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martedì 12 febbraio 2013

INFLUENZA E RIMEDI NATURALI





L’influenza è una malattia virale che interessa maggiormente l’apparato respiratorio, per cui si accompagna a raffreddore, tosse, mal di gola, raucedine, faringite, laringite, tracheite e qualche volta può interessare anche i bronchi.
In genere uno dei sintomi di esordio più comune è quello della stanchezza e del malessere generale.
Solitamente la febbre è elevata, specie nei primi giorni. Altri sintomi abbastanza ricorrenti sono dolori diffusi ai muscoli ed alle ossa, in particolar modo alla schiena, mal di testa, nonché astenia, brividi, lacrimazione e arrossamento degli occhi, ecc. Il virus influenzale tipicamente attecchisce verso la fine dell’autunno e la metà del’inverno.
A seconda degli anni ci può essere una dominanza di sintomi legati solo alla febbre oppure alla tosse, a volte invece ad una faringite o a un malessere generale accompagnato da cefalea.
In alcuni casi queste manifestazioni possono accompagnarsi anche a sintomi propri del sistema intestinale dove i virus possono scatenare fenomeni di diarrea e colite.  L'influenza è dunque una malattia virale (da RNA virus), provocata quindi da virus e non da batteri. È importante tenerlo in considerazione  in quanto purtroppo spesso vengono prescritte cure antibiotiche che non recano alcun vantaggio al malato. 


RIMEDI NATURALI:
Importante è bere molto, anche sotto forma di tisane ed avere un'alimentazione leggera e ricca di frutta e verdura, fonti di vitamine e sali minerali fondamentali per il nostro sistema immunitario.
Limitare i grassi e i latticini, fonte di muco.

- Echinacea è un potente antivirale ed immunostimolante fitoterapico. Esiste in tintura madre (TM) o in alternativa l'estratto secco in capsule.
Vitamina C: La dose giornaliera ottimale ( da non confondere con la dose giornaliera raccomandata) si attesta sui 2 grammi al giorno.
Rame, Manganese e  Zinco, possono essere molto utile nel contrastare l'influenza.
- Consigliabile un trattamento dell'intestino con probiotici di qualità per aiutare le  
   difese dell'organismo.
Rame  è il  rimedio tra i più delicati - ma molto efficace -, adatto anche a soggetti delicato come bambini e anziani;  compatibile con qualsiasi eventuale altro trattamento. In oligoterapia il rame è il rimedio di elezione in caso di malattie infettive, sia virali che batteriche, ed è di fondamentale supporto per spegnere la virulenza dell'infiammazione tipica della fase acuta.
Aconitum napellus 5CH3 granuli ogni 3 oreFebbre repentina ed elevata dopo raffreddamento dovuto ad esposizione a freddo secco o influenza allo stadio iniziale acuto, con sete intensa di acqua fresca, brividi al minimo movimento, pelle secca e bruciante, rapide sensazioni di calore secco (senza sudorazione)
- Arsenicum album 5CH3 granuli ogni 3 oreFebbre intermittente e influenza accompagnate da sete continua di piccole quantità di acqua fredda, con sudorazione abbondante, sensazione di debolezza e di bruciore. Soggetto agitato e ansioso. Influenza intestinale. Peggioramento tra mezzanotte e le tre del mattino. Miglioramento con applicazioni calde.
Belladonna 4CH3 granuli ogni 2-3 oreFebbre anche di tipo esantematico con esantema rosso. Influenza. Stati febbrili violenti ed improvvisi accompagnati da eccitazione nervosa e congestione vascolare, allucinazioni, delirio, viso rosso e congestionato, pupille dilatate, secchezza delle mucose, sudorazione soprattutto alle parti coperte, pulsazioni a tutto il corpo e soprattutto alla testa.
-Bryonia 5CH3 granuli ogni ora allungando i tempi con i miglioramenti.    Affezioni febbrili compresa l’influenza. Febbre che insorge dopo un raffreddamento caratterizzata da inizio graduale, sete intensa di grandi quantità di bevande fredde, dolori muscolari, cefalea congestizia, rossore, secchezza delle mucose, gusto amaro. Soggetto facilmente irritabile. Peggioramento con il calore, al risveglio.
-Alcune sostanze antiossidanti e immunostimolanti (acido lipoico, N-acetil cisteina o NAC, Zinco, Vitamina D3, betaglucani) sono molto utili sia per la prevenzione sia per il trattamento della forma influenzale.
- Il Salice, fitoterapico in compresse può rivelarsi molto utile come antipiretico naturale.
- se presente tosse, possono essere utilizzati con successo rimedi fitoterapici ad azione emolliente e/o espettorante. Le funzioni principali delle piante medicinali e delle tisane emollienti sono quelle di lubrificare la mucosa respiratoria, mitigare la sensazione di bruciore e la congestione presente a causa dell'infiammazione, attenuare le secrezioni bronchiali e ridurre lo stimolo della tosse. tra queste troviamo l' Althaea officinalis  Cetraria islandica la Malva sylvestris;  Plantago lanceolata.
Tra quelle ad azione espettorante troviamo:  Marrubium vulgareSaponaria officinalisPrimula officinalis.


Al prossimo post,
Monica



sabato 2 febbraio 2013

ANEMIA IN NATUROPATIA






L’anemia si sviluppa quando l’organismo ha carenza di globuli rossi sani e può essere diagnosticata quando il livello di emoglobina nel sangue è minore del normale: l’emoglobina è la proteina ricca di ferro che si trova nei globuli rossi e che trasporta l’ossigeno dai polmoni al resto dell’organismo.
Per un trattamento naturopatico dell'anemia occorre fare un ragionamento causalista attraverso il colloquio con il cliente, l'analisi iridologica e di terreno della persona.
Occorre una valutazione medica per mettere in relazione, oltre ai dati di globuli rossi ed emoglobina,  anche i valori di ferro, di transferrina, di ferritina, che possono fornire indicazioni reali sulle cause che la determinano.
Potrebbe rivelarsi utile il Mineralogramma per la valutazione dei minerali tissutali.
Le principali cause dell'anemia si possono riassumere in tre categorie:
a) anemia da ridotta produzione di globuli rossi: spesso vi è  carenza di ferro, vitamine e oligoelementi; altre cause sono  errori nutrizionali o difetti di assorbimento intestinale. Questo tipo di anemia si riscontra anche in presenza di malattie infiammatorie croniche (infezioni, tumori), malattie endocrine (per esempio della tiroide), malattie epatiche,  diminuzione della funzionalità renale, alcolismo o come effetto collaterale dell'assunzione di alcuni farmaci.
b) anemia da perdita di globuli rossi: situazioni emorragiche, sia evidenti come a seguito di una ferita, o per via genitale (nel caso di emorragie uterine), sia non direttamente osservabili ( trauma interno o  emorragie gastrointestinali).
c) anemia da eccessiva distruzione di globuli rossi: questa situazione ha molte cause e si accompagna a diverse patologie (infezioni virali, malaria, toxoplasmosi), spesso all' l'assunzione di alcuni farmaci o può essere legata a difetti enzimatici o interni alla cellula (anemia mediterranea, fauvismo..)
Verificare se vi è un'ipocloridria, mancanza di rame e di vitamine che possono favorirne l'insorgenza.
Verificare la presenza di intolleranze alimentari.

I sintomi dell’anemia principalmente includono: 
stanchezza, spossatezza, generale debolezza muscolare, letargia e mal di testa.  
Inoltre pallore,debolezza, vertigini, sonnolenza, intorpidimento e sensazione di formicolio nelle mani e nei piedi.
A seconda della gravità del sintomo, tachicardia, principio di collasso, dispnea in seguito a 
sforzo, flatulenza, nausea, costipazione e perdita di peso, insufficienza cardiaca congestizia
in alcuni pazienti più anziani.
Possono presentarsi disturbi delle mestruazioni, amenorrea, menorragia e perdita di libido.


L'alimentazione svolge un ruolo importante nel riequilibrio dell'anemia.
Prediligere alimenti ricchi di ferro (cereali, verdure, insalate, semi oleaginosi, legumi, alghe..ecc.) accompagnati dall'assunzione di vitamina C per migliorarne l'assorbimento.

Per quanto riguarda il consumo di frutta, preferire uva e mirtilli, oltre ad albicocche, mele, limoni e datteri.
Ridurre l'assunzione di tè e caffè che inibiscono l'assorbimento del ferro.
Potrebbe rivelarsi utile un trattamento intestino con probiotici, soprattutto in caso di malassorbimento da disbiosi.
Tra i rimedi fitoterapici, segnalo il Fieno Greco, l'Ortica, l'Erba  Medica, l'Equiseto, la Gentiana Lutea.

Un gemmoterapico interessante per la funzione di stimolazione del midollo osseo è la Tamarix Gallica 1 D.
Tra i rimedi omeopatici ricordo China 9 CH o 5 CH(5 granuli, 1-3 volte al giorno), usata nel trattamento dell'anemia da sanguinamento, in gravidanza, in convalescenza, dopo il parto e nell'allattamento;
Ferrum metallicum 9 CH o 5CH (5 granuli, 1-3 volte al giorno), riequilibra il metabolismo del ferro.
Tra i litoterapici utile Hématite 8 DH (1 fiala al giorno per cicli di trattamento di 3 mesi), stimolante la formazione di nuovi globuli rossi.
Può essere utile l'integrazione di alcuni minerali tra cui il Rame, il Manganese e lo Zinco.
Ottimo rimedio è rappresentato dalla Clorofilla liquida.


Al prossimo post,
Monica




lunedì 10 dicembre 2012

LA FIGURA DEL NATUROPATA



Il Naturopata è un professionista esperto che ha concluso con successo un percorso di studi almeno triennale in Naturopatia.
Il naturopata è universalmente definito come operatore (non medico) del benessere il quale, attraverso tecniche naturali, ha come obiettivo il miglioramento della qualità della vita.  Si avvale dell'utilizzo delle più efficaci metodiche preventive ed olistiche non invasive, valutando di volta in volta quale sia la più idonea.
L'operatore che utilizza le discipline naturali olistiche ed energetiche si interessa della natura nel suo più ampio senso possibile, migliora costantemente le sue conoscenze professionali ed inserisce la propria attività in un contesto di evoluzione e crescita personale.

La Naturopatia è un insieme di  bio discipline naturali finalizzate  al mantenimento e alla conservazione dello stato di salute e benessere della persona che tiene in considerazione le caratteristiche costituzionali, le influenze ambientali, lo stile di vita e le leggi biologiche che regolano la vita umana. 
Il Naturopata favorisce il riequilibrio del sistema globale (corpo, mente e spirito)  stimolando  le potenzialità di auto-guarigione dell'organismo.
Dunque, compito principale del professionista è stimolare la forza vitale della persona (vis medicatrix naturae) sostenendo i meccanismi fisiologici e le naturali risorse energetiche dell’individuo.
 Il Naturopata  ricerca le cause degli squilibri energetico-funzionali con spirito causalista osservando la  costituzione, la diatesi e analizzando il "terreno";  valutando gli influssi ambientali e relazionali potenzialmente dannosi; individuando e modificando gli squilibri energetico-funzionali; stimolando  le naturali capacità di reazione dell'organismo; migliorando  il “terreno globale”.
Le tecniche naturopatiche si suddividono in approcci  di indagine del terreno (iridologia, analisi biotipologica, bio energetica, reflessologica e kinesiologica),  metodi bioenergetici (fiori di Bach e Australiani, Energetica Tradizionale Cinese, Reiki, Aromaterapia), fitoterapia, tecniche nutrizionali e di integrazione alimentare e tecniche corporee (reflessologia, idroterapia, cranio sacrale ecc).
Il naturopata ricopre inoltre un ruolo importante di informazione e di  sviluppo delle potenzialità individuali di prevenzione;  di educazione a stili di vita salubri e rispettosi della natura  responsabilizzando l'individuo nei confronti della propria salute e fornendo  gli strumenti conoscitivi per l’autogestione della stessa.
Il Naturopata utilizza i sintomi per interpretare lo squilibrio energetico in atto e non li sopprime ma aiuta l'organismo a ritrovare l'omeostasi.

Al prossimo post,
Monica


domenica 9 dicembre 2012

HERPES SIMPLEX, UN AIUTO NATURALE.


L'Herpes simplex è un'infezione virale della cute e/o delle mucose visibili che si manifesta con lesioni vescicolari abitualmente riunite "a grappolo".
L'infezione ha due localizzazioni principali, a seconda che sia sotenuta dal virus dell'herpes simplex del tipo 1 (HSV1) o del tipo 2 (HSV2): il primo è infatti detto herpes simplex labiale, il secondo herpes simplex genitale.

Una volta penetrato nel corpo, il virus non è eliminabile: anche quando le vescicole guariscono ( di solito da sole ed in pochi giorni), il virus rimane nascosto nell'organismo, silente,  all'interno di alcune cellule del sistema nervoso. 
In alcune situazioni può però riattivarsi quando stressstanchezza, improvvisi sbalzi di temperatura, disagi emotivi, farmaci, febbre, antibiotici, squilibrano le nostre difese naturali dando  luogo a una nuova manifestazione erpetica.
Si tratta di un'infezione molto diffusa: si stima che il 90% degli adulti abbia anticorpi contro H. simplex
Tuttavia un sistema immunitario ben funzionante è in grado di tenere a bada il virus, prolungando il più possibile le fasi di latenza tra una manifestazione e l'altra.
Per un'azione causalista e di lunga durata, occorre agire sulla correzione dei fattori di squilibrio del sistema immunitario.  Occorre dunque agire sul terreno individuale riportando l'organismo all'equilibrio.
L'herpes labiale, essendo una malattia virale, è una disturbo favorito da un abbassamento del "piatto" linfocitario Th1 (risposta immunitaria dei linfociti T helper tipo I, che contrastano i virus) rispetto a quello Th2. 
Situazioni stressanti prolungate, disbiosi intestinali, intolleranze alimentari, estrogeni aumentano la risposta Th2 deprimendo la Th1.
Riequilibrando la risposta umorale, si possono ridurre e addirittura eliminare le recidive del virus.
La prima leva da utilizzare è la correzione dell'alimentazione, eliminando dolci e consumo di prodotti animali e mangiando molta frutta e verdura, cereali integrali, legumi.
Importante è limitare il consumo di alimenti  ricchi di arginina, un amminoacido che favorisce la replicazione del virus: semi oleaginosi (arachidi, nocciole, noci, pinoli, mandorle ecc.), sesamo, cacao. Un altro amminoacido invece, la lisina, ne frena lo sviluppo ed è quindi consigliato come integratore.
Sarebbe opportuno un efficace trattamento dell'intestino, volto ad eliminare la flora batterica nociva e a favorire la crescita della flora simbiotica, stimolando di fatto le difese immunitarie.
Si consiglia di effettuare il test per le intolleranze alimentari e, a seguire, la rotazione infrasettimanale dei cibi eventualmente risultati positivi al test.
Di fondamentale importanza  il riequilibrio a livello neuro-psichico ed il miglioramento della propria capacità di gestione dello stress, nonché il controllo dell'iperestrogenismo.

Adottate queste azioni correttive della risposta immunitaria, se ce ne fosse bisogno, si può ricorrere a rimedi naturali ad azione immunomodulante o immunostimolante:

  • Fitoterapia:   Echinacea, Astragalo, Uncaria, Aloe e Lapacho.
  • Micoterapia: Coriolus versicolor (azione immostimolante del piatto Th1)Ganoderma lucidum (Reishi)Agaricus Blazei Murrill (ABM)Cordyceps sinensis, dalle spiccate proprietà immunomodulanti.
  • Vitamine e minerali:   la vitamina A è utile ai componenti del sistema immunitario che combattono i virus. Fondamentale l'uso di vitamina C, preferibilmente insieme a bioflavonoidi. Inoltre la vitamina E e quelle del gruppo B.                                        Lo zinco  è un minerale molto importante per sostenere la funzionalità del sistema immunitario e attiva specificamente la risposta linfocitaria Th1.
  • Azione topica: l'olio essenziale di Melaleuca (tea tree oil), passare delicatamente un cotton fioc sulle vescicole, 2-3 volte al giorno. Inoltre ottimo l'utilizzo di O.E. di  Ravensara, Timo e Santoreggia, da diluire in un olio vettore.



Al prossimo post,
Monica

mercoledì 14 novembre 2012

DEPRESSIONE, UN AIUTO DALLA NATUROPATIA




Nella prassi medica vengono riconosciute e tenute distinte due tipi depressione, in base alla causa: una depressione biologica, e una depressione psicogena.
La depressione biologica può essere provocata da un 
alterato equilibrio delle azioni di alcuni neuromediatori sui ricettori e di questi nella traduzione del messaggio. 
In particolare, risulterebbero coinvolti i sistemi della serotonina, della dopamina, e della noradrenalina. 

La depressione psicogena è invece dovuta ad una serie di reazioni e conflitti interiori conseguenti a un evento esterno (licenziamento, separazione, divorzio, lutto) che non si è riusciti ad elaborare e  ha modificato esageratamente l’umore del paziente.

Sintomi.

La depressione è caratterizzata dal senso di tristezza, senso di inutilità, disinteresse e distacco affettivo, apatia, indolenza, senso di colpa, svalutazione di sé, impoverimento della spinta vitale, rallentamento psichico, pessimismo, difficoltà di memoria e di concentrazione, angoscia mattutina, idee di suicidio, insonnia, mancanza di appetito, movimenti e locuzione rallentata, mancanza di desiderio sessuale, scoppi di pianto, stitichezza, emicrania, ansia, irritabilità, pensieri negativi, mancanza di autostima, senso di irreparabilità, avvilimento, tendenza all’isolamento, tendenza al mutismo, riduzione della attività e della mimica, facilità o incapacità al pianto.
Senso di debolezza, senso di malessere generale, inappetenza o difficoltà digestive, insonnia con risveglio mattutino precoce, cefalea, stipsi. 
La persona depressa tende ad analizzare le situazioni come se non ci fosse via di scampo, come se non ci fosse niente in grado di rimettere le cose al loro posto. Il senso di totale fallimento, o lo stare in una situazione che sembra immutabile, causa lo scatenarsi della depressione.


Rimedi naturali

Alle volte la depressione e’ dovuta allo scarso funzionamento di apparati ed organi fisici specie del 
fegato. Utile quindi un'azione di disintossicazione epatica che prevede specifici protocolli e non va improvvisata.
La depressione, inoltre, può essere provocata o aggravata da un'intolleranza alimentare e viene quindi temperata, anche notevolmente, dal recupero della tolleranza nei confronti dei cibi a cui, dopo essersi sottoposti a specifico test, si sia risultati intolleranti.

Esiste una relazione ben documentata tra assunzione eccessiva di carboidrati (pasta, pane e dolci, innanzitutto) e comparsa di disturbi dell'umore. I cali repentini di zuccheri nel sangue, prodotti dall’intervento dell'insulina dopo pasti o spuntini troppo ricchi di carboidrati, provocano un calo del tono dell'umore, oltre a stanchezza, irritabilità e altri disturbi della sfera nervosa.
Uno studio finlandese del 2005 ha inoltre evidenziato un collegamento tra depressione e insulinoresistenza (ovvero quella difficoltà metabolica per cui serve più insulina del normale per consentire l'ingresso dello zucchero nelle cellule e rifornirle così di energia) e che la severità dei sintomi depressivi aumenta tanto più la resistenza all'insulina è elevata.
Risulta importante quindi porre attenzione alla propria alimentazione, limitando i carboidrati in eccesso ed in particolare eliminando i cereali raffinati,  apportando alla dieta un adeguato consumo di frutta, verdure crude che contengono sali minerali e vitamine ad azione antidepressiva.  
Le verdure a foglia verde, come ad esempio gli spinaci, sono ricchi di serotonina.
La spirulina, la maca o il polline sono ricchissime fonti di vitamine del gruppo B e di magnesio, nutrienti fondamentali nella produzione di serotonina, e per il corretto funzionamento del del sistema nervoso.


flavonoidi dell'Iperico, esercitano un'azione antidepressiva e sedativa, ottenuti solo dall’estratto secco o dalla tintura madre. L'ipericina, in particolare, inibisce due enzimi responsabili della disattivazione di vari mediatori del sistema nervoso centrale (serotonina, dopamina, noradrenalina) e aumenta la secrezione notturna di melatonina, aiutando contro l’insonnia. 
È, inoltre, in grado di accrescere i livelli serici di serotonina, in modo simile ad alcuni farmaci antidepressivi. Diversi studi hanno dimostrato che l´estratto di iperico, limita il riassorbimento di altri due neurorecettori denominati noradrenalina e dopamina che svolgono un ruolo importante nella depressione, negli sbalzi di umore durante il periodo menopausa, nella depressione stagionale e nei periodi di esaurimento nervoso. 

La Rhodiola produce un aumento della concentrazione plasmatica di beta-endorfine, in grado di prevenire le variazioni ormonali indicative dello stress
Mentre i semi della Griffonia contengono 5-idrossi-triptofano (5-HTP), un precursore della serotonina, che nel nostro organismo è coinvolto in varie funzioni fisiologiche. Innalzando i livelli di serotonina, la griffonia può migliorare il tono dell'umore, la sessualità, la qualità del sonno; favorisce il controllo della soglia del dolore;  aiuta a regolarizzare  la termoregolazione corporea, l'appetito, aiutando ad eliminare così ansia e depressione.
L'integrazione con vitamine del gruppo B (in particolare B1, B3, B6) e Magnesio può risultare utile. Anche altri minerali  (cromo, magnesio, zinco, rame, litio) e oligoementi (associazioni manganese-cobalto e rame-oro-argento), l'apporto di  acidi grassi omega 3 e altri prodotti e tecniche naturali,  abbinati al riequilibrio alimentare e all'esercizio fisico, possono rappresentare un validissimo aiuto anche nei casi di serio disagio psichico.
Tra i Fiori di Bach segnaliamo Sweet Chestnut, Gentian, Wild Rose, Gorse e Mustard
Gli oli essenziali indicati in caso di depressione sono rosa, lavanda, gelsomino, o anche l’olio essenziale di fiori d’arancio, timo, menta piperita, bergamotto, neroli, salvia, cannella e cipresso.
Sono particolarmente efficaci se usati per i massaggi (4-5 gocce dell’olio essenziale scelto in un bicchierino di olio di mandorle dolci) o bagni (15 gocce dell’olio essenziale selezionato nell’acqua calda del bagno). 

Al prossimo post,
Monica

lunedì 5 novembre 2012

IPERTENSIONE E RIMEDI NATURALI




L'ipertensione arteriosa (nota comunemente come pressione alta) è una condizione patologica diffusissima nei cosiddetti Paesi industrializzati.

Si parla di ipertensione quando vi è  una condizione costante in cui i valori pressori risultano più elevati di quelli che sono fisiologicamente considerati come normali. 
Si dice che una persona soffre di o di pressione alta se la sua pressione diastolica è costantemente superiore al valore di 90 mmHg (ipertensione diastolica) e se la sua pressione sistolica è costantemente superiore al valore di 140 mmHg (ipertensione sistolica).
Da tenere in considerazione che occasionali aumenti dei valori considerati "normali" non costituiscono un problema, ma sono assolutamente fisiologici.

La pressione arteriosa alta si verifica quando vi è  contrazione delle arterie e alla conseguente resistenza che le arterie oppongono al passaggio del flusso del sangue. Questo fa aumentare lo sforzo con cui il cuore si trova a dover pompare il sangue.  Se questa condizione si mantiene a lungo può portare a danni seri al cuore o alle arterie e ad altri organi quali: il cervello e i reni.
Le cause possono essere varie ed un approccio naturopatico ne prevede l'attenta ricerca da caso a caso.
In generale  l'ipertensione è principalmente causata da uno stile di vita eccessivamente sedentario, scorretta alimentazione, da ansia, tensioni e stress.  Si parla in questo caso di ipertensione arteriosa essenziale.
Esiste poi una forma di ipertensione secondaria, che è il risultato di altre patologie o dell'assunzione di determinati farmaci:
  • problemi ormonali
  • problemi alla tiroide
  • sindrome di Cushing
  • preeclampsia
  • problemi ai reni
  • stenosi dell’arteria renale
  • malattie cardiovascolari
  • stenosi aortica
  • uso di droghe, medicinali, cocaina
  • abuso di alcolici
  • tabagismo
  • assunzione di amine simpaticomimetiche
  • assunzione di cortisonici
  • assunzione di ciclosporina
  • assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei.

I sintomi comprendono le vertigini improvvise,  il nervosismo, le emicranie severe, l'irrequietezza, la respirazione difficile, lo spurgo di naso, l'insonnia, i reclami intestinali, la depressione, il temperamento di scarsità e l'instabilità impressionabile. La diagnosi di ipertensione è fatta quando la pressione normale tende ad aumentare ripetutamente. Gli altri sintomi fisici di ipertensione comprende la tendenza costante ad urinare, diminuire nella visione dell'occhio e nella debolezza di muscolo. 


Rimedi naturali

In primo luogo occorre modificare l'alimentazione e, nello specifico,   ridurre  i cibi contenenti grassi saturi o i carboidrati raffinati;
ridurre il comune sale da cucina (cloruro di sodio), usando più spezie ed erbe per condire;
evitare brodi ed alimenti confezionati (ricchi di glutammato monosodico); 
eliminare insaccati (nitrito di sodio); eliminare alimenti conservati quali formaggio,  pane, dolci, frutta secca preconfezionata, gelato; eliminare  il consumo di alcol. Ridurre il caffè.
Andrebbero invece consumati in quantità verdure e frutta contenenti vitamine, fibre, potassio e altri minerali; ortaggi a foglia verde, ricchi di calcio e di magnesio; cereali integrali e legumi; l’olio di semi di lino; aglio e cipolla.
Fumare alza la pressione arteriosa e indurisce le arterie. Smettere di fumare è d’obbligo per chi ha la pressione alta.

Un’attività fisica regolare e costante aiuta a migliorare la condizione generale del cuore.  Non deve essere troppo intensa ma costante. Incrementare la massa muscolare, inoltre, aiuta il corpo ad utilizzare al meglio l’insulina; e questo indirettamente riduce la pressione sanguigna.
Agire sullo stress. Cercare di ridurre lo stress, l’ansia e le tensioni in generale. 
L’emotività influisce negativamente sulla pressione arteriosa. Consigliate  tecniche di respirazione e di meditazione e lo yoga.
Anche i Fiori di Bach o i Fiori Australiani  possono essere utili in tal senso. Dopo valutazione della natura dello stato di agitazione  verranno scelte alcune specifiche combinazioni che una volta assunte saranno in grado di allentare lo stress e favorire il generale rilassamento.
Inoltre in molti casi è possibile intervenire sulla pressione alta con prodotti naturali, come il MagnesioUn studio pubblicato recentemente attesta come l'integrazione di magnesio sia fondamentale nella terapia dell'ipertensione riducendo in maniera significativa la pressione. 
Utili alcune associazioni di minerali e  fitoterapici come l'estratto fluido di Biancospino o varie formulazioni di Ulivo e  Vite rossa.
I gemmoterapici più attivi in questo senso sono Prunus amigdalus 1D (30-40 gocce al mattino) e Olea aeuropaea 1D (30-40 gocce alla sera), da associare eventualmente ad altri prodotti, in relazione a particolari condizioni: 
Crataegus oxyacantha 1D in caso di ipereccitabilità cardiaca, estratto fluido di Biancospino in caso di nervosismo, Arctium lappa TM Betula verrucosa linfa 1D, in caso di necessità depurative dell' organismo.
L'utilizzo dell'Aglio, sia nella alimentazione che sotto forma di capsule di olio (2 al giorno), contribuisce sicuramente al riequilibrio dei valori di pressione.

Al prossimo post,
Monica



martedì 30 ottobre 2012

LA MEDITAZIONE: BENEFICI, STUDI E RICERCHE


La meditazione si può definire come uno stato di puro essere, di chiara consapevolezza, di attenzione, di osservazione. L'accento non viene posto tanto sul cosa si fa, ma sul come.
Essa rappresenta il ritorno a uno stato originario naturale, in cui mente e corpo non sono in un rapporto di dualità, ma di unità. È una condizione non tanto da raggiungere, quanto da riconoscere. 
È un essere presenti e consapevoli nell'hic et nunc.
È una forma di rilassamento, un abbandonarsi al presente, una condizione autoevidente che si deve re-imparare ad assaporare.
È la condizione naturale della mente di quiete, di vuoto e di unità.
In essa si riduce la sensibilità agli stimoli esterni e si accentua quella agli stimoli interni.
Essa non solo consente di entrare in contatto con se stessi, ma anche con la realtà che ci circonda. Permette, inoltre, di avviare un percorso di crescita spirituale in cui le parole, la logica, la razionalità lasciano il posto a una forma di osservazione silente, priva di giudizi e di filtri.
La sua pratica, infatti, non resta circoscritta al momento specifico della meditazione, ma si estende al resto dell'esistenza quotidiana al punto da favorire un profondo mutamento del proprio essere nel mondo.

Esistono vari tipi di meditazione, ognuna con caratteristiche specifiche, modi di azione a livello fisico, psichico e psicologico. Esse sono accomunate dal fatto di comportare un addestramento volontario da parte della persona della propria attenzione e consapevolezza.
Ad esempio, alcune insegnano alle persone a focalizzare la loro attenzione su un mantra da ripetere in silenzio, un suono, un'immagine visiva, un oggetto o una domanda.
Nella meditazione consapevole il soggetto viene invitato a focalizzarsi sulla respirazione al fine di allenare le proprie capacità di concentrazione.
La pratica costante quotidiana promuove lo sviluppo della stabilità, della calma interiore e una condizione di mente non reattiva. Quest'ultima, a sua volta, permette di affrontare tutti gli aspetti che la vita presenta, compresi:
  • l'ansia,
  • la paura,
  • il dolore.
Sono proprio la stabilità e la non reattività che fanno sì che sia possibile diventare degli osservatori compassionevoli di se stessi e degli altri.
Quando si presentano delle sensazioni spiacevoli nel corpo, come nel caso del dolore, la reazione più immediata è quella di contrarre i muscoli, anche se ciò accentua tale percezione.
L'osservazione compassionevole d'altra parte favorisce l'accettazione di tale vissuto e la comprensione di quelli che possono essere i primi segnali che possono indicare l'innesco di dolore acuto che, in questo modo, si può prevenire o quanto meno attenuare.
Gradualmente, nel tempo, si è cominciato a impiegare la meditazione anche in ambito clinico. In questo senso, infatti, non solo offre una possibilità per ridurre le sofferenze, ma rappresenta anche un modo per rafforzare la sensazione di potere e di autostima dei pazienti.
Kabat-Zinn è stato uno tra i primi ricercatori a introdurre la meditazione in ambito clinico.
Le ricerche scientifiche sulle modalità di azione e sull'efficacia della meditazione risultano piuttosto complesse. Spesso è difficile progettare e realizzare situazioni sperimentali accurate con gruppi di controllo, numeri sufficientemente estesi di partecipanti, accordo tra domande che ci si pone e relativi progetti di ricerca, oltre che definire in modo corretto e condiviso il termine.
Una proposta convenzionale in tal senso considera la meditazione una procedura che comporta:
  • l'uso di una tecnica specifica,
  • il rilassamento muscolare in alcuni momenti del processo,
  • la "relazione logica",
  • lo stato autoindotto,
  • l'uso di una abilità focalizzata su se stessi ("self focus", o "áncora").
Il rapido incremento del numero di ricerche e la loro crescente qualità nel tempo sembrano essere, nel complesso, elementi alquanto promettenti nella direzione di un'indagine scientifica del fenomeno.
In ambito clinico, accanto alle terapie convenzionali, oggi più che mai si stanno affiancando da una parte le terapie complementari, dall'altra quelle alternative.
Le terapie complementari racchiudono tutte quelle terapie, quei sistemi e quelle modalità che non fanno parte della medicina tradizionale o allopatica.
Si tratta di pratiche finalizzate alla prevenzione, al trattamento delle malattie o alla promozione della salute. Esse hanno potenzialmente la capacità di rafforzare le pratiche mediche convenzionali.
Tra esse si possono citare:
  • i massaggi,
  • il biofeedback,
  • la guided imagery,
  • la meditazione.

Le terapie alternative, tra cui l'omeopatia, invece sono costituite da quelle pratiche terapeutiche che non sono considerate fondamentali tra quelle mediche convenzionali. Esse si presentano come potenzialmente sostitutive della medicina occidentale tradizionale.
Il mercato della medicina alternativa e complementare è continua espansione oltreoceano, così come in Italia. Coloro che vi fanno ricorso in genere hanno un'età tra i 35 e i 49 anni, possiedono un livello culturale ed economico medio alto, sono propensi a un approccio olistico della persona. In genere si rivolgono a esso perché affetti da uno o più disturbi di tipo cronico.
Questa rinnovata attenzione si inserisce in un contesto in cui si sta passando lentamente da un modello medico biomedico a biopsicosociale in cui l'individuo viene considerato in senso olistico, come unità di corpo e mente e su cui influiscono anche i fattori del contesto sociale in cui vive.
Anche se gli approcci mente-corpo sono stati studiati prevalentemente sugli adulti, si è visto che tali pratiche possono arrecare dei benefici anche in ambito pediatrico.
Nello specifico è possibile insegnare la meditazione anche ai bambini con buoni risultati in termini di aiuto non invasivo, utile e piacevole, per la riduzione dello stress, da applicare in condizioni di salute, così come di malattia.
Allo stesso modo, anche le persone più anziane si sono dimostrate ben disposte e ricettive. Nel loro caso la meditazione si affianca solitamente ad altre forme di terapia complementare e alternativa (omeopatia, preghiera, vitamine, dieta, massaggi) e all'assunzione di farmaci tradizionali (6 in media).
Purtroppo, ciò che in molti casi risulta assai carente è la quantità, la tipologia e le fonti di informazioni: spesso esse derivano da contesti non sempre attendibili, gli amici, i familiari, la televisione, la radio e solo più raramente i Medici.
Il rapporto costo-efficacia sembra essere l'aspetto più difficile da quantificare, anche se in alcuni casi si sono registrate delle consistenti diminuzioni di ricorso a visite mediche e prescrizioni farmacologiche.
In ogni caso, data la possibile presenza di effetti collaterali in alcuni pazienti (paura di perdere il controllo, angoscia, ansia, agitazione, senso di vulnerabilità, pensieri disturbanti, crampi, spasmi) - che però possono essere a loro volta utilizzati a scopo terapeutico - è sempre consigliabile che la tecnica venga appresa con la supervisione di un professionista preparato ad hoc.

LE RICERCHE
La pratica costante della meditazione è in grado di indurre vere e proprie modifiche a livello neurocerebrale. L'esecuzione costante quotidiana di almeno 40 minuti di attività è in grado di rendere più spessa la corteccia cerebrale di coloro che vi si dedicano rispetto a un gruppo di controllo che non la pratica.

Tale regione cerebrale svolge un ruolo cruciale:
  • nel processo decisionale,
  • nella memoria di lavoro,
  • nelle interazioni mente-corpo.
In questo senso, pare che la meditazione sia in grado di modificare il modo in cui il cervello lavora e questo può essere misurato tramite tecniche di neuro imaging.
Probabilmente questo avviene in quanto la meditazione altera gli impulsi elettrici cerebrali.
La maggiore attenzione verso l'interno di se stessi e la maggiore autoconsapevolezza si riflettono in modifiche peculiari del tracciato elettroencefalografico.

Nello specifico vi è:
  • un aumento delle onde veloci teta e lente alfa nell'area frontale cerebrale,
  • un incremento degli indici parasimpatici,
  • un abbassamento di quelli simpatici.
Tali modifiche indotte dalla meditazione offrono importanti opportunità al fine di proteggere dai danni connessi all'assottigliamento di tale area cerebrale concomitanti con l'avanzare dell'età.
La pratica della meditazione è in grado di favorire l'esecuzione dei compiti mnemonici specie quelli a breve termine. Essa favorisce il ricordo libero degli eventi evitando di compiere degli errori.
Essa pare essere in grado di favorire la riduzione dell'emissione di risposte abituali e di favorire all'opposto quelle nuove. Per certi versi, la meditazione sarebbe in grado di stimolare la creatività.
Nel corso della meditazione si verifica un rilascio della dopamina endogena in corrispondenza con un aumento dell'attività delle onde teta registrate tramite elettroencefalogramma.
Sembra che la maggiore presenza di dopamina sia dovuta alla soppressione della trasmissione cortico striale glutamatergica. Tali riscontri neurofisiologici hanno un corrispettivo a livello fisico che i soggetti riferiscono in termini di minor desiderio di azione durante la meditazione e di maggiore tendenza alla visualizzazione sensoriale.
Sembra che la pratica della meditazione sia in grado di influenzare le complesse interazioni tra le reazioni ossidative e anti ossidative che regolano l'emissione dei fotoni ultradeboli, che sono dei costituenti dei processi metabolici dei sistemi viventi.
La pratica meditativa si differenzia rispetto al mero riposo per il fatto che stimola maggiormente una diminuzione della frequenza dei battiti cardiaci sia durante la sua pratica sia a distanza di un'ora dal termine di essa. Essa, inoltre, pare essere in grado di favorire un processo di sincronizzazione attiva tra le dinamiche cardiache e quelle respiratorie.
A livello di caratteristiche di personalità, si è visto che in coloro che riportano un'ansia di tratto molto basa la meditazione li porta prevalentemente a focalizzare la loro attenzione verso l'interno, mentre al contrario in coloro ne hanno un livello molto elevato la meditazione induce per lo più un senso di rilassamento.
Le persone predisposte alla meditazione meno frequentemente credono in Dio, sono più portate ad affidarsi a una forma di saggezza interna, sono più propense alla quiete mentale, al rilassamento, al legame con l'infinito.
La meditazione, a sua volta, favorisce ulteriormente la quiete mentale, il senso di amore, di gratitudine, la tendenza alla lode, al ringraziamento e la riduzione delle preoccupazioni

BENEFICI RISCONTRATI
  1. I benefici specifici che si sono riscontrati nella applicazione clinica della meditazione sono stati:
  2. Riduzione della mortalità cardiovascolare in persone affette da ipertensione.

    La meditazione riduce i rischi cardiaci e di altri disturbi cronici come:
    1. la pressione sanguigna elevata,
    2. l'abitudine a fumare,
    3. lo stress psicologico,
    4. lo stress ormonale,
    5. il colesterolo,
    6. l'arteriosclerosi.
    L'abbassamento di tali fattori di rischio rallenta i processi di invecchiamento e diminuisce i livelli di mortalità. La meditazione ha un valore sia preventivo, primario e secondario, dei disturbi cardiovascolari, sia di riduzione del ricorso a spese medichefarmacologiche e di ospedalizzazione.
    I programmi di educazione alla salute dei pazienti in questo senso sono in grado di indicare loro quali possono essere le reali aspettative e benefici e possono sgravare l'assistenza sanitaria di ampie quote economiche.
  3. Riduzione dei livelli di pressione sanguigna non solo nelle situazioni cliniche, ma anche nelle persone sane e questo può comportare un forte valore preventivo nell'ambito della vita quotidiana, scolastica, ad esempio, oppure professionale.
  4. Abbassamento dei livelli urinari di cortisolo nelle donne in post menopausa.
    Questi diminuiscono tanto più quanto si protrae tale pratica. Tale riduzione sembra riflettere una migliore capacità di regolazione a livello endocrino che risulta fondamentale per la riduzione dei rischi cardiovascolari che nelle donne in post menopausa si elevano a tal punto da arrivare a superare quelli degli uomini.
  5. In ambito oncologico: la meditazione è in grado di ridurre:
    1. la paura nei malati terminali,
    2. l'ansia,
    3. la depressione,
    4. lo stress,
    5. i disturbi dell'umore.
    In particolare tra le donne, aiuta a combattere la fatica mentale e la sensazione di spossatezza fisica.
  6. Nei pazienti epilettici può favorire il rilassamento che si evidenzia anche in modifiche del tracciato elettroencefalografico.

    eccezione di un'unica ricerca che sembra mettere in luce il rischio che la meditazione possa suscitare attacchi epilettici più severi e frequenti in coloro che sono predisposti, per via dell'aumento dei livelli di glutammato e di serotonina nel cervello, numerose altre ricerche - sia precedenti sia seguenti a questa - hanno rilevato non solo che la meditazione non favorisce l'insorgere di attacchi epilettici, ma anche che questa è in grado di ridurne le manifestazioni.
  7. La pratica di almeno tre mesi della meditazione sembra essere in grado di elevare i livelli di melatonina nel sangue e, con essa, indurre un profondo senso di benessere percepito.
  8. La meditazione sembra essere utile anche a supporto di un approccio psicoterapeutico in cui, in genere, gli aspetti spirituali vengono scarsamente affrontati.
    Questo pare essere particolarmente utile per pazienti con tentato suicidio o a rischio di esso perché li stimola a ricercare la loro saggezza interiore e li mette in connessione con la conoscenza che proviene interiormente.
  9. La pratica costante della meditazione è anche in grado di rafforzare il sistema immunitario nelle persone sane in un ambiente lavorativo, di accentuare i vissuti emotivi positivi e di favorire l'attivazione dell'emisfero frontale anteriore sinistro.
  10. La meditazione si è rivelata utile anche nell'ambito di un programma per la riduzione della delinquenza giovanile. Al termine di essa i ragazzi si sono dimostrati meno impulsivi, più concentrati e consapevoli di se stessi e della loro condizione.
  11. La pratica meditativa può essere benefica per il controllo di crisi acute di mal di testa.
  12. Infine, può essere utile per i disturbi legati alla sindrome del colon irritabile: nello specifico, essa è in grado di ridurre, nel breve e nel lungo termine, alcune delle manifestazioni legate a tale patologia tra le quali:
    • la flatulenza,
    • le eruttazioni,
    • il senso di gonfiore,
    • la diarrea,
    • la costipazione


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 FONTE: http://www.humantrainer.com/