione di inceneritori, società di autostrade e di telefonia ed acque minerali sostengono con il loro aiuto l’opera di ricerca e divulgazione della Fondazione creata proprio da lei,  Professor Veronesi.

Scorrendo tra i tantissimi ed importantissimi partners della Fondazione Veronesi troviamo acciaierie come Acciai Brianza, Co.met, compagnie telefoniche come Telecom e 3, colossi industriali dell'acqua minerale in bottiglia come Ferrarelle e San Pellegrino, l'Enel Spa che, oltre a gestire centrali a carbone e ad olio combustibile, sta investendo all'estero sull’energia nucleare.
Tra i partners che sostengono finanziariamente la Fondazione Veronesi anche Pirelli ed Eni, importanti nomi del settore petrolifero e Mondadori Spa. Poi anche la società Autostrada Ligure Toscana e VEOLIA Environnement, importantissima multinazionale francese che costruisce, tra l'altro, discariche ed inceneritori di rifiuti e detiene il 49% della società Tecnoborgo Spa di Piacenza che gestisce l'inceneritore di rifiuti di questa provincia ed il 60% della Energonut che gestisce l'inceneritore di Pozzilli
Non stupisce alla luce di queste informazioni capire i motivi economici che la portano ad avere delle posizioni tanto distanti da quelle di chi dovrebbe combattere il cancro e tutto ciò che lo favorisce....

Caro  Prof. Veronesi  lei ha espresso un’opinione sul fattore rischio riferito al nucleare («oggi calcolato quasi vicino allo zero»), che sembra non tener conto dei cosiddetti piccoli incidenti quotidiani, riportati da tutte le Agenzie, che si verificano  in Francia; per non parlare delle basse emissioni permanenti degli impianti, come dimostra lo studio del Prof. Hoffman ordinato dalla Cancelliera Merkel. Parlare invece di nucleare come «l’alternativa più valida al petrolio» è solo suggestivo, poiché il petrolio serve soprattutto a far muovere le macchine e solo in minima parte ad alimentare le centrali elettriche. Infatti in Francia, Paese più nuclearizzato d’Europa, il consumo procapite di petrolio è più alto rispetto a quello italiano.
Succede di essere approssimativi quando ci si occupa di troppe cose... o forse lei è solo molto preciso nel sostenere chi sostiene lei e il suo baronato.....

Al prossimo post,
Monica

martedì 19 ottobre 2010

IL CANCRO E' UNA MALATTIA ARTIFICIALE FRUTTO DELL'ECCESSO DELLA MODERNITA'

Il cancro è una malattia provocata dagli eccessi della vita moderna.
Questo è quanto ha concluso un gruppo di ricercatori dell'Università di Manchester dopo aver analizzato quasi un migliaio di mummie dell'antico Egitto e del Sud America.


Dalla ricerca, pubblicata sulla rivista Nature Reviews Cancer, è infatti emerso che solo una piccolissima parte delle mummie soffriva di cancro quando ormai questa patologia rappresenta quasi un terzo dei decessi. Questi risultati suggeriscono che potrebbero essere i moderni stili di vita e i livelli di inquinamento delle industrie la causa principale della malattia che non sarebbe quindi una condizione naturale.

Lo studio ha mostrato quanto il tasso di insorgenza dei tumori è aumentato drasticamente dopo la Rivoluzione Industriale, in particolare il cancro nei bambini, dimostrando che l'aumento non è dovuto al fatto che le persone vivono più a lungo. I ricercatori ora sperano che il loro studio possa portare a una migliore comprensione delle origini del cancro e a nuovi trattamenti contro questa terribile malattia.

"Nelle società industrializzate - ha spiegato Rosalie David, ricercatore dell'Università di Manchester - il cancro è secondo solo alle malattie cardiovascolari come causa di morte". “Ma nei tempi antichi - ha continuato - era estremamente raro. Non c'è nulla nell'ambiente naturale che può provocare il cancro”.

Si tratterebbe di una malattia 'artificiale', frutto dell'inquinamento e del cambiamento negli stili di vita.

“Il cancro sembra essere una malattia moderna creata dalla vita moderna”, ha sottolineato David. Per tracciare le origini del cancro i ricercatori hanno cercato prove della malattia in centinaia di corpi mummificati risalenti fino a 3 mila anni fa, in fossili e in antichi testi di medicina. Tramite tecniche di visualizzazione del tessuto reidratato sotto il microscopio gli scienziati hanno trovato solo cinque casi di tumori, la maggior parte dei quali sono risultati benigni.

Contro chi sostiene la tesi, secondo cui l'uomo antico non viveva abbastanza a lungo per poter sviluppare il cancro, gli scienziati hanno trovato esempi di altre malattie moderne correlate all'età, come ad esempio l'artrite. Inoltre sono state trovate solo 'tenui' prove di cancro negli antichi testi egizi ma, secondo i ricercatori, si trattava per lo più di neoplasie causate da vene varicose o dalla lebbra. Una sola diagnosi di cancro è stata trovata nel caso di una mummia senza nome, una persona 'normale' che aveva vissuto nel 200 avanti Cristo. I dati parlano di un vertiginoso aumento dei casi di cancro a partire dalla Rivoluzione Industriale, in particolare nei bambini.

“L'assenza virtuale di neoplasie nelle mummie - hanno detto gli scienziati - deve essere interpretato come indicazione della loro rarità nell'antichità, indicando che i fattori che causano il cancro sono limitati alle società colpite dall'industrializzazione moderna”.



FONTE: la leva

ENNESIMA CONFERMA DELL'AZIONE ANTICANCRO DELLE VERDURE

Science Daily riportava solo pochi giorni fa (12 ottobre 2010) che il consumo di verdura riduce il rischio di esposizione al cancro al seno nelle donne. Lo studio in questione, recentissimo, è stato pubblicato sul Journal of Epidemiology, condotto dallo Slone Epidemiology Center della Boston University School of Medicine (BUSM) basandosi sui dati del Women Black’s Health Study (BWHS), un ampio studio di follow up che coinvolse 59.000 donne afro-americane da tutti gli Stati Uniti fin dal 1995.

I ricercatori hanno seguito 51.928 partecipanti al BWHS per 12 anni, durante i quali i casi di sviluppo del carcinoma al seno ammontarono a 1.268.
Lo studio è riuscito a sottolineare che l’incidenza di cancro al seno è stata del 43 per cento più basso fra le donne che avevano consumato almeno due volte al giorno cibi vegetali, rispetto alle donne che ne avevano mangiati meno di quattro volte alla settimana.

Secondo i ricercatori della BUSM, esistono tipi di verdure specifici che possono giocare un ruolo importante nel ridurre il rischio di cancro al seno come, in particolare, le crucifere, ovvero le verdure che hanno petali che fanno ricordare una croce: si pensi al cavolfiore, ai cavolini di Bruxelles, ai broccoli, ai broccoletti, al cavolo, alla rapa, al ravanello, alla rucola e alla senape.

Le crucifere sono infatti ricche di vitamine, fibre, acido folico e potassio ed hanno importanti proprietà antiossidanti.

Come indicano gli studiosi, le crucifere sono fonti di glucosinolati, che sortiscono i loro benefici effetti sia sugli estrogeni del metabolismo che sugli enzimi deputati alla disintossicazione.

I ricercatori hanno osservato che anche il consumo di carote possa essere associato ad un’ottima formula preventiva. Le carote sono ricche fonti, infatti, di carotenoidi, che di fatto possono ridurre il rischio di cancro grazie alle loro proprietà antiossidanti.

FONTE: spaziomente blog

mercoledì 6 ottobre 2010

BIG PHARMA,ACCUSE DI CORRUZIONE "PAGANO TANGENTI ANCHE IN ITALIA"

La nostra salute nelle loro mani......

Inchiesta del dipartimento di giustizia. "Dalle industrie farmaceutiche mazzette a politici, funzionari e medici di tutto il mondo"

NEW YORK - Pagavano governanti, medici, agenti di commercio. Pagavano e forse continuano a pagare ancora per vedersi autorizzare un farmaco, riuscire a fare approvare una medicina, costringere a scegliere un prodotto invece di un altro. Le pratiche della malasanità, si sa, non sono confinate negli angusti confini d'Italia. Ma in Italia possono avere trovato terreno sicuramente fertile i boss di Big Pharma a cui adesso l'amministrazione degli Stati Uniti sta finalmente cominciando a presentare il conto.FONTE:  La Repubblica.it



Dalla Merck (la Merck & Co nordamericana, Merck Sharp & Dohme in Europa) alla Bristol-Myers Squibb, dalla GlaxoSmithKline all'AstraZeneca i grandi nomi dell'industria farmaceutica per una volta ci sono tutti nell'inchiesta del Dipartimento di giustizia e della Sec, la Consob americana. Obiettivo: scoprire se e come le Quattro Sorelle dei farmaci ungevano i governi di mezzo mondo per inondare il mercato con i loro prodotti.


L'inchiesta è davvero globale. Tra i paesi sotto esame ci sarebbero Brasile, Cina, Germania, Polonia, Russia, perfino Arabia Saudita. E l'Italia, appunto. I contenuti del blitz rivelato dal "Wall Street Journal" non sono noti e al momento non è ancora chiaro a che livello nei vari paesi si sia spinta la corruzione. Ma l'indagine individua almeno quattro tipi di possibili violazioni. Mazzette ai medici dipendenti dal governo per spingerli a comprare farmaci. Pagamento agli agenti di commercio di "commissioni" da passare a medici dipendenti dai governi. Mazzette a cliniche e ospedali per spingere l'acquisto di farmaci particolari. Mazzette ai politici e alle commissioni sanitarie per far approvare l'uso dei farmaci.


L'indagine per ora non ha nessun aspetto penale ma gli investigatori non escludono di aprire nuovi fascicoli. Il governo si è mosso sulla base di una legge del 1977 che vieta alle compagnie quotate in Borsa negli Usa (ecco quindi l'intervento congiunto della Sec) di pagare funzionari degli altri paesi per fare business: è il cosiddetto Foreign Corrupt Pratices Act. Ma un'inchiesta potrebbe conseguentemente essere stata aperta anche nei paesi coinvolti in queste contrattazioni: e quindi anche in Italia.


Le compagnie sotto accusa hanno ricevuto una lettera del Dipartimento di Giustizia che chiede di giustificare i movimenti di denaro. Gli uomini di Big Pharma replicano che stanno già collaborando. Ma è fuori di dubbio che la mossa rientra nella battaglia con cui il governo di Barack Obama, già odiato dalle grandi compagnie per la riforma sanitaria che cancella decenni di privilegi e sprechi, ha promesso di fare pulizia di certe pratiche. Qualche tempo fa un'indagine simile ha portato alla luce i metodi di corruzione per la vendita in mezzo mondo di apparecchi medici. E nello sforzo di moralizzazione i funzionari Usa minacciano di passare alla denuncia degli stessi manager invece che delle sole aziende.


L'industria farmaceutica è particolarmente esposta ala tentazione delle mazzette internazionali, spiegano gli esperti, perché a differenza che negli Usa all'estero - come in Italia - i governi hanno molta più voce in capitolo nella regolazione dei farmaci. Il giro d'affari della corruzione, invece, non è ancora stato quantificato. Ma basta considerare che il business di Big Pharma all'estero è un terzo del suo totale: più di 103 miliardi di dollari.

venerdì 1 ottobre 2010

TERAPIE ANTICANCRO: SI PUNTA SUGLI ANTIACIDI

Ecco che l'ennesimo studio scientifico porta alla luce una "recente scoperta":
i farmaci antiacidità, gli inibitori della pompa protonica e persino il bicarbonato, potrebbero sostituire la chemioterapia.
A fare il punto della situazione sono stati gli scienziati dell'Istituto superiore di sanità (Iss), in occasione del primo simposio dell'International society for proton dynamics in cancer (Ispdc).
"L'acidità è un meccanismo che il cancro usa per isolarsi da tutto il resto, farmaci compresi - spiega Stefano Fais, presidente Ispdc e membro del dipartimento del farmaco dell'Iss -. Ma le cellule tumorali, per difendersi a loro volta da questo ambiente acido, fanno iperfunzionare le pompe protoniche che pompano protoni H+. Se si bloccano queste pompe, la cellula tumorale rimane disarmata di fronte all'acidità, e finisce per morire autodigerendosi".


Usando quindi degli antiacidi, anche generici, come gli inibitori della pompa protonica, generalmente adoperati per le ulcere gastriche si potrebbe curare il cancro.

http://www.repubblica.it/salute/ricerca/2010/09/27/news/cancro_una_molecola_spegne_i_geni_responsabili_della_crescita_delle_cellule_cancerose-7490226/

Ma quello che  i media  non diranno è che già Otto Heinrich Warburg (Friburgo in Brisgovia, 8 ottobre 1883 – Berlino, 1 agosto 1970)che  nel 1931 vinse il premio nobel per aver scoperto la vitamina B2 (riboflavina) e il suo meccanismo d’azione, scoprì per primo la causa del cancro.
 Nel 1966 in una conferenza a Lindau, in Germania, Warburg spiegò così l’esatta causa del cancro [1]: “Il cancro, ancor più che per altre malattie, ha una serie illimitata di cause secondarie. Ma, anche per il cancro, c’è una causa primaria. Riassumendo in poche parole, la prima causa del cancro è la sostituzione della respirazione dell’ossigeno nelle normali cellule del corpo con la fermentazione dello zucchero”.
Farmaci, alimentazione e stress potrebbero quindi essere fattori negativi predisponenti al cancro.
Scorie e acidi si depositano col tempo nel nostro corpo e lo stress conduce a ulteriore acidosi; quando raggiungiamo i sessant'anni il nostro organismo è così mal ridotto che il meccanismo di rifornimento e smaltimento s'impantana e le cellule subiscono un processo di anaerobiosi irreversibile.
Se vi aggiungiamo sostanze chimiche tossiche di ogni sorta, presenti ovunque nella società moderna, possiamo anticipare tutto di un bel po' di anni.
Tutto questo spiegato da un premio nobel in modo scientifico ma ignorato completamente dalla medicina ufficiale .... ma  assunto di quasi tutti gli approcci naturali alla cura del cancro.
Oggi ci spiegano che forse anche il bicarbonato potrebbe in futuro curare il cancro...

E allora la mia mente curiosa e vorace non riesce a non fare un collegamento  con i lavori svolti dal Dott. Tullio  Simoncini che dal  1999 ha curato alcuni pazienti  appunto con  il bicarbonato di sodio.
Simoncini è stato radiato dall'albo dei medici e condannato in primo grado per omicidio colposo per il decesso di uno dei suoi pazienti. Inoltre è stato messo alla gogna da "processi mediatici" in trasmissioni come " Mi manda RAI3" e "Stricia la notizia".
http://www.youtube.com/watch?v=sKdZ9gVwDFMù

Egli continua a promuovere le sue scoperte in giro per il mondo attraverso delle conferenze non riconosciute dalla scienza medica. E attraverso il suo sito internet dal quale spiega la sua "cura" per il cancro.
http://www.curenaturalicancro.org/

Il personaggio è controverso e la sua "cura" molto discussa... certo è che le conclusioni degli scienziati dell'Iss andrebbero proprio nella stessa direzione...

Sicuramente gli approcci naturali , qualunque sia il loro metodo di azione, puntano tutti alla deacidificazione del "terreno" e alla disintossicazione dell'organismo.
La terapia Gerson per esempio, attraverso un'attenta e particolare alimentazione e la pratica di clisteri di caffè punta proprio ad alcalinizzare il terreno, rendendolo ostile al cancro e nello stesso tempo a disintossicare il corpo da tossine accumulate negli anni e dalle stesse tossine cancerose.

Ma anche Max Gerson fu osteggiato, ridicolizzato e isolato dall'establishment medico di allora..........

Rimangono tanti interrogativi  senza risposta...

Al prossimo post,
Monica