Traduzione a cura di Cristina Bassi di un articolo pubblicato su gaia-health.com
Nella sintesi e traduzione che seguono, si evidenzia la gravissima decisione europea contro la libertà di cura e le medicine erboristiche tradizionali.
UN PESSIMO PESCE D'APRILE 2011: 1° di aprile 2011 tutte le erbe medicinali praticamente diventeranno illegali nell’Unione Europea.
L’industria farmaceutica e quella agroalimentare hanno quasi completato il loro assalto su tutti gli aspetti della salute: dai cibi che mangiamo al modo col quale decidiamo di "curarci" quando stiamo male.
Nessun dubbio: questo loro arraffare ci deruberà di quel poco di salute che ci era rimasto.
La European Directive on Traditional Herbal Medicinal Products (THMPD) è stata emanata il 31 marzo 2004 ed ha reso operative delle regole per l’uso dei prodotti erboristici che erano precedentemente commercializzati sul libero mercato.
Tale direttiva richiede che per tutte le preparazioni di erbe si debba passare attraverso le stesse procedure dei farmaci. Non importa se un’erba è stata liberamente utilizzata per millenni. I costi di queste - nuove - procedure sono ampiamente superiori a quelli affrontabili dalla maggior parte dei produttori - esclusa ovviamente le grandi industrie farmaceutica ed agroalimentare. Per avere un’idea, si parla di costi oscillanti fra i 100.000 ed i 150.000 € per erba; se poi si tratta di un composto, ogni erba deve essere trattata separatamente.
Non avrà importanza se un’erba è stata usata con sicurezza ed efficacia per migliaia di anni: dovrà essere trattata come fosse un nuovo farmaco di laboratorio. Ovviamente, le erbe NON sono farmaci di laboratorio, ma preparati ottenuti da fonti biologiche che non sono necessariamente purificate - perchè la cosa potrebbe modificarne natura ed efficacia - così come avviene per gli alimenti.
Trattarle come prodotti di sintesi è distorcere la loro natura e la natura delle erbe medicinali. Ma questo ovviamente non fa alcuna differenza dentro le mura dell’Unione Europea controllata da BigPharma (la grande industria farmaceutica) un’Unione che ha inglobato il corporativismo nella sua costituzione.
Il dottor Robert Verkerk della Alliance for Natural Health, International (ANH), così descrive la questione relativa alla richiesta di procedure di tipo farmacologico per preparazioni di erbe :
«Ottenere una classica erba medicinale, se proveniente da una zona tradizionalmente nota per la sua coltivazione di erbe medicinali ma non-europea, dato il - nuovo - protocollo di registrazione europeo diventerà facile come infilare un cubo in un buco tondo. Questo sistema di regole ignora le tradizioni, e quindi non è stato adeguato a tenerne conto. Questi adeguamenti sono invece urgentemente necessari se la regolamentazione non è volta a discriminare le culture non-europee, violando così i diritti umani» http://www.anh-europe.org/news/anh-press-release-anh-set-to-challenge-eu-herb-law
Per capire meglio quel che potrebbe succedere, è opportuno evidenziare che il sistema delle leggi sugli scambi commerciali è stato al centro di manovre, per consentire il controllo di BigPharma e dell’industria agroalimentare su tutti gli aspetti relativi ad alimenti e medicinali.
Se avete seguito quanto sta accadendo negli Stati Uniti in merito al latte fresco e alle affermazioni della FDA (Food and Drug Administration), per la quale degli alimenti diventano magicamente delle medicine nel momento in cui ne vengono semplicemente citati effetti sulla salute, avrete notato che nella questione è stata coinvolta la Federal Trade Commission (FTC= Commissione Federale sugli Scambi Commerciali).
Piuttosto di occuparsi degli alimenti e della medicina tradizionale dal punto di vista dei diritti umani, li hanno gestiti come questioni di commercio. Così, al centro della legislazione sugli alimenti e le erbe, anzichè i bisogni e i desideri dei popoli, sono finite le ambizioni e avidità della grande industria.
Lo scopo di tutto questo è di rendere il mondo ben sicuro per i commerci dei colossi industriali. I bisogni e la salute della gente non sono assolutamente un fattore del quale tener conto.
Come combattere contro questo attacco alla nostra salute e benessere
L’affare non è concluso, perlomeno, non ancora. Se ci tieni a poter usare erbe medicinali, o se ci tieni a poter prendere vitamine ed altri integratori, per favore, agisci.
La ANH (Alliance for Natural Health, ndt) è attiva nel combattere queste violazioni, attualmente è in causa per cercare di fermare la direttiva THMPD. Speriamo ci riescano, ma la storia recente mostra che nessuna manovra legale riesce a fermare questi carri armati. Tuttavia non possiamo permetterci di starcene seduti ad attendere l’effetto dei nostri sforzi, dobbiamo considerare questo loro scenario come uno nel quale ognuno di noi possa giocare un ruolo. ..... [continua...]
FONTE: scienzamarcia
"Imparare è un'esperienza; tutto il resto è solo informazione." Albert Einstein
mercoledì 29 settembre 2010
sabato 25 settembre 2010
COSI' DISTRUGGERANNO IL SERENGETI- ventisette scienziati spiegano su Nature perchè la nuova strada causerà un disastro ambientale
Il Serengeti è una delle più importanti riserve naturali del mondo. Si trova nel nord della Tanzania tra il lago Vittoria e il Kenya e da anni è minacciato dal progetto per la costruzione di una strada che lo taglierebbe esattamente a metà, complicando le migrazioni stagionali di animali come zebre, gazzelle, gnu e impala. Il piano è da tempo osteggiato dagli ambientalisti e ora anche da un gruppo di ventisette scienziati, che ha da poco pubblicato su Nature una ricerca nella quale si analizzano le conseguenze per la flora e la fauna nel caso in cui la strada venisse effettivamente costruita nei prossimi anni.
Secondo Andrew Dobson, uno degli autori della ricerca e docente presso la Princeton University, la strada lunga 160 chilometri che dovrebbe attraversare la riserva naturale potrebbe interrompere la migrazione annuale di almeno 1,3 milioni di animali. Per arrivare a questa conclusione, il gruppo di ricerca ha elaborato alcuni complessi modelli matematici e realizzato diverse simulazioni al computer. La strada farebbe diminuire il numero di animali che si spostano e causerebbe serie conseguenze anche per la flora.
Senza i ruminanti, l’erba potrebbe crescere e poi seccare aumentando i rischi di incendio. Il terreno verrebbe così messo a dura prova e nell’ambiente verrebbero emesse quantità molto alte di anidride carbonica. Le proiezioni degli scienziati non sono solamente basate sui modelli matematici, ma anche su esperienze simili in altre riserve naturali dove le infrastrutture dell’uomo hanno progressivamente mutato le abitudini migratorie degli animali.
Qualcosa di analogo a quanto previsto per il Serengeti è già successo in Namibia nell’Etosha National Park e in Botswana nel Kgalagadi Transfrontier Park. In entrambi i casi gli ecosistemi delle due riserve si sono modificati sensibilmente, con conseguenze per gli animali che popolano quelle zone.
Seguendo quanto sostenuto da numerose associazioni di ambientalisti, i ventisette ricercatori suggeriscono alle autorità di modificare il progetto della strada per non tagliare a metà il Serengeti. Il percorso alternativo allungherebbe la strada di una cinquantina di chilometri, ma passerebbe in aree dove già esistono alcune strade che non condizionano le migrazioni degli animali.
Infine, secondo i ricercatori di la costruzione della strada potrebbe rivelarsi controproducente anche per il turismo. La riserva naturale è una delle principali risorse economiche per la Tanzania ed è incomparabile ai benefici che si potrebbero ottenere con la costruzione della strada per migliorare la rete dei trasporti.
È difficile prevedere se la nuova ricerca pubblicata su Nature smuoverà il governo della Tanzania, inducendolo a riconsiderare l’inizio dei lavori previsto per il prossimo 2012. Le autorità del paese si sono mostrate molto determinate e dicono di aver preso tutte le misure necessarie per non nuocere al Serengeti. La costruzione della strada più a sud del piano originario potrebbe essere un buon compromesso, ma il governo non sembra essere disposto a cedere.
FONTE: il post.it
Secondo Andrew Dobson, uno degli autori della ricerca e docente presso la Princeton University, la strada lunga 160 chilometri che dovrebbe attraversare la riserva naturale potrebbe interrompere la migrazione annuale di almeno 1,3 milioni di animali. Per arrivare a questa conclusione, il gruppo di ricerca ha elaborato alcuni complessi modelli matematici e realizzato diverse simulazioni al computer. La strada farebbe diminuire il numero di animali che si spostano e causerebbe serie conseguenze anche per la flora.
Senza i ruminanti, l’erba potrebbe crescere e poi seccare aumentando i rischi di incendio. Il terreno verrebbe così messo a dura prova e nell’ambiente verrebbero emesse quantità molto alte di anidride carbonica. Le proiezioni degli scienziati non sono solamente basate sui modelli matematici, ma anche su esperienze simili in altre riserve naturali dove le infrastrutture dell’uomo hanno progressivamente mutato le abitudini migratorie degli animali.
Qualcosa di analogo a quanto previsto per il Serengeti è già successo in Namibia nell’Etosha National Park e in Botswana nel Kgalagadi Transfrontier Park. In entrambi i casi gli ecosistemi delle due riserve si sono modificati sensibilmente, con conseguenze per gli animali che popolano quelle zone.
Seguendo quanto sostenuto da numerose associazioni di ambientalisti, i ventisette ricercatori suggeriscono alle autorità di modificare il progetto della strada per non tagliare a metà il Serengeti. Il percorso alternativo allungherebbe la strada di una cinquantina di chilometri, ma passerebbe in aree dove già esistono alcune strade che non condizionano le migrazioni degli animali.
Infine, secondo i ricercatori di la costruzione della strada potrebbe rivelarsi controproducente anche per il turismo. La riserva naturale è una delle principali risorse economiche per la Tanzania ed è incomparabile ai benefici che si potrebbero ottenere con la costruzione della strada per migliorare la rete dei trasporti.
È difficile prevedere se la nuova ricerca pubblicata su Nature smuoverà il governo della Tanzania, inducendolo a riconsiderare l’inizio dei lavori previsto per il prossimo 2012. Le autorità del paese si sono mostrate molto determinate e dicono di aver preso tutte le misure necessarie per non nuocere al Serengeti. La costruzione della strada più a sud del piano originario potrebbe essere un buon compromesso, ma il governo non sembra essere disposto a cedere.
FONTE: il post.it
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Gli oncologi si farebbero la chemio?
Dal libro “CANCRO SPA: leggere attentamente le avvertenze prima dell’uso” di Marcello Pamio
Domanda molto importante, perché è giusto sapere cosa farebbero i medici oncologi - quelli che usano ogni giorno i chemioterapici su altre persone - se avessero loro un tumore.
Nel marzo del 2005 al Senato australiano è stata presentata una “Inchiesta sui servizi e sulle opzioni di trattamento di persone con cancro”, prodotta dal Cancer Information & Support Society, del St. Leonards di Sydney(1).
Secondo tale inchiesta, alcuni scienziati del McGill Cancer Center di Montreal in Canada, inviarono a 118 medici, esperti di cancro ai polmoni, un questionario per determinare quale grado di fiducia nutrissero nelle terapie da loro applicate, nel caso essi stessi avessero sviluppato la malattia.
Risposero 79 medici e 64 di loro non avrebbero acconsentito a sottoporsi ad un trattamento che contenesse Cisplatino (un chemioterapico molto utilizzato a base di platino). Mentre 58 dei 79 reputavano che tutte le terapie sperimentali in questione fossero inaccettabili a causa dell'inefficacia e dell'elevato grado di tossicità (2)!
Un risultato eclatante: l’81% degli oncologi intervistati, in caso di tumore, non si farebbero somministrare un chemioterapico, mentre il 73% di loro reputano addirittura le “terapie sperimentali inaccettabili per l’elevato grado di tossicità”.
Anche se il numero di oncologi intervistati non è molto elevato, ognuno tragga le proprie conclusioni…
Costi dei trattamenti oncologici
Considerando i due principali strumenti terapeutici nelle mani degli oncologi (chemio e radio), vediamo il costo di un tumore oggi in Italia.
Attualmente sappiamo esserci in Italia 1,7 milioni di ammalati[3] e oltre 270.000 nuovi malati ogni anno (in America ogni anno i nuovi malati di cancro sono 1.372.910 (4).
La conclusione, senza entrare troppo nel dettaglio, è la seguente: il tumore in Italia (solamente tra chemio e radio, escludendo quindi chirurgia, costi di degenza, farmaci vari, apparato medico e infermieristico, i soldi fagocitati dalle industrie per la ricerca, ecc.) è indubbiamente una delle patologie più costose, non solo in termini di vite umane, ma soprattutto dal punto di vista economico.
In Appendice del libro sono stati appositamente pubblicati, oltre una ventina di “bugiardini” di chemioterapici con i loro effetti collaterali devastanti (foglietti illustrativi), anche i costi ufficiali (dichiarati dalle rispettive case di produzione) dei più diffusi chemioterapici in circolazione, per rendersi conto di quello che è stato appena detto.
Un qualsiasi tumore trattato con chemio e radioterapia (ad esclusione della chirurgia i cui costi sono paragonabili a quelli della chemioterapia), costa al Sistema sanitario nazionale svariate centinaia di migliaia di euro.
Un solo paziente oncologico.
Sembra impossibile, ma è proprio così.
Una testimonianza esemplare è stata pubblicata dal settimanale “Gente” poco tempo fa.
Si tratta della vicenda di Gennaro De Stefano, un uomo normalissimo, che nel suo “Diario di un malato di cancro” ha provato a comporre la “lista della spesa” per la sua malattia.
Dopo aver consultato medici e fotocopiato le fustelle dei farmaci, ha messo insieme tutte queste informazioni.
Il suo calvario è iniziato con due interventi chirurgici (biopsia più operazione alla vescica) e una degenza di 22 giorni, per un totale di 30.000 euro[5]
Il primo ciclo di chemio è costato 9.000 euro e 1.500 euro spesi per ogni TAC effettuata[6] (ne ha fatte oltre 20).
«Un ciclo completo di cocktail chemioterapici partiva da alcune migliaia di euro per arrivare anche a 50 mila euro al mese per ogni paziente».[7]
«Durante la chemioterapia, che, com’è noto, fa abbassare i globuli bianchi e quelli rossi (tralasciando la quantità impressionante di medicinali di sostegno per lo stomaco, l’intestino, la fatica, la nausea, il vomito e via cantando), occorre sottoporsi a cure ormonali che aiutino la crescita dei globuli bianchi. Di solito si fanno tre o quattro iniezioni che costano una 1.500 euro, le altre 150 euro ognuna. Arriva poi l’Epo, l’ormone diventato famoso come doping dei ciclisti, che costa dai 500 ai 1.000 euro a iniezione. Di queste bombe ne avrò fatte, fino a oggi, una quarantina».[8]
Ha dovuto eseguire la radioterapia (6.000 euro); un nuovo intervento chirurgico per alcune metastasi (9.000 euro); di nuovo radioterapia, ecc.
Risultato: la Sanità pubblica ha pagato per il sig. De Gennaro, circa 200.000 euro.
Questo che avete appena letto, purtroppo, è l’iter seguito dalla stragrande maggioranza dei malati oncologici.
Moltiplicate questa cifra per il numero dei malati vecchi e nuovi, e capirete dal risultato che forse per qualcuno - e dico forse - non c’è convenienza nel trovare la soluzione definitiva ad una patologia che sviluppa centinaia di miliardi di euro ogni anno in Italia.
Ogni anno la “lobbies del cancro” - solamente con i nuovi ammalati (270.000 persone), e supponendo che tutti entrino nei percorsi terapeutici - movimenta una cifra superiore a 54.000.000.000 di euro.
Cinquantaquattro miliardi di euro ogni anno per un trattamento oncologico.
Se a questi ci aggiungiamo tutte le persone ammalate di cancro oggi in Italia (1 milione e 700 mila), che ripetono i trattamenti, che necessitano di trapianto di midollo, che muoiono nonostante, o per colpa delle terapie, ecc., tale cifra, come detto prima, raggiungerà i centinaia di miliardi di euro.
Pensate all’industria della morte, meglio nota come “imprese funebri”.
Ogni anno sono 162.000 le persone che muoiono per cancro in Italia (dati Istat).
I costi per un servizio funebre privato (pagato dalle famiglie) vanno da un minimo di 2.155 euro (Roma) a un massimo di 3.575 euro (Milano)[9] a persona. Facendo una media più che ragionevole di 3000 euro…il ‘lutto per cancro’ (funerale, epigrafi, fiori, trasporto, organizzazione) sottrae alla società 486.000.000 di euro. Tutti gli anni inesorabilmente.
Pensate nel mondo intero…
Ecco cosa riporta il “bugiardino” (pubblicato assieme agli altri in appendice) di uno dei più usati chemioterapici: la Doxorubicina della Ebewe Italia Srl
DOXORUBICINA
Multinazionale: Ebewe Italia srl
Principio attivo: Doxorubicina
Concentrato per soluzione iniettabile per infusione
Categoria terapeutica: Antracicline
Effetti controindicati:
- Gravi aritmie acute sono state descritte durante o poche ore dopo la somministrazione;
- Una mielosoppressione grave può provocare insorgenza di emorragia e superinfezioni, e costituisce una indicazione alla riduzione o alla sospensione della Doxorubicina;
- Esiste un rischio accertato di sviluppo di cardiomiopatia indotta dalle antracicline e dipendente dalla dose cumulativa;
- Il rischio di insufficienza cardiaca nei pazienti neoplastici trattati con Doxorubicina persiste per tutta la vita;
- Può potenziare la tossicità della radioterapia e di altre terapie anti-neoplastiche;
- Neoplasie benigne e maligne;
- Il verificarsi di una leucemia mieloide acuta secondaria;
- Il danno del tratto gastrointestinale può indurre ad ulcera, emorragia e perforazione;
- La Doxorubicina è altamente irritante e lo stravaso nella sede dell’infusione può provocare dolore locale, irritazione, infiammazione, tromboflebiti, che possono causare un’ulcera grave e necrosi della cute.
SMALTIMENTO: Il personale che manipola la Doxorubicina deve indossare indumenti protettivi: occhiali, camici, maschere e guanti monouso. Tutti gli articoli usati per la somministrazione e la pulizia, inclusi i guanti, dovranno essere posti in appositi sacchi per rifiuti ad alto rischio, per l’incenerimento ad alte temperature.
Le fuoriuscite o le perdite di soluzione devono essere trattate con ipoclorito di sodio diluito che preferibilmente va lasciato agire per tutta la notte e a cui va fatto seguire un risciacquo con acqua.
[1] “Inchiesta sui servizi e nelle opzioni di trattamento di persone con cancro”, prodotta dal Cancer Information & Support Society, del St Leonards di Sydney. www.aph.gov.au/Senate/committee/clac_ctte/completed_inquiries/2004-07/cancer/submissions/sub15.pdf. Parliament of Australia , http://www.aph.gov.au/
[2] Idem
[3] “La prima giornata del malato cancro”, Francesco De Lorenzo TGCom
[4] SEER – Cancer statistics review 1975-2005
[5] “Vi sono costato 200 mila euro”, Gennaro De Stefano, “Gente”
[6] Idem
[7] Idem
[8] Idem
[9] “Vivere o morire…Cosa costa di più?” - Help Consumatori www.helpconsumatori.it/data/docs/dossier_funerali.pdf
FONTE: disinformazione.it
Dal libro “CANCRO SPA: leggere attentamente le avvertenze prima dell’uso” di Marcello Pamio
Domanda molto importante, perché è giusto sapere cosa farebbero i medici oncologi - quelli che usano ogni giorno i chemioterapici su altre persone - se avessero loro un tumore.
Nel marzo del 2005 al Senato australiano è stata presentata una “Inchiesta sui servizi e sulle opzioni di trattamento di persone con cancro”, prodotta dal Cancer Information & Support Society, del St. Leonards di Sydney(1).
Secondo tale inchiesta, alcuni scienziati del McGill Cancer Center di Montreal in Canada, inviarono a 118 medici, esperti di cancro ai polmoni, un questionario per determinare quale grado di fiducia nutrissero nelle terapie da loro applicate, nel caso essi stessi avessero sviluppato la malattia.
Risposero 79 medici e 64 di loro non avrebbero acconsentito a sottoporsi ad un trattamento che contenesse Cisplatino (un chemioterapico molto utilizzato a base di platino). Mentre 58 dei 79 reputavano che tutte le terapie sperimentali in questione fossero inaccettabili a causa dell'inefficacia e dell'elevato grado di tossicità (2)!
Un risultato eclatante: l’81% degli oncologi intervistati, in caso di tumore, non si farebbero somministrare un chemioterapico, mentre il 73% di loro reputano addirittura le “terapie sperimentali inaccettabili per l’elevato grado di tossicità”.
Anche se il numero di oncologi intervistati non è molto elevato, ognuno tragga le proprie conclusioni…
Costi dei trattamenti oncologici
Considerando i due principali strumenti terapeutici nelle mani degli oncologi (chemio e radio), vediamo il costo di un tumore oggi in Italia.
Attualmente sappiamo esserci in Italia 1,7 milioni di ammalati[3] e oltre 270.000 nuovi malati ogni anno (in America ogni anno i nuovi malati di cancro sono 1.372.910 (4).
La conclusione, senza entrare troppo nel dettaglio, è la seguente: il tumore in Italia (solamente tra chemio e radio, escludendo quindi chirurgia, costi di degenza, farmaci vari, apparato medico e infermieristico, i soldi fagocitati dalle industrie per la ricerca, ecc.) è indubbiamente una delle patologie più costose, non solo in termini di vite umane, ma soprattutto dal punto di vista economico.
In Appendice del libro sono stati appositamente pubblicati, oltre una ventina di “bugiardini” di chemioterapici con i loro effetti collaterali devastanti (foglietti illustrativi), anche i costi ufficiali (dichiarati dalle rispettive case di produzione) dei più diffusi chemioterapici in circolazione, per rendersi conto di quello che è stato appena detto.
Un qualsiasi tumore trattato con chemio e radioterapia (ad esclusione della chirurgia i cui costi sono paragonabili a quelli della chemioterapia), costa al Sistema sanitario nazionale svariate centinaia di migliaia di euro.
Un solo paziente oncologico.
Sembra impossibile, ma è proprio così.
Una testimonianza esemplare è stata pubblicata dal settimanale “Gente” poco tempo fa.
Si tratta della vicenda di Gennaro De Stefano, un uomo normalissimo, che nel suo “Diario di un malato di cancro” ha provato a comporre la “lista della spesa” per la sua malattia.
Dopo aver consultato medici e fotocopiato le fustelle dei farmaci, ha messo insieme tutte queste informazioni.
Il suo calvario è iniziato con due interventi chirurgici (biopsia più operazione alla vescica) e una degenza di 22 giorni, per un totale di 30.000 euro[5]
Il primo ciclo di chemio è costato 9.000 euro e 1.500 euro spesi per ogni TAC effettuata[6] (ne ha fatte oltre 20).
«Un ciclo completo di cocktail chemioterapici partiva da alcune migliaia di euro per arrivare anche a 50 mila euro al mese per ogni paziente».[7]
«Durante la chemioterapia, che, com’è noto, fa abbassare i globuli bianchi e quelli rossi (tralasciando la quantità impressionante di medicinali di sostegno per lo stomaco, l’intestino, la fatica, la nausea, il vomito e via cantando), occorre sottoporsi a cure ormonali che aiutino la crescita dei globuli bianchi. Di solito si fanno tre o quattro iniezioni che costano una 1.500 euro, le altre 150 euro ognuna. Arriva poi l’Epo, l’ormone diventato famoso come doping dei ciclisti, che costa dai 500 ai 1.000 euro a iniezione. Di queste bombe ne avrò fatte, fino a oggi, una quarantina».[8]
Ha dovuto eseguire la radioterapia (6.000 euro); un nuovo intervento chirurgico per alcune metastasi (9.000 euro); di nuovo radioterapia, ecc.
Risultato: la Sanità pubblica ha pagato per il sig. De Gennaro, circa 200.000 euro.
Questo che avete appena letto, purtroppo, è l’iter seguito dalla stragrande maggioranza dei malati oncologici.
Moltiplicate questa cifra per il numero dei malati vecchi e nuovi, e capirete dal risultato che forse per qualcuno - e dico forse - non c’è convenienza nel trovare la soluzione definitiva ad una patologia che sviluppa centinaia di miliardi di euro ogni anno in Italia.
Ogni anno la “lobbies del cancro” - solamente con i nuovi ammalati (270.000 persone), e supponendo che tutti entrino nei percorsi terapeutici - movimenta una cifra superiore a 54.000.000.000 di euro.
Cinquantaquattro miliardi di euro ogni anno per un trattamento oncologico.
Se a questi ci aggiungiamo tutte le persone ammalate di cancro oggi in Italia (1 milione e 700 mila), che ripetono i trattamenti, che necessitano di trapianto di midollo, che muoiono nonostante, o per colpa delle terapie, ecc., tale cifra, come detto prima, raggiungerà i centinaia di miliardi di euro.
Pensate all’industria della morte, meglio nota come “imprese funebri”.
Ogni anno sono 162.000 le persone che muoiono per cancro in Italia (dati Istat).
I costi per un servizio funebre privato (pagato dalle famiglie) vanno da un minimo di 2.155 euro (Roma) a un massimo di 3.575 euro (Milano)[9] a persona. Facendo una media più che ragionevole di 3000 euro…il ‘lutto per cancro’ (funerale, epigrafi, fiori, trasporto, organizzazione) sottrae alla società 486.000.000 di euro. Tutti gli anni inesorabilmente.
Pensate nel mondo intero…
Ecco cosa riporta il “bugiardino” (pubblicato assieme agli altri in appendice) di uno dei più usati chemioterapici: la Doxorubicina della Ebewe Italia Srl
DOXORUBICINA
Multinazionale: Ebewe Italia srl
Principio attivo: Doxorubicina
Concentrato per soluzione iniettabile per infusione
Categoria terapeutica: Antracicline
Effetti controindicati:
- Gravi aritmie acute sono state descritte durante o poche ore dopo la somministrazione;
- Una mielosoppressione grave può provocare insorgenza di emorragia e superinfezioni, e costituisce una indicazione alla riduzione o alla sospensione della Doxorubicina;
- Esiste un rischio accertato di sviluppo di cardiomiopatia indotta dalle antracicline e dipendente dalla dose cumulativa;
- Il rischio di insufficienza cardiaca nei pazienti neoplastici trattati con Doxorubicina persiste per tutta la vita;
- Può potenziare la tossicità della radioterapia e di altre terapie anti-neoplastiche;
- Neoplasie benigne e maligne;
- Il verificarsi di una leucemia mieloide acuta secondaria;
- Il danno del tratto gastrointestinale può indurre ad ulcera, emorragia e perforazione;
- La Doxorubicina è altamente irritante e lo stravaso nella sede dell’infusione può provocare dolore locale, irritazione, infiammazione, tromboflebiti, che possono causare un’ulcera grave e necrosi della cute.
SMALTIMENTO: Il personale che manipola la Doxorubicina deve indossare indumenti protettivi: occhiali, camici, maschere e guanti monouso. Tutti gli articoli usati per la somministrazione e la pulizia, inclusi i guanti, dovranno essere posti in appositi sacchi per rifiuti ad alto rischio, per l’incenerimento ad alte temperature.
Le fuoriuscite o le perdite di soluzione devono essere trattate con ipoclorito di sodio diluito che preferibilmente va lasciato agire per tutta la notte e a cui va fatto seguire un risciacquo con acqua.
[1] “Inchiesta sui servizi e nelle opzioni di trattamento di persone con cancro”, prodotta dal Cancer Information & Support Society, del St Leonards di Sydney. www.aph.gov.au/Senate/committee/clac_ctte/completed_inquiries/2004-07/cancer/submissions/sub15.pdf. Parliament of Australia , http://www.aph.gov.au/
[2] Idem
[3] “La prima giornata del malato cancro”, Francesco De Lorenzo TGCom
[4] SEER – Cancer statistics review 1975-2005
[5] “Vi sono costato 200 mila euro”, Gennaro De Stefano, “Gente”
[6] Idem
[7] Idem
[8] Idem
[9] “Vivere o morire…Cosa costa di più?” - Help Consumatori www.helpconsumatori.it/data/docs/dossier_funerali.pdf
FONTE: disinformazione.it
I NUOVI VACCINI ANTI-INFLUENZALI 2010/2011 – Squalene ed altri componenti pericolosi per la salute: immunizziamoci diffondendo il nuovo dossier
Il ministro della Sanità Fazio ha annunciato che quest’anno l’influenza potrebbe arrivare prima, e di conseguenza ha anticipato l’inizio della campagna di vaccinazione al primo ottobre 2010. Ma come mai tanta fretta? E davvero l’influenza quest’anno arriverà prima? In base a cosa il ministro fa simili affermazioni? Siamo sicuri che non ci sia sotto qualcosa? Il signor Fazio, dovremmo ricordarlo, è stato uno di quegli esponenti di governo che, in quasi tutto il mondo, ha avallato un costosissimo (per l’erario) piano di vaccinazione di massa contro l’influenza suina. Tale piano deciso in base a raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità è stato un completo fiasco, dal momento che sulle 24 milioni di dosi di vaccino comprate dallo stato circa 23 milioni sono rimaste inutilizzate.
Perché sono rimaste inutilizzate? Perchè molti medici e molti comuni cittadini non si sono fidati della campagna mediatica tesa a fare di una banale influenza un malattia così terribile da giustificare una vaccinazione di massa (nonché l’acquisto di numero scorte di farmaci antivirali di dubbio valore). Perché un ministro della sanità (polacco) ha detto pubblicamente tutte queste cose ed ha impedito che quei vaccini venissero distribuiti in Polonia.
Perché molte persone erano stufe di questi continui allarmismi ingiustificati prima sull’aviaria, poi sulla SARS, poi sulla suina, perché si sono informate tramite internet, e lì hanno trovato le prove che tali vaccini non erano stati adeguatamente testati, che contenevano additivi (conservanti ed adiuvanti) pericolosi, che i governanti tedeschi si erano fatti preparare un vaccino speciale senza questi discussi componenti, che un sindacato di polizia italiano richiedeva vaccini più sicuri per le forze dell’ordine, perché avevano scoperto che si trattava di una malattia tutto sommato banale della quale i mass media ed i governi esageravano la pericolosità. A questa vicenda è dedicato un intero dossier che potete leggere su questo stesso sito, più tutta una serie di informazioni sulle persone che sono morte (fra le quali un bimbo di appena 21 mesi) o che hanno sviluppato malattie più o meno gravi a causa della vaccinazione, notizie che sono piano piano apparse in seguito alla stesura del dossier. L’ultima è la notizia che in seguito a molti casi di narcolessia la vaccinazione contro l’influenza suina è stata bloccata in Finlandia ed in Nepal. Tutte queste informazioni le trovate sul blog scienzamarcia sul quale potete seguire tutti gli aggiornamenti della questione.
Molti, anzi moltissimi cittadini hanno però evitato quel vaccino perché si sono informati, anche attraverso internet, ed hanno deciso in tutta coscienza che non era il caso di fidarsi. Persino l’Organizzazione Mondiale della Sanità si è lamentata pubblicamente del fatto che internet ha fatto fallire la campagna di vaccinazione di massa contro l’influenza suina.
Forse è per questo allora che di nascosto il governo italiano intende portare avanti prima del solito la campagna di vaccinazione anti-influenzale del 2010/2011? Perché teme che iniziando più tardi il popolo di internet riesca a fare chiarezza sulla composizione dei nuovi vaccini anti-influenzali e sulla loro pericolosità? Quanti sanno che nei nuovi vaccini (che dovrebbero immunizzare anche rispetto all’influenza suina) saranno presenti gli stessi e/o altri componenti tossici?
E forse è per lo stesso motivo che la valente giornalista Jane Burgermeister, che tanto si è data da fare per diffondere tramite internet le informazioni sull’inutilità e sulla pericolosità del vaccino contro l’influenza suina, ha dovuto affrontare un farsesco quanto pretestuoso processo per interdizione a causa di una sua supposta "malattia mentale"; a quanto pare per qualche persona collusa col potere dire la verità è una forma di pericolosa e contagiosa malattia. Specie se si portano le prove che un’azienda multinazionale aveva contaminato i vaccini anti-influenzali col pericolosissimo virus dell’aviaria.
Al momento chi scrive questo dossier sta ancora cercando informazioni più dettagliate, ma finora si sa che esistono vaccini col coadiuvante allo squalene MF59, e vaccini senza tale coadiuvante; ma anche questi ultimi potrebbero essere molto pericolosi, dal momento che in Australia hanno causato convulsioni, vomito e febbre alta a decine di bambini (uno dei quali è andato in coma), al punto che in Australia la vaccinazione è stata sospesa per i bambini sotto i 5 anni.
Alla pericolosità dello squalene sono dedicate ben 3 pagine del dossier, che pur non essendo ancora completo, fornisce già molti dati scientifici e prove documentali sulla pericolosità dei nuovi vaccini. Da integrare ovviamente con quanto già scritto nel precedente dossier sull’influenza suina e sui vaccini ad essa correlati.
Si spera al più presto di mettere on line una versione scaricabile con tutti gli articoli e le immagini in un unico file compresso.
FONTE: altra informazione.it
venerdì 24 settembre 2010
SETTE MODI SEGRETI CON CUI CI STANNO AVVELENANDO
L'oggettività del metodo scientifico sembra essere stata dirottata dalle corporazioni che spesso pagano gli scienziati e i ricercatori per supportare i loro prodotti, così come i politici che si muovono attraverso la porta girevole tra il settore pubblico e privato.
Ancor peggio quando alcune agenzie per la protezione del consumatore sono complici. La fiducia dei consumatori negli studi scientifici e nella supervisione federale è stata violata a favore del profitto in maniera che i prodotti vengano introdotti sul mercato con uno standard di sicurezza molto ridotto. Le sostanze chimiche di sintesi che troviamo quotidianamente nei nostri alimenti, nell'acqua e nel nostro ambiente circostante stanno aumentando dimostrandosi disastrose alla nostra salute mentale e fisica.
Potrebbero essere scritti interi volumi - quindi sono stati scritti - sia dagli esperti della medicina ufficiale che alternativa che documentano i giochi di prestigio che hanno raggirato i consumatori e compromesso la nostra salute. Le categorie sottostanti sono da considerare come una approfondita investigazione che vale come esempio per cosa dobbiamo affrontare come specie continuamente bombardata da queste sostanze chimiche.
ALIMENTI GENETICAMENTE MODIFICATILa Monsanto esordì come l'industria chimica che portò nel mondo un veleno come l'"Agent Orange" e il "Roundup". Questi agenti chimici sono oggi meglio conosciuti per il loro utilizzo nella coltivazione degli alimenti geneticamente modificati possedendo quasi il 90% dei prodotti modificati come il mais, la soia e il cotone.
Uno studio indipendente sui "Frankenfood" li ha associati al collasso degli organi interni e un recente studio condotto in Russia ha riscontrato la quasi totale sterilità nei criceti di terza generazione alimentati con soia OGM. Nonostante questi e molti altri allarmi sui rischi riguardanti la salute riteniamo molto difficile che l'FDA (controllata dalla Monsanto) terrà a freno la produzione degli OGM fino a che gli studi condotti dall'USDA sulla gestione dei rischi avrà 3 milioni di $ a sua disposizione. Naturalmente gli studi condotti dagli industriali mostrano che gli effetti degli OGM sulla salute umana sono "trascurabili".
ADDITIVI ALIMENTARI
Quando molti di noi pensano agli additivi alimentari pericolosi pensano al Glutammato Monosodico (MSG) che è ancora presente in moltissimi alimenti industriali ma sfortunatamente l'MSG sembra essere il veleno "meno pericoloso" che si trova nei nostri alimenti.
Nel 2008 venne trovata la Melamina nel latte in polvere e in alcuni prodotti provenienti dalla Cina. L'FDA dichiarò l'innocuità della stessa nonostante si ammalarono migliaia di persone. Il pericolo degli additivi alimentari è presente quasi in tutti gli alimenti anche con i coloranti più diffusi come il Red 40, Yellow 5 e Yellow 6 che sono stati associati all'insorgenza di cancro. Recentemente 41.730 kg (92000 libbre) di pollo congelato sono stati ritirati dal mercato perché contenevano dei "pezzi di plastica blu", mentre le Chicken McNuggets della McDonald contenevano dei pericolosi agenti chimici. Infatti, alcuni ricercatori hanno stimato che il pollo che mangiamo oggi è talmente pieno di sostanze chimiche che contiene solamente il 51% di carne.
FLUORO
Non tutto il fluoro è cattivo, come quello promosso dai dentisti e aggiunto alla nostra acqua e alimenti. Il fluoruro di calcio è un minerale naturale, mentre la sua controparte sintetica, il fluoruro di sodio (silicofluoride) è un pericoloso sottoprodotto di scarto industriale ottenuto durante la produzione di fertilizzanti. La sua storia passata include l'utilizzo brevettato come veleno per topi ed insetticida. Ci sono molti studi a cieco e doppio-cieco che mostrano come il fluoruro di sodio viene accumulato dal nostro organismo portando allergie, disordini gastrointestinali, indebolimento delle ossa, cancro e problemi neurologici.
In questo caso, un gruppo di scienziati ha realizzato un studio (white paper) condannando la fluorizzazione delle acque.
Comunque, il fluoro, essendo un prodotto di scarto molto pericoloso il suo smaltimento è molto costoso. Forse potrebbe essere uno dei motivi per i quali questo inquinante, più tossico del piombo e pericoloso quanto l'arsenico, è stato utilizzato per l'utilizzo umano.
MERCURIO
E' un metallo pesante molto pericoloso nella sua forma naturale, il mercurio vivo, ma molto di più come neurotossina, il metilmercurio, rilasciato nell'ambiente a causa delle attività umane. Il mercurio danneggia il sistema nervoso, soprattutto quello non ancora formato dei neonati, sia nella sua forma organica che inorganica. Riesce a penetrare in tutte le cellule vive del corpo umano ed è stato documentato soprattutto per l'aumento del rischio dell'autismo. Questo rimette in discussione l'uso del mercurio nelle amalgame dentali, i vaccini e tutto quelle che contiene sciroppo di fruttosio di mais, molto utilizzato nella dieta americana, inclusi i bambini. Ma la Corn Refiners Association difende (http://www.webmd.com/food-recipes/news/20090127/mercury-in-high-fructose-corn-syrup) questo inquinante che è pericoloso ad ogni livello.
ASPARTAME
L'aspartame il dolcificante artificiale per antonomasia, introdotto nel mercato nel 1981 dal Commissario dell'FDA Arthur Hulla Hayes, ignorando i suggerimenti del comitato scientifico e le preoccupazioni dei consumatori. L'aspartame è una neurotossina che interagisce con gli organismi viventi nella stessa maniera dei farmaci, producendo una larga fascia di problematiche salutistiche, disordini e sindromi. Ma chi ha eletto questo commissario che legiferò andando contro la commissione e i consumatori? Donald Rumsfeld, CEO della GD Searle, produttore dell'Aspartame. Rumsfeld faceva parte della squadra di transizione di Reagan e il giorno successivo al suo insediamento, elesse il nuovo Commissario dell'FDA per poter difendere i suoi affari con uno dei più eclatanti casi di "profitto contro sicurezza" mai registrato nella storia. L'aspartame è oggi quasi onnipresente, nascondendosi dietro i prodotti "light" e "senza zucchero" e più in generale negli alimenti, bevande, farmaci e prodotti per i bambini. Recentemente è stato rinominato nel più gentile e suadente "AminoSweet".
IGIENE PERSONALE E PRODOTTI COSMETICI
Ogni giorno i prodotti utilizzati per la pulizia della casa e per la cosmetica vengono applicati direttamente sulla pelle, assorbiti tramite cuoio capelluto e inalati. La "STORIA DEI COSMETICI" (http://storyofstuff.org/cosmetics/) è un video che racconta la storia di questa industria e le sue continue violazioni delle leggi e della complicità di gruppi "per la sicurezza pubblica" raccontando in realtà solamente metà della storia. La lista dei prodotti ad uso comune e i loro componenti chimici è enciclopedica. La somma totale della schiacciante presenza di questi chimici è stata associata a quasi tutte le allergie, le infezioni croniche e le malattie conosciute dall'uomo. Recentemente, i prodotti utilizzati per la pulizia della casa sono stati associati al cancro al seno e all'ADHD nei bambini.
INQUINANTI AEROTRASPORTATI
In un articolo della NASA intitolato "Gli inquinanti aerotrasportati non hanno confini" è stato stabilito che "Qualsiasi sostanza introdotta nell'atmosfera è potenzialmente in grado di girare tutta la terra". Le correnti d'aria collegano tutto e tutti. C'e' una categoria di inquinanti aerotrasportati che rimane classificata tra le teorie cospirative nonostante l'incredibile numero di documenti non classificati resi disponibili nel 1977 da un'udienza dal senato: "Aerosol chimici (scie chimiche) da velivoli commercial e privati. Ammissioni recenti di alcuni pubblici ufficiali hanno rafforzato il caso.
Le ricadute di materiali da queste scie chimiche sono stati testate e hanno mostrato livelli molto alti di bario e alluminio.
Interessante la nota con la quale la Monsanto ha annunciato lo sviluppo e l'introduzione di un nuovo gene resistente all'alluminio. La questione scie chimiche può sembrare mera paranoia, ma c'e' un esempio corrente che è innegabile: il caso Corexit spruzzato nel Golfo del Messico
Questo processo può anche essere associato alla semina dei campi che è una pratica che esiste da più di 100 anni. Anche le guerre in giro per il mondo sembrano influenzare la qualità globale dell'aria, come le munizioni militari e l'uranio impoverito che sono entrati nella parte alta dell'atmosfera, diffondendosi così in tutto il pianeta. Gli effetti osservabili dell'uranio impoverito sono tutt'altro che confortevoli. In generale, l'inquinamento atmosferico è stato associato alle allergie, alle mutazioni genetiche e all'infertilità. Tutto questo porta ad una gestione scientifica, governativa e medica della salute e dei diritti dell'individuo. E' ironico (o una coincidenza) che quando ci si ammala a causa di un prodotto chimico riportato in questo articolo, la medicina ufficiale punta a trattare il disturbo provocato con ulteriori prodotti chimici. Per di più alcuni personaggi che ricoprono alte cariche accademiche o di governo come John P. Holdren, l'attuale capo scientifico della Casa Bianca, ha invocato il controllo della popolazione tramite "particelle inquinanti" cosi come nei libri del 1977 come Ecoscience. La visione dell'umanità di Holdren potrebbe far riflettere sull'avvelenamento intenzionale del nostro ambiente.
FONTE: prisonplanet
Ancor peggio quando alcune agenzie per la protezione del consumatore sono complici. La fiducia dei consumatori negli studi scientifici e nella supervisione federale è stata violata a favore del profitto in maniera che i prodotti vengano introdotti sul mercato con uno standard di sicurezza molto ridotto. Le sostanze chimiche di sintesi che troviamo quotidianamente nei nostri alimenti, nell'acqua e nel nostro ambiente circostante stanno aumentando dimostrandosi disastrose alla nostra salute mentale e fisica.
Potrebbero essere scritti interi volumi - quindi sono stati scritti - sia dagli esperti della medicina ufficiale che alternativa che documentano i giochi di prestigio che hanno raggirato i consumatori e compromesso la nostra salute. Le categorie sottostanti sono da considerare come una approfondita investigazione che vale come esempio per cosa dobbiamo affrontare come specie continuamente bombardata da queste sostanze chimiche.
ALIMENTI GENETICAMENTE MODIFICATILa Monsanto esordì come l'industria chimica che portò nel mondo un veleno come l'"Agent Orange" e il "Roundup". Questi agenti chimici sono oggi meglio conosciuti per il loro utilizzo nella coltivazione degli alimenti geneticamente modificati possedendo quasi il 90% dei prodotti modificati come il mais, la soia e il cotone.
Uno studio indipendente sui "Frankenfood" li ha associati al collasso degli organi interni e un recente studio condotto in Russia ha riscontrato la quasi totale sterilità nei criceti di terza generazione alimentati con soia OGM. Nonostante questi e molti altri allarmi sui rischi riguardanti la salute riteniamo molto difficile che l'FDA (controllata dalla Monsanto) terrà a freno la produzione degli OGM fino a che gli studi condotti dall'USDA sulla gestione dei rischi avrà 3 milioni di $ a sua disposizione. Naturalmente gli studi condotti dagli industriali mostrano che gli effetti degli OGM sulla salute umana sono "trascurabili".
ADDITIVI ALIMENTARI
Quando molti di noi pensano agli additivi alimentari pericolosi pensano al Glutammato Monosodico (MSG) che è ancora presente in moltissimi alimenti industriali ma sfortunatamente l'MSG sembra essere il veleno "meno pericoloso" che si trova nei nostri alimenti.
Nel 2008 venne trovata la Melamina nel latte in polvere e in alcuni prodotti provenienti dalla Cina. L'FDA dichiarò l'innocuità della stessa nonostante si ammalarono migliaia di persone. Il pericolo degli additivi alimentari è presente quasi in tutti gli alimenti anche con i coloranti più diffusi come il Red 40, Yellow 5 e Yellow 6 che sono stati associati all'insorgenza di cancro. Recentemente 41.730 kg (92000 libbre) di pollo congelato sono stati ritirati dal mercato perché contenevano dei "pezzi di plastica blu", mentre le Chicken McNuggets della McDonald contenevano dei pericolosi agenti chimici. Infatti, alcuni ricercatori hanno stimato che il pollo che mangiamo oggi è talmente pieno di sostanze chimiche che contiene solamente il 51% di carne.
FLUORO
Non tutto il fluoro è cattivo, come quello promosso dai dentisti e aggiunto alla nostra acqua e alimenti. Il fluoruro di calcio è un minerale naturale, mentre la sua controparte sintetica, il fluoruro di sodio (silicofluoride) è un pericoloso sottoprodotto di scarto industriale ottenuto durante la produzione di fertilizzanti. La sua storia passata include l'utilizzo brevettato come veleno per topi ed insetticida. Ci sono molti studi a cieco e doppio-cieco che mostrano come il fluoruro di sodio viene accumulato dal nostro organismo portando allergie, disordini gastrointestinali, indebolimento delle ossa, cancro e problemi neurologici.
In questo caso, un gruppo di scienziati ha realizzato un studio (white paper) condannando la fluorizzazione delle acque.
Comunque, il fluoro, essendo un prodotto di scarto molto pericoloso il suo smaltimento è molto costoso. Forse potrebbe essere uno dei motivi per i quali questo inquinante, più tossico del piombo e pericoloso quanto l'arsenico, è stato utilizzato per l'utilizzo umano.
MERCURIO
E' un metallo pesante molto pericoloso nella sua forma naturale, il mercurio vivo, ma molto di più come neurotossina, il metilmercurio, rilasciato nell'ambiente a causa delle attività umane. Il mercurio danneggia il sistema nervoso, soprattutto quello non ancora formato dei neonati, sia nella sua forma organica che inorganica. Riesce a penetrare in tutte le cellule vive del corpo umano ed è stato documentato soprattutto per l'aumento del rischio dell'autismo. Questo rimette in discussione l'uso del mercurio nelle amalgame dentali, i vaccini e tutto quelle che contiene sciroppo di fruttosio di mais, molto utilizzato nella dieta americana, inclusi i bambini. Ma la Corn Refiners Association difende (http://www.webmd.com/food-recipes/news/20090127/mercury-in-high-fructose-corn-syrup) questo inquinante che è pericoloso ad ogni livello.
ASPARTAME
L'aspartame il dolcificante artificiale per antonomasia, introdotto nel mercato nel 1981 dal Commissario dell'FDA Arthur Hulla Hayes, ignorando i suggerimenti del comitato scientifico e le preoccupazioni dei consumatori. L'aspartame è una neurotossina che interagisce con gli organismi viventi nella stessa maniera dei farmaci, producendo una larga fascia di problematiche salutistiche, disordini e sindromi. Ma chi ha eletto questo commissario che legiferò andando contro la commissione e i consumatori? Donald Rumsfeld, CEO della GD Searle, produttore dell'Aspartame. Rumsfeld faceva parte della squadra di transizione di Reagan e il giorno successivo al suo insediamento, elesse il nuovo Commissario dell'FDA per poter difendere i suoi affari con uno dei più eclatanti casi di "profitto contro sicurezza" mai registrato nella storia. L'aspartame è oggi quasi onnipresente, nascondendosi dietro i prodotti "light" e "senza zucchero" e più in generale negli alimenti, bevande, farmaci e prodotti per i bambini. Recentemente è stato rinominato nel più gentile e suadente "AminoSweet".
IGIENE PERSONALE E PRODOTTI COSMETICI
Ogni giorno i prodotti utilizzati per la pulizia della casa e per la cosmetica vengono applicati direttamente sulla pelle, assorbiti tramite cuoio capelluto e inalati. La "STORIA DEI COSMETICI" (http://storyofstuff.org/cosmetics/) è un video che racconta la storia di questa industria e le sue continue violazioni delle leggi e della complicità di gruppi "per la sicurezza pubblica" raccontando in realtà solamente metà della storia. La lista dei prodotti ad uso comune e i loro componenti chimici è enciclopedica. La somma totale della schiacciante presenza di questi chimici è stata associata a quasi tutte le allergie, le infezioni croniche e le malattie conosciute dall'uomo. Recentemente, i prodotti utilizzati per la pulizia della casa sono stati associati al cancro al seno e all'ADHD nei bambini.
INQUINANTI AEROTRASPORTATI
In un articolo della NASA intitolato "Gli inquinanti aerotrasportati non hanno confini" è stato stabilito che "Qualsiasi sostanza introdotta nell'atmosfera è potenzialmente in grado di girare tutta la terra". Le correnti d'aria collegano tutto e tutti. C'e' una categoria di inquinanti aerotrasportati che rimane classificata tra le teorie cospirative nonostante l'incredibile numero di documenti non classificati resi disponibili nel 1977 da un'udienza dal senato: "Aerosol chimici (scie chimiche) da velivoli commercial e privati. Ammissioni recenti di alcuni pubblici ufficiali hanno rafforzato il caso.
Le ricadute di materiali da queste scie chimiche sono stati testate e hanno mostrato livelli molto alti di bario e alluminio.
Interessante la nota con la quale la Monsanto ha annunciato lo sviluppo e l'introduzione di un nuovo gene resistente all'alluminio. La questione scie chimiche può sembrare mera paranoia, ma c'e' un esempio corrente che è innegabile: il caso Corexit spruzzato nel Golfo del Messico
Questo processo può anche essere associato alla semina dei campi che è una pratica che esiste da più di 100 anni. Anche le guerre in giro per il mondo sembrano influenzare la qualità globale dell'aria, come le munizioni militari e l'uranio impoverito che sono entrati nella parte alta dell'atmosfera, diffondendosi così in tutto il pianeta. Gli effetti osservabili dell'uranio impoverito sono tutt'altro che confortevoli. In generale, l'inquinamento atmosferico è stato associato alle allergie, alle mutazioni genetiche e all'infertilità. Tutto questo porta ad una gestione scientifica, governativa e medica della salute e dei diritti dell'individuo. E' ironico (o una coincidenza) che quando ci si ammala a causa di un prodotto chimico riportato in questo articolo, la medicina ufficiale punta a trattare il disturbo provocato con ulteriori prodotti chimici. Per di più alcuni personaggi che ricoprono alte cariche accademiche o di governo come John P. Holdren, l'attuale capo scientifico della Casa Bianca, ha invocato il controllo della popolazione tramite "particelle inquinanti" cosi come nei libri del 1977 come Ecoscience. La visione dell'umanità di Holdren potrebbe far riflettere sull'avvelenamento intenzionale del nostro ambiente.
FONTE: prisonplanet
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LE LOBBIES DEL CANCRO
Fonte: ISDE Italia Network
E' universalmente noto, del resto, come le lobby e le stesse istituzioni (ampiamente finanziate) che coordinano la "lotta al cancro" siano controllate, come denunciato per decenni da illustri scienziati e ricercatori come Tomatis ed Epstein, dalle stesse industrie chimiche che producono le (costosissime) terapie antineoplastiche e la gran parte degli inquinanti cancerogeni[1] E numerosi ricercatori hanno raccontato come, fin da quando Rachel Carson lanciò, per prima, l'allarme sulle sostanze chimiche di sintesi come causa di gravi rischi a lungo termine per la salute umana, l'industria chimica abbia difeso i suoi prodotti, attaccando la credibilità degli scienziati che segnalavano effetti nocivi: una strategia ben precisa che ha comportato il reclutamento di esperti e consulenti, lautamente remunerati, disposti a mettere in campo controanalisi in grado di contestare i risultati e minimizzare i potenziali rischi per la salute umana delle sostanze chimiche esaminate [2]
Nel 1992 in una conferenza stampa a Washington, DC, 68 importanti ricercatori e scienziati impegnati nel campo della medicina occupazionale, cancerogenesi, epidemiologia e sanità pubblica, rilasciarono una dichiarazione particolarmente dura, accusando il National Cancer Institute (NCI) di aver ingannato l'opinione pubblica con ripetute quanto infondate dichiarazioni di una supposta, imminente vittoria contro il cancro, del tutto in contrasto con la realtà dei fatti, visto che dalla "dichiarazione di guerra al cancro" lanciata dal presidente Nixon (1971) i trends in continua crescita del cancro erano un dato incontestabile e concernevano tutte le forme della malattia. Nella dichiarazione si affermava anzi che NCI, ACS (American Cancer Society) e altre consimili organizzazioni avevano consapevolmente minimizzato i dati della crescita della patologia tumorale, attribuendone la responsabilità al fumo da sigaretta e ai grassi presenti nel cibo e ignorando sistematicamente il ruolo dei cancerogeni di origine industriale che avevano invaso, in pochi decenni, le catene alimentari e inquinato l'aria, l'acqua, i posti di lavoro, così da spingere il Congresso a finanziare la ricerca nel campo della diagnosi e terapia, riservando le briciole (1% del budget totale) alla prevenzione primaria, intesa come riduzione dell'esposizione collettiva e occupazionale [3] .
Una decina di anni dopo Lorenzo Tomatis metteva in luce gli stessi problemi[4], denunciando a sua volta come, mentre si continuava a puntare il dito sul fumo di sigaretta (il cui utilizzo era in calo nei maschi), si trascurasse regolarmente il dato di fatto che l'inquinamento di aria, acqua e suolo e l'esposizione collettiva a centinaia di molecole inquinanti e potenzialmente cancerogene cresceva a ritmi preoccupanti, come segnalato dalla Environmental Protection Agency e da studi importanti [5] e come le strategie di prevenzione primaria del cancro (cioè di riduzione dell'esposizione a tali sostanze inquinanti), le uniche in grado di ridurne l'incidenza[6], fossero sistematicamente trascurate e non finanziate. Nello stesso articolo Tomatis stigmatizzava lo strano comportamento di Ames, che dopo aver lungamente denunciato l'introduzione in ambiente di migliaia di sostanze inquinanti e possibilmente cancerogene insufficientemente testate[7], sembrava aver mutato improvvisamente opinione, puntando a sua volta l'indice su sigarette e grassi nella dieta e negando la pericolosità di pesticidi ed inquinanti industriali[8]
E' del resto un dato di fatto incontestabile che per decenni alcuni autorevoli rappresentanti di questo sistema, notoriamente condizionati da pesanti conflitti di interesse, abbiano negato l'esistenza di un continuo aumento di casi di cancro "salvo per ciò che concerne il fumo di sigaretta" e proposto letture ottimistiche essenzialmente incentrate sulla possibilità di ridurre drasticamente e in pochi anni l'incidenza delle principali forme di cancro semplicemente riducendo il consumo di sigarette[9] e l'utilizzo di grassi nella dieta[10], mentre altrettanto autorevoli ricercatori, lungamente e duramente combattuti dalle lobby del farmaco, come Epstein, Tomatis e Abel, cercavano inutilmente di mettere in luce come non soltanto l'incidenza del cancro al polmone fosse considerevolmente aumentata nella seconda metà dello scorso secolo nei paesi in rapida occidentalizzazione, ma quella di tutti i tipi di cancro (con l'eccezione del CA gastrico): carcinomi mammario, prostatico, tiroideo, esofageo, epatico, pancreatico e renale, linfomi non-Hodgkin, mieloma, melanoma e tumori infantili[11], alla cui patogenesi il fumo di sigaretta non sembra contribuire in misura significativa [12], al contrario di altre e numerose esposizioni ambientali[13] e come i miglioramenti diagnostici non possano spiegare questo incremento[14]
Recentemente anche Epstein è tornato in modo assai incisivo sull'argomento, tracciando una vera e propria storia della Guerra al Cancro, perdente proprio perché pesantemente condizionata da parte dell'industria chimica e dai suoi "esperti degli stili di vita quali causa prima dell'incremento di cancro" (Lifestyle academics): Sir J. Doll, il suo "protetto" lo statistico Peto e appunto Bruce Ames, tre chiari esempi di una drammatica "conversione" che li ha tramutati da strenui sostenitori del cancro come malattia da inquinamento (da affrontare mediante una vera prevenzione primaria) a paladini della teoria del cancro come malattia degli stili di vita (fumo e grassi nella dieta).
........................
[1] Epstein SS, Bingham E, Rall D, Bross ID Losing the "war against cancer": a need for public policy reforms Int J Health Serv. 1992;22(3):455-69
[2] Gross L. The toxic origins of disease PLoS Biol. 2007 Jul;5(7):e193
[3] Epstein SS Evaluation of the national cancer program and proposed reforms. Am J Ind Med. 1993 Jul;24(1):109-33
[4] Tomatis L, Melnick RL, Haseman J, Barrett JC, Huff J. Alleged misconceptions' distort perceptions of environmental cancer risks. FASEB J. 2001 Jan;15(1):195-203.
[5] Environmental Protection Agency (EPA) (1997) Chem. Prog 18,1-3; Huff, J. (1999) Value, validity, and historical development of carcinogenesis studies for predicting and confirming carcinogenic risks to humans. Kitchin, K. T. eds. Carcinogenicity: Testing, Predicting, and Interpreting Chemical Effects ,21-123 Marcel Dekker New York
[6] Tomatis, L., Huff, J., Hertz-Picciotto, I., Dandler, D. P., Bucher, J., Boffetta, P., Axelson, O., Blair, A., Taylor, J., Stayner, L., Barrett, J. C. Avoided and avoidable risks of cancer. Carcinogenesis (1997) 18,97-105; Jasny, B. R., Bloom, F. E. It's not rocket science--but it can save lives. Science (1998) 280,1507
[7] Ames, B. N., McCann, J. (1976) Carcinogens are mutagens: A simple test system. Montesano, R. Bartsch, H. Tomatis, L. eds. Screening Tests in Chemical Carcinogenesis ,493-498 Scientific Publication No. 12, International Agency for Research on Cancer Lyon, France; Ames, B. N., Magaw, R., Gold, L. S. (1987) Ranking possible carcinogenic hazards. Science 236,271-280
[8] Ames, B. N., Profet, M., Gold, L. S. (1990) Dietary pesticides (99.99% all natural). Proc. Natl. Acad. Sci. USA 87,7777-7781; Ames, B. N., Gold, L. S. (1997) Pollution, pesticides and cancer misconceptions. FASEB J 11,1041-1052
[9] Doll R. Health and the environment in the 1990s Am J Public Health.1992 Jul;82(7):933-41
[10] Doll R. The lessons of life: keynote address to the nutrition and cancer conference Cancer Res.1992 Apr 1;52(7 Suppl):2024s-2029s
[11] Clapp RW, Jacobs MM, Loechler EL. Environmental and occupational causes of cancer: new evidence 2005-2007.Rev Environ Health. 2008 Jan-Mar;23(1):1-37
[12] Hoel DG, Davis DL, Miller AB, Sondik EJ, Swerdlow AJ. Trends in cancer mortality in 15 industrialized countries, 1969-1986 J Natl Cancer Inst. 1992 Mar 4;84(5):313-20
[13] Landrigan PJ. Commentary: environmental disease--a preventable epidemic. Am J Public Health. 1992 Jul;82(7):941-3; Clapp R. Environment and health: 4. Cancer. CMAJ. 2000 Oct 17;163(8):1009-12
[14] Ward EM, Thun MJ, Hannan LM, Jemal A Interpreting cancer trends. Ann N Y Acad Sci. 2006 Sep;1076:29-53
FONTE: laleva.org
E' universalmente noto, del resto, come le lobby e le stesse istituzioni (ampiamente finanziate) che coordinano la "lotta al cancro" siano controllate, come denunciato per decenni da illustri scienziati e ricercatori come Tomatis ed Epstein, dalle stesse industrie chimiche che producono le (costosissime) terapie antineoplastiche e la gran parte degli inquinanti cancerogeni[1] E numerosi ricercatori hanno raccontato come, fin da quando Rachel Carson lanciò, per prima, l'allarme sulle sostanze chimiche di sintesi come causa di gravi rischi a lungo termine per la salute umana, l'industria chimica abbia difeso i suoi prodotti, attaccando la credibilità degli scienziati che segnalavano effetti nocivi: una strategia ben precisa che ha comportato il reclutamento di esperti e consulenti, lautamente remunerati, disposti a mettere in campo controanalisi in grado di contestare i risultati e minimizzare i potenziali rischi per la salute umana delle sostanze chimiche esaminate [2]
Nel 1992 in una conferenza stampa a Washington, DC, 68 importanti ricercatori e scienziati impegnati nel campo della medicina occupazionale, cancerogenesi, epidemiologia e sanità pubblica, rilasciarono una dichiarazione particolarmente dura, accusando il National Cancer Institute (NCI) di aver ingannato l'opinione pubblica con ripetute quanto infondate dichiarazioni di una supposta, imminente vittoria contro il cancro, del tutto in contrasto con la realtà dei fatti, visto che dalla "dichiarazione di guerra al cancro" lanciata dal presidente Nixon (1971) i trends in continua crescita del cancro erano un dato incontestabile e concernevano tutte le forme della malattia. Nella dichiarazione si affermava anzi che NCI, ACS (American Cancer Society) e altre consimili organizzazioni avevano consapevolmente minimizzato i dati della crescita della patologia tumorale, attribuendone la responsabilità al fumo da sigaretta e ai grassi presenti nel cibo e ignorando sistematicamente il ruolo dei cancerogeni di origine industriale che avevano invaso, in pochi decenni, le catene alimentari e inquinato l'aria, l'acqua, i posti di lavoro, così da spingere il Congresso a finanziare la ricerca nel campo della diagnosi e terapia, riservando le briciole (1% del budget totale) alla prevenzione primaria, intesa come riduzione dell'esposizione collettiva e occupazionale [3] .
Una decina di anni dopo Lorenzo Tomatis metteva in luce gli stessi problemi[4], denunciando a sua volta come, mentre si continuava a puntare il dito sul fumo di sigaretta (il cui utilizzo era in calo nei maschi), si trascurasse regolarmente il dato di fatto che l'inquinamento di aria, acqua e suolo e l'esposizione collettiva a centinaia di molecole inquinanti e potenzialmente cancerogene cresceva a ritmi preoccupanti, come segnalato dalla Environmental Protection Agency e da studi importanti [5] e come le strategie di prevenzione primaria del cancro (cioè di riduzione dell'esposizione a tali sostanze inquinanti), le uniche in grado di ridurne l'incidenza[6], fossero sistematicamente trascurate e non finanziate. Nello stesso articolo Tomatis stigmatizzava lo strano comportamento di Ames, che dopo aver lungamente denunciato l'introduzione in ambiente di migliaia di sostanze inquinanti e possibilmente cancerogene insufficientemente testate[7], sembrava aver mutato improvvisamente opinione, puntando a sua volta l'indice su sigarette e grassi nella dieta e negando la pericolosità di pesticidi ed inquinanti industriali[8]
E' del resto un dato di fatto incontestabile che per decenni alcuni autorevoli rappresentanti di questo sistema, notoriamente condizionati da pesanti conflitti di interesse, abbiano negato l'esistenza di un continuo aumento di casi di cancro "salvo per ciò che concerne il fumo di sigaretta" e proposto letture ottimistiche essenzialmente incentrate sulla possibilità di ridurre drasticamente e in pochi anni l'incidenza delle principali forme di cancro semplicemente riducendo il consumo di sigarette[9] e l'utilizzo di grassi nella dieta[10], mentre altrettanto autorevoli ricercatori, lungamente e duramente combattuti dalle lobby del farmaco, come Epstein, Tomatis e Abel, cercavano inutilmente di mettere in luce come non soltanto l'incidenza del cancro al polmone fosse considerevolmente aumentata nella seconda metà dello scorso secolo nei paesi in rapida occidentalizzazione, ma quella di tutti i tipi di cancro (con l'eccezione del CA gastrico): carcinomi mammario, prostatico, tiroideo, esofageo, epatico, pancreatico e renale, linfomi non-Hodgkin, mieloma, melanoma e tumori infantili[11], alla cui patogenesi il fumo di sigaretta non sembra contribuire in misura significativa [12], al contrario di altre e numerose esposizioni ambientali[13] e come i miglioramenti diagnostici non possano spiegare questo incremento[14]
Recentemente anche Epstein è tornato in modo assai incisivo sull'argomento, tracciando una vera e propria storia della Guerra al Cancro, perdente proprio perché pesantemente condizionata da parte dell'industria chimica e dai suoi "esperti degli stili di vita quali causa prima dell'incremento di cancro" (Lifestyle academics): Sir J. Doll, il suo "protetto" lo statistico Peto e appunto Bruce Ames, tre chiari esempi di una drammatica "conversione" che li ha tramutati da strenui sostenitori del cancro come malattia da inquinamento (da affrontare mediante una vera prevenzione primaria) a paladini della teoria del cancro come malattia degli stili di vita (fumo e grassi nella dieta).
........................
[1] Epstein SS, Bingham E, Rall D, Bross ID Losing the "war against cancer": a need for public policy reforms Int J Health Serv. 1992;22(3):455-69
[2] Gross L. The toxic origins of disease PLoS Biol. 2007 Jul;5(7):e193
[3] Epstein SS Evaluation of the national cancer program and proposed reforms. Am J Ind Med. 1993 Jul;24(1):109-33
[4] Tomatis L, Melnick RL, Haseman J, Barrett JC, Huff J. Alleged misconceptions' distort perceptions of environmental cancer risks. FASEB J. 2001 Jan;15(1):195-203.
[5] Environmental Protection Agency (EPA) (1997) Chem. Prog 18,1-3; Huff, J. (1999) Value, validity, and historical development of carcinogenesis studies for predicting and confirming carcinogenic risks to humans. Kitchin, K. T. eds. Carcinogenicity: Testing, Predicting, and Interpreting Chemical Effects ,21-123 Marcel Dekker New York
[6] Tomatis, L., Huff, J., Hertz-Picciotto, I., Dandler, D. P., Bucher, J., Boffetta, P., Axelson, O., Blair, A., Taylor, J., Stayner, L., Barrett, J. C. Avoided and avoidable risks of cancer. Carcinogenesis (1997) 18,97-105; Jasny, B. R., Bloom, F. E. It's not rocket science--but it can save lives. Science (1998) 280,1507
[7] Ames, B. N., McCann, J. (1976) Carcinogens are mutagens: A simple test system. Montesano, R. Bartsch, H. Tomatis, L. eds. Screening Tests in Chemical Carcinogenesis ,493-498 Scientific Publication No. 12, International Agency for Research on Cancer Lyon, France; Ames, B. N., Magaw, R., Gold, L. S. (1987) Ranking possible carcinogenic hazards. Science 236,271-280
[8] Ames, B. N., Profet, M., Gold, L. S. (1990) Dietary pesticides (99.99% all natural). Proc. Natl. Acad. Sci. USA 87,7777-7781; Ames, B. N., Gold, L. S. (1997) Pollution, pesticides and cancer misconceptions. FASEB J 11,1041-1052
[9] Doll R. Health and the environment in the 1990s Am J Public Health.1992 Jul;82(7):933-41
[10] Doll R. The lessons of life: keynote address to the nutrition and cancer conference Cancer Res.1992 Apr 1;52(7 Suppl):2024s-2029s
[11] Clapp RW, Jacobs MM, Loechler EL. Environmental and occupational causes of cancer: new evidence 2005-2007.Rev Environ Health. 2008 Jan-Mar;23(1):1-37
[12] Hoel DG, Davis DL, Miller AB, Sondik EJ, Swerdlow AJ. Trends in cancer mortality in 15 industrialized countries, 1969-1986 J Natl Cancer Inst. 1992 Mar 4;84(5):313-20
[13] Landrigan PJ. Commentary: environmental disease--a preventable epidemic. Am J Public Health. 1992 Jul;82(7):941-3; Clapp R. Environment and health: 4. Cancer. CMAJ. 2000 Oct 17;163(8):1009-12
[14] Ward EM, Thun MJ, Hannan LM, Jemal A Interpreting cancer trends. Ann N Y Acad Sci. 2006 Sep;1076:29-53
FONTE: laleva.org
martedì 21 settembre 2010
ESCOZUL, ANTITUMORALE NATURALE E LE CURE ALTERNATIVE
Escozul è un bio preparato derivato dal veleno dello scorpione azzurro, specie endemica a Cuba.
La sua somministrazione non produce effetti collaterali.
Escozul pare agisca attraverso un effetto immuno-modulatore , inibitore dell'angiogenesi e potenziatore dell'apoptosi.
I ricercatori spiegano che l'ESCOZUL cubano circonda in primo luogo il cancro con le proteine che bloccano la sua progressione .
Questa prima azione permette di bloccare il cancro .
In secondo luogo, ESCOZUL inibisce la crescita dei vasi sanguigni intorno al tumore.
Quest' ultima azione come inibitore dell'angiogenesi provoca la morte delle cellule tumorali poiché queste non possono vivere senza le sostanze nutrienti trasportate dal sangue.
Naturalmente, se il cancro è molto diffuso è più difficile circondare e distruggere le cellule tumorali.
E' per questo motivo che i ricercatori dicono che ESCOZUL funziona meglio quando viene utilizzato durante le fasi iniziali della malattia.
Non sono stati ancora pubblicati documenti ufficiali sulla sua presunta e sopra descritta attività anti tumorale.
Alla fine di questo mese a Cuba si terrà un Congresso Internazionale, dopo il quale molte domande potrebbero avere risposta ed Escozul potrebbe essere messo in vendita.
Diffidate di chi vi propone una spedizione. Non avrete mai la certezza di avere Escozul.
Escozul è un liquido trasparente, inodore ed insapore.
Ricordo che l'unico modo per ottenere il prodotto è recarsi a Cuba presso i laboratori Labiofam.
Laboratori biologico-farmaceutici Labiofam
Avendida Independencia mk 16 1/2 in Boyeros, Habana, Cuba.
Ci si presenta con cartella clinica del paziente e borsa frigo
dal lunedì al giovedì dalle 8.00 alle 12.00
e previa consultazione e valutazione medica, verrà consegnata una fornitura di Escozul per tre mesi
gratuitamente. Escozul non si paga.
Per contattare i laboratori :
http://www.labiofam.cu/
mail: labiofam@ceniai.inf.cu
mail dottoressa cruz : niudis.cruz@infomed.sld.cu
telefono Labiofam Cuba 00 53 7 6849661
Ma Escozul non è l'unica possibilità alternativa di cura ai tumori.
Vi sono diverse opportunità terapeutiche che la medicina ufficiale non riconosce ma che vale la pena di tentare.
La prima cosa da fare è cambiare alimentazione, passando ad un'alimentazione vegana naturale e prima di prodotti confezionati.
Eliminare farine raffinate, dolci, zucchero (soprattutto raffinato), bevande gassate, carne rossa, grassi idrogenati .. ecc.. come raccomandato dal Prof. Franco Berrino, Direttore del Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell'Istituto Tumori di Milano.
http://archiviostorico.corriere.it/2007/aprile/15/Dieta_anti_cancro_quattro_mosse_co_9_070415161.shtml
Mi occuperò di questo argomento più a fondo alla prossima occasione, approfondendo l'argomento alimentazione e altri possibili supporti..
Al prossimo post,
Monica
VEDI ANCHE: Scoppia il caso Escozul- come ottenere escozul
Escozul: quando le Iene non fanno le Iene
La sua somministrazione non produce effetti collaterali.
Escozul pare agisca attraverso un effetto immuno-modulatore , inibitore dell'angiogenesi e potenziatore dell'apoptosi.
I ricercatori spiegano che l'ESCOZUL cubano circonda in primo luogo il cancro con le proteine che bloccano la sua progressione .
Questa prima azione permette di bloccare il cancro .
In secondo luogo, ESCOZUL inibisce la crescita dei vasi sanguigni intorno al tumore.
Quest' ultima azione come inibitore dell'angiogenesi provoca la morte delle cellule tumorali poiché queste non possono vivere senza le sostanze nutrienti trasportate dal sangue.
Naturalmente, se il cancro è molto diffuso è più difficile circondare e distruggere le cellule tumorali.
E' per questo motivo che i ricercatori dicono che ESCOZUL funziona meglio quando viene utilizzato durante le fasi iniziali della malattia.
Non sono stati ancora pubblicati documenti ufficiali sulla sua presunta e sopra descritta attività anti tumorale.
Alla fine di questo mese a Cuba si terrà un Congresso Internazionale, dopo il quale molte domande potrebbero avere risposta ed Escozul potrebbe essere messo in vendita.
Diffidate di chi vi propone una spedizione. Non avrete mai la certezza di avere Escozul.
Escozul è un liquido trasparente, inodore ed insapore.
Ricordo che l'unico modo per ottenere il prodotto è recarsi a Cuba presso i laboratori Labiofam.
Laboratori biologico-farmaceutici Labiofam
Avendida Independencia mk 16 1/2 in Boyeros, Habana, Cuba.
Ci si presenta con cartella clinica del paziente e borsa frigo
dal lunedì al giovedì dalle 8.00 alle 12.00
e previa consultazione e valutazione medica, verrà consegnata una fornitura di Escozul per tre mesi
gratuitamente. Escozul non si paga.
Per contattare i laboratori :
http://www.labiofam.cu/
mail: labiofam@ceniai.inf.cu
mail dottoressa cruz : niudis.cruz@infomed.sld.cu
telefono Labiofam Cuba 00 53 7 6849661
Ma Escozul non è l'unica possibilità alternativa di cura ai tumori.
Vi sono diverse opportunità terapeutiche che la medicina ufficiale non riconosce ma che vale la pena di tentare.
La prima cosa da fare è cambiare alimentazione, passando ad un'alimentazione vegana naturale e prima di prodotti confezionati.
Eliminare farine raffinate, dolci, zucchero (soprattutto raffinato), bevande gassate, carne rossa, grassi idrogenati .. ecc.. come raccomandato dal Prof. Franco Berrino, Direttore del Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell'Istituto Tumori di Milano.
http://archiviostorico.corriere.it/2007/aprile/15/Dieta_anti_cancro_quattro_mosse_co_9_070415161.shtml
Mi occuperò di questo argomento più a fondo alla prossima occasione, approfondendo l'argomento alimentazione e altri possibili supporti..
Al prossimo post,
Monica
VEDI ANCHE: Scoppia il caso Escozul- come ottenere escozul
Escozul: quando le Iene non fanno le Iene
giovedì 16 settembre 2010
SCOPPIA IL CASO ESCOZUL - COME OTTENERE ESCOZUL
Da ieri sera, dopo che il programma LE IENE di Italia 1 ne ha parlato, seppur in modo superficiale,
in rete è scoppiato il caso Escozul.
Centinaia di contatti ai vari siti e forum che trattano l'argomento che in Italia era stato affrontato solo su pochi forum e solo su Internet. Fino a ieri sera.
Sicuramente i media torneranno a parlare di questo prodotto che sembrerebbe aver attirato l'attenzione di tantissima gente.
Ma andiamo con ordine...
ESCOZUL è un prodotto naturale utilizzato come trattamento alternativo contro il cancro.
La soluzione orale contiene come principio attivo il veleno dello scorpione azzurro ;
questo prodotto ha dimostrato attività contro diversi tipi di cancro e ha anche proprietà analgesiche e antinfiammatorie.
In questo momento, gli studi clinici in pazienti affetti da cancro sono stati sviluppati per identificare e documentare gli effetti di ESCOZUL . Vi è un registro dei pazienti trattati per più di 8 anni ed i risultati sono molto buoni. Ma è ancora tutto in sperimentazione...
Più di 25.000 persone hanno riportato un miglioramento dopo essere state trattate con ESCOZUL , anche persone a cui la terapia convenzionale non aveva offerto alcun miglioramento.
Gli effetti del trattamento si manifestano gradualmente e dipendono dalla concentrazione di prodotto che viene applicata, dallo stato di salute del paziente e da mille altri fattori.
Non è la panacea di tutti i mali ma può essere un buon supporto.
COME OTTENERLO-
Su internet si sono fatti spazio diversi personaggi che raccontano di avere sperimentato Escozul sui propri cari e di potervi aiutare a ottenere il bio- preparato.
Diffidate di chiunque si proponga di partire per conto vostro verso Cuba e vi chieda una sorta di "rimborso spese"..
Oppure di chi vi garantirà di potervelo fare arrivare per posta direttamente a casa vostra con una spesa di 600, 800, 900 euro.
NON sono canali sicuri e attendibili.
Conosco direttamente delle persone che hanno seguito la seconda strada, informandosi sul sito http://www.escozul-cancer.com/ e ricevendo dal forum di questo sito, indicazioni su presunti "medici" che hanno inviato loro a casa una soluzione trasparente che potrebbe essere solo acqua.
Perchè Escozul è un liquido trasparente, incolore, inodore e insapore.
Quindi possono mandarvi a casa acqua.
NON FIDATEVI!!
L'unico modo per avere Escozul in modo sicuro è rivolgersi alla Labiofam
Laboratori biologico-farmaceutici Labiofam
Avendida Independencia mk 16 1/2 in Boyeros, Habana, Cuba.
Ci si presenta con cartella clinica del paziente e borsa frigo
dal lunedì al giovedì dalle 8.00 alle 12.00
e previa consultazione e valutazione medica, verrà consegnata una fornitura di Escozul per tre mesi
gratuitamente. Escozul non si paga.
Per contattare i laboratori :
http://www.labiofam.cu/
mail: labiofam@ceniai.inf.cu
mail dottoressa cruz : niudis.cruz@infomed.sld.cu
telefono Labiofam Cuba 00 53 7 6849661
Diffidate di chi chiede soldi.
E fate avere buone notizie a questo blog.
Possiamo organizzare dei gruppi di viaggio.
Al prossimo post
Monica
vedi anche: ESCOZUL: QUANDO LE IENE NON FANNO LE IENE
ESCOZUL,ANTITUMORALE NATURALE E LE CURE ALTERNATIVE
in rete è scoppiato il caso Escozul.
Centinaia di contatti ai vari siti e forum che trattano l'argomento che in Italia era stato affrontato solo su pochi forum e solo su Internet. Fino a ieri sera.
Sicuramente i media torneranno a parlare di questo prodotto che sembrerebbe aver attirato l'attenzione di tantissima gente.
Ma andiamo con ordine...
ESCOZUL è un prodotto naturale utilizzato come trattamento alternativo contro il cancro.
La soluzione orale contiene come principio attivo il veleno dello scorpione azzurro ;
questo prodotto ha dimostrato attività contro diversi tipi di cancro e ha anche proprietà analgesiche e antinfiammatorie.
In questo momento, gli studi clinici in pazienti affetti da cancro sono stati sviluppati per identificare e documentare gli effetti di ESCOZUL . Vi è un registro dei pazienti trattati per più di 8 anni ed i risultati sono molto buoni. Ma è ancora tutto in sperimentazione...
Più di 25.000 persone hanno riportato un miglioramento dopo essere state trattate con ESCOZUL , anche persone a cui la terapia convenzionale non aveva offerto alcun miglioramento.
Gli effetti del trattamento si manifestano gradualmente e dipendono dalla concentrazione di prodotto che viene applicata, dallo stato di salute del paziente e da mille altri fattori.
Non è la panacea di tutti i mali ma può essere un buon supporto.
COME OTTENERLO-
Su internet si sono fatti spazio diversi personaggi che raccontano di avere sperimentato Escozul sui propri cari e di potervi aiutare a ottenere il bio- preparato.
Diffidate di chiunque si proponga di partire per conto vostro verso Cuba e vi chieda una sorta di "rimborso spese"..
Oppure di chi vi garantirà di potervelo fare arrivare per posta direttamente a casa vostra con una spesa di 600, 800, 900 euro.
NON sono canali sicuri e attendibili.
Conosco direttamente delle persone che hanno seguito la seconda strada, informandosi sul sito http://www.escozul-cancer.com/ e ricevendo dal forum di questo sito, indicazioni su presunti "medici" che hanno inviato loro a casa una soluzione trasparente che potrebbe essere solo acqua.
Perchè Escozul è un liquido trasparente, incolore, inodore e insapore.
Quindi possono mandarvi a casa acqua.
NON FIDATEVI!!
L'unico modo per avere Escozul in modo sicuro è rivolgersi alla Labiofam
Laboratori biologico-farmaceutici Labiofam
Avendida Independencia mk 16 1/2 in Boyeros, Habana, Cuba.
Ci si presenta con cartella clinica del paziente e borsa frigo
dal lunedì al giovedì dalle 8.00 alle 12.00
e previa consultazione e valutazione medica, verrà consegnata una fornitura di Escozul per tre mesi
gratuitamente. Escozul non si paga.
Per contattare i laboratori :
http://www.labiofam.cu/
mail: labiofam@ceniai.inf.cu
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Diffidate di chi chiede soldi.
E fate avere buone notizie a questo blog.
Possiamo organizzare dei gruppi di viaggio.
Al prossimo post
Monica
vedi anche: ESCOZUL: QUANDO LE IENE NON FANNO LE IENE
ESCOZUL,ANTITUMORALE NATURALE E LE CURE ALTERNATIVE
ESCOZUL: QUANDO LE IENE NON FANNO LE IENE
Stasera è andato in onda un servizio delle Iene di Italia Uno su un bio preparato naturale cubano che viene utilizzato nelle malattie oncologiche.
Il prodotto in questione si chiama Escozul ed è un derivato dallo scorpione azzurro, il Rophalurus junceus.
La storia dell' Escozul comincia nel 1985 quando Misael Bordier, un biologo cubano, scopre le proprietà antitumorali del prodotto utilizzato fino a quel momento come antinfiammatorio e antidolorifico.
Diverse testimonianze su Internet fanno pensare all'Escozul come ad un prodotto che migliora la qualità della vita e che, in alcuni casi, porta a miglioramenti visibili delle condizioni generali di chi lo assume.
Il primo articolo che in Italia si occupa del prodotto è del Corriere della Sera in cui alcune persone raccontano le loro esperienze su Escozul.
Da quel momento su Internet è scoppiato "il caso Escozul" ... diversi forum hanno iniziato a parlarne e le persone citate nell'articolo hanno dato versioni diverse: qualcuno di loro ha giurato di averlo ricevuto con una spedizione da Cuba, qualcun altro ha smentito tale opportunità escludendo la possibilità che il bio preparato possa essere spedito e asserendo che l'unico modo per ottenere Escozul sia quello di andare presso i Laboratori Labiofam a La Havana.
Effettivamente la dottoressa Cruz, responsabile dell'èquipe medica cubana , ha sempre escluso la possibilità che Escozul venga spedito, denunciando la truffa di chi promette l'invio del prodotto, dietro pagamento di denaro.
Gruppi su Facebook... accesissimi dibattiti sui vari forum con attacchi ed accuse reciproche tra i
"pionieri "italiani di Escozul ...che nel frattempo, dopo aver raccontato le loro storie, si offrivano di aiuatre altri a reperire il prodotto..L'uno accusava l'altro di essere un truffatore, millantando contatti inesistenti (??)con Cuba... Il prodotto viene spedito o no? Esiste un canale alternativo "non ufficiale"?
Il prodotto verrà presentato ufficialmente e commercializzato? E se si, quando?
Alcuni pazienti ed associazioni di malati contattano le Iene per fare chiarezza su questa faccenda e per avere risposte chiare in merito al reperimento di Escozul...
Il risultato qual'è stato?
LE IENE NON HANNO FATTO LE IENE....
Un inutile servizio su Escozul .... nessuna chiarezza e ancora tanta confusione che regna e regnerà in rete.
Le domande rimaste irrisolte e altri interrogativi sorti...
E non solo, Giulio Golia ha condotto il servizio con superficilità e con atteggiamento prevenuto, sottolineando più volte la non scientificità del prodotto e dimostrando ottusità anche di fronte a numerose testimonianze positive..
E non solo, Giulio Golia ha condotto il servizio con superficilità e con atteggiamento prevenuto, sottolineando più volte la non scientificità del prodotto e dimostrando ottusità anche di fronte a numerose testimonianze positive..
Le Iene sono intervenute in questo acceso e controverso dibattito su un argomento così delicato, recandosi addirittura a Cuba e intervistando una dottoressa, ma non riuscendo minimamente a trovare il bandolo
dell' intricatissima matassa.
Al prossimo post...
Monica
mercoledì 15 settembre 2010
FORESTE, OCEANI E CIELI ALIENI:FORESTE GENETICAMENTE MODIFICATE, CHE ALTERANO LA CHIMICA DELL’ATMOSFERA E DELL’IDROSFERA
DI
RADY ANANDA
Global Research
Immaginate i nostri impollinatori in declino – api, falene, farfalle e pipistrelli – imbattersi in migliaia di acri di alberi tossici, geneticamente modificati in modo che ogni loro cellula trasudi pesticidi, dalla radice alla punta. Immaginate un mondo senza impollinatori. Senza dispersori di semi. Senza microbi del suolo.
Sarebbe una foresta silenziosa, una foresta assassina, una foresta aliena. Non sorprende che Vandana Shiva si faccia beffe del soprannome, biotecnologia. “Questa non è la tecnologia della vita. È una scienza letale”.
Le foreste geneticamente modificate sono un olocausto per la natura. Un premiato documentario, “A Silent Forest: The Growing Threat, Genetically Engineered Trees” [Una Foresta Silenziosa: La Minaccia Crescente, Gli Alberi Geneticamente Modificati, ndt] (2006, 46 minuti) descrive in dettaglio i terrificanti effetti. (Può essere acquistato in versione integrale su Amazon).
La direttrice del Global Justice Ecology Project, Ann Peternmann, definisce così il problema: “Gli alberi geneticamente modificati sono la più grande minaccia alle foreste rimanenti sulla Terra dopo l’invenzione della motosega”.
Jim Hightower li chiama “selvaggiamente invasivi, esplosivamente infiammabili e assetati in maniera insaziabile di acqua del sottosuolo”.
Se piantare una foresta sterile ed assassina non è abbastanza grottesco, alcuni alberi OGM saranno autosufficienti e potranno e di fatto contamineranno le specie naturali. Secondo un modello elaborato dalla Duke University e riportato da Petermann nel 2006, il polline degli alberi può viaggiare oltre 600 miglia. Un altro studio ha scoperto del polline di pino a 400 miglia dalla pineta più vicina. Quest’anno, uno scienziato si è sorpreso di scoprire semi autosufficienti a 25 miglia a largo dalla costa.
“Gli alberi sterili sarebbero anche in grado di diffondere i loro transgeni tramite la riproduzione vegetativa”, ha notato la Petermann. Diversamente dagli animali, per le piante essere sessualmente sterili non preclude loro di riprodursi.
La contaminazione degli OGM sta avendo luogo in tutto il mondo, come viene documentato dal GM Watch [sito web creato dal Norfolk Genetic Information Network nel 1998 per occuparsi delle faccende legate all’ingegneria genetica, ndt] e dal GM Contamination Register [registro che tiene conto degli incidenti casuali o intenzionali che rilasciano OGM, ndt] (tra gli altri). La tecnologia non può essere contenuta. Gli OGM dominano sulle specie naturali e altereranno per sempre la flora naturale della Terra.
A proposito, l’ultima serie di alberi OGM approvati – 200.000 eucalipti per i sette stati del Sud degli USA (Texas, Lousiana, Mississipi, Alabama, Georgia, Frorida e Carolina del Sud) – sono modificati in modo da essere tolleranti al freddo. È stata ordinata una causa per ribaltare la loro approvazione.
Alterare chimicamente l’atmosfera per raffreddarla
Non solo le autorità stanno alterando geneticamente gli alberi, le colture e gli animali, ma stanno anche alterando chimicamente l’atmosfera. Nel 1976, l’ONU ha bandito la modifica ostile dell’ambiente, dopo che il reporter investigativo Jack Anderson scoprì il suo uso in Vietnam, Laos e Cambogia. Nel prossimo mese di ottobre, l’ONU voterà una risoluzione per fermare tutte le attività dell’EnMod [Convenzione sulla Modificazione dell’Ambiente, ndt]. ....... [continua..]
FONTE: altrainformazione
RADY ANANDA
Global Research
Immaginate i nostri impollinatori in declino – api, falene, farfalle e pipistrelli – imbattersi in migliaia di acri di alberi tossici, geneticamente modificati in modo che ogni loro cellula trasudi pesticidi, dalla radice alla punta. Immaginate un mondo senza impollinatori. Senza dispersori di semi. Senza microbi del suolo.
Sarebbe una foresta silenziosa, una foresta assassina, una foresta aliena. Non sorprende che Vandana Shiva si faccia beffe del soprannome, biotecnologia. “Questa non è la tecnologia della vita. È una scienza letale”.
Le foreste geneticamente modificate sono un olocausto per la natura. Un premiato documentario, “A Silent Forest: The Growing Threat, Genetically Engineered Trees” [Una Foresta Silenziosa: La Minaccia Crescente, Gli Alberi Geneticamente Modificati, ndt] (2006, 46 minuti) descrive in dettaglio i terrificanti effetti. (Può essere acquistato in versione integrale su Amazon).
La direttrice del Global Justice Ecology Project, Ann Peternmann, definisce così il problema: “Gli alberi geneticamente modificati sono la più grande minaccia alle foreste rimanenti sulla Terra dopo l’invenzione della motosega”.
Jim Hightower li chiama “selvaggiamente invasivi, esplosivamente infiammabili e assetati in maniera insaziabile di acqua del sottosuolo”.
Se piantare una foresta sterile ed assassina non è abbastanza grottesco, alcuni alberi OGM saranno autosufficienti e potranno e di fatto contamineranno le specie naturali. Secondo un modello elaborato dalla Duke University e riportato da Petermann nel 2006, il polline degli alberi può viaggiare oltre 600 miglia. Un altro studio ha scoperto del polline di pino a 400 miglia dalla pineta più vicina. Quest’anno, uno scienziato si è sorpreso di scoprire semi autosufficienti a 25 miglia a largo dalla costa.
“Gli alberi sterili sarebbero anche in grado di diffondere i loro transgeni tramite la riproduzione vegetativa”, ha notato la Petermann. Diversamente dagli animali, per le piante essere sessualmente sterili non preclude loro di riprodursi.
La contaminazione degli OGM sta avendo luogo in tutto il mondo, come viene documentato dal GM Watch [sito web creato dal Norfolk Genetic Information Network nel 1998 per occuparsi delle faccende legate all’ingegneria genetica, ndt] e dal GM Contamination Register [registro che tiene conto degli incidenti casuali o intenzionali che rilasciano OGM, ndt] (tra gli altri). La tecnologia non può essere contenuta. Gli OGM dominano sulle specie naturali e altereranno per sempre la flora naturale della Terra.
A proposito, l’ultima serie di alberi OGM approvati – 200.000 eucalipti per i sette stati del Sud degli USA (Texas, Lousiana, Mississipi, Alabama, Georgia, Frorida e Carolina del Sud) – sono modificati in modo da essere tolleranti al freddo. È stata ordinata una causa per ribaltare la loro approvazione.
Alterare chimicamente l’atmosfera per raffreddarla
Non solo le autorità stanno alterando geneticamente gli alberi, le colture e gli animali, ma stanno anche alterando chimicamente l’atmosfera. Nel 1976, l’ONU ha bandito la modifica ostile dell’ambiente, dopo che il reporter investigativo Jack Anderson scoprì il suo uso in Vietnam, Laos e Cambogia. Nel prossimo mese di ottobre, l’ONU voterà una risoluzione per fermare tutte le attività dell’EnMod [Convenzione sulla Modificazione dell’Ambiente, ndt]. ....... [continua..]
FONTE: altrainformazione
DANNI DA CURE MEDICHE
E' incredibile ma spesso si muore per essere stati curati..
Sempre più spesso infatti da parte di giornali o addirittura dagli stessi organi medici ufficiali arrivano dati allarmanti, degni di riflessione profonda..
Ci sono medici preparati che svolgono la loro missione con devozione e passione.. ma la domanda è:
quanti medici invece non sono mossi da profonda vocazione ma piuttosto da meri interessi di carriera professionale ?
E i nostri ospedali sono davvero dei luoghi di cura o il dio denaro ha inquinato anche quella che dovrebbe essere una missione più che un lavoro.?...
Alcuni dati:
Provocano più vittime degli incidenti stradali, dell'infarto e di molti tumori - 15 Gen. 2009
In Italia le cifre degli errori commessi dai medici o causati dalla cattiva organizzazione dei servizi sanitari sono da bollettino di guerra: tra 14 mila (secondo l'Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri) e i 50 mila decessi all'anno, secondo Assinform. Il che significa circa 80-90 morti al giorno (il 50% dei quali evitabile), 320 mila le persone danneggiate.
E con costi pari all'1% del pil: 10 miliardi di euro l'anno. A fornire le cifre è l'Associazione italiana di Oncologia medica (Aiom).
Italia - Errori medici: 6 cause al giorno...Fonte: Corriere della Sera Milano, 2 Apr. 2008
Secondo l'ultimo dossier dell'assessorato alla Sanità presentato ai risk manager della Lombardia, nel 2007 gli ospedali hanno registrato mediamente 6 denunce al giorno. Il 15% delle richieste di risarcimento è stata avanzata contro gli ortopedici e a seguire contro medici di Pronto Soccorso e specialisti di chirurgia generale. Servono circa 18 mesi perchè 1 paziente su 3 ottenga un risarcimento medio di 48.400 euro.
Gli errori medici uccidono più degli incidenti stradali - Fonte: La Repubblica, 27 Giu. 2007
Giuseppe Remuzzi, Direttore dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Bergamo, ha spiegato che 'gli errori medici in USA hanno ucciso, nel 2005, 90.000 pazienti; nello stesso anno i morti per incidenti stradali sono stati 45.000'. In Italia ogni anno sono circa 15.000 i medici che affrontano cause di risarcimento. Il 42,3% degli errori si verifica per sovraccarico di lavoro, il 16,6% per l'organizzazione dei turni ed il 9,5% per problemi di comunicazione.
"Il boom degli errori in corsia" - Fonte: La Repubblica, 23 Sett. 2008
In Italia in 10 anni le denunce dei cittadini contro medici ed ospedali sono cresciute del 66%. Lo afferma ANIA, Associazione Nazionale delle Imprese Assicurative. Si è passati da 17.000 casi segnalati nel 1996 a 28.000 nel 2006. Per fronteggiare tutte le richieste, le Regioni stipulano polizze per la responsabilità civile in campo sanitario per un totale di circa 500 mln di euro l'anno.
Malasanità: 320.000 casi l'anno - Fonte: Il Messaggero, 6 Febb. 2005
Da un'indagine firmata dalla Commissione tecnica sul rischio clinico, nata all'interno della Programmazione generale del Ministero della Salute, emerge che in Italia ogni anno si verificano circa 320.000 morti a causa di errori ospedalieri. In media muoiono circa 90 pazienti al giorno; almeno il 50% dei decessi sarebbe evitabile. Il 70% degli incidenti nasce da problemi organizzativi, il restante 27-30% è dovuto all'errore umano. Il sovradosaggio di farmaci e lo scambio di pazienti risultano essere le 'distrazioni' più diffuse.
Per contro, quando i medici scioperano il numero delle morti diminuisce nettamente!
Qualche esempio.
Durante lo sciopero dei medici in California nel 1976, il tasso di mortalità declinò sensibilmente. A Los Angeles ad esempio, il tasso di mortalità settimanale declinò da 19.8 a 16,2
morti per 100.000 durante lo sciopero e risalì a 20,4 dopo la sua conclusione.
La riduzione del tasso di mortalità durante lo sciopero fu del 18%.
In Israele nel 1973, i medici ridussero i loro contatti giornalieri con i pazienti da 65.000 a 7.000 in uno sciopero che durò un mese. Secondo la Società Onoranze Funebri di Gerusalemme, il
tasso di mortalità degli israeliani scese in quel mese del 50%.
Nel 1976, a Bogotà in Colombia, uno sciopero dei medici continuò per 52 giorni
e il tasso di mortalità scese del 35%.
Forse una maggiore attenzione al paziente ed una minore ai propri interessi e alla propria carriera
da parte dell'establishment medico sarebbero auspicabili ma............... non sufficienti.
Occorre ridefinire il contetto di SALUTE e soprattutto di CURA,
partendo dalla prevenzione che non è solo fatta di analisi, visite e diagnosi precoci ma di cambiamento di stile di vita, di educazione al rispetto per il proprio corpo e per l'ambiente...
E questo si lega ad un concetto di società che è lontano dal modello attuale, basato sull'arricchimento personale e sul dislivello economico tra ricchi e poveri del mondo... ma anche del vicinato...
..... al prossimo post
Monica
Sempre più spesso infatti da parte di giornali o addirittura dagli stessi organi medici ufficiali arrivano dati allarmanti, degni di riflessione profonda..
Ci sono medici preparati che svolgono la loro missione con devozione e passione.. ma la domanda è:
quanti medici invece non sono mossi da profonda vocazione ma piuttosto da meri interessi di carriera professionale ?
E i nostri ospedali sono davvero dei luoghi di cura o il dio denaro ha inquinato anche quella che dovrebbe essere una missione più che un lavoro.?...
Alcuni dati:
Provocano più vittime degli incidenti stradali, dell'infarto e di molti tumori - 15 Gen. 2009
In Italia le cifre degli errori commessi dai medici o causati dalla cattiva organizzazione dei servizi sanitari sono da bollettino di guerra: tra 14 mila (secondo l'Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri) e i 50 mila decessi all'anno, secondo Assinform. Il che significa circa 80-90 morti al giorno (il 50% dei quali evitabile), 320 mila le persone danneggiate.
E con costi pari all'1% del pil: 10 miliardi di euro l'anno. A fornire le cifre è l'Associazione italiana di Oncologia medica (Aiom).
Italia - Errori medici: 6 cause al giorno...Fonte: Corriere della Sera Milano, 2 Apr. 2008
Secondo l'ultimo dossier dell'assessorato alla Sanità presentato ai risk manager della Lombardia, nel 2007 gli ospedali hanno registrato mediamente 6 denunce al giorno. Il 15% delle richieste di risarcimento è stata avanzata contro gli ortopedici e a seguire contro medici di Pronto Soccorso e specialisti di chirurgia generale. Servono circa 18 mesi perchè 1 paziente su 3 ottenga un risarcimento medio di 48.400 euro.
Gli errori medici uccidono più degli incidenti stradali - Fonte: La Repubblica, 27 Giu. 2007
Giuseppe Remuzzi, Direttore dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Bergamo, ha spiegato che 'gli errori medici in USA hanno ucciso, nel 2005, 90.000 pazienti; nello stesso anno i morti per incidenti stradali sono stati 45.000'. In Italia ogni anno sono circa 15.000 i medici che affrontano cause di risarcimento. Il 42,3% degli errori si verifica per sovraccarico di lavoro, il 16,6% per l'organizzazione dei turni ed il 9,5% per problemi di comunicazione.
"Il boom degli errori in corsia" - Fonte: La Repubblica, 23 Sett. 2008
In Italia in 10 anni le denunce dei cittadini contro medici ed ospedali sono cresciute del 66%. Lo afferma ANIA, Associazione Nazionale delle Imprese Assicurative. Si è passati da 17.000 casi segnalati nel 1996 a 28.000 nel 2006. Per fronteggiare tutte le richieste, le Regioni stipulano polizze per la responsabilità civile in campo sanitario per un totale di circa 500 mln di euro l'anno.
Malasanità: 320.000 casi l'anno - Fonte: Il Messaggero, 6 Febb. 2005
Da un'indagine firmata dalla Commissione tecnica sul rischio clinico, nata all'interno della Programmazione generale del Ministero della Salute, emerge che in Italia ogni anno si verificano circa 320.000 morti a causa di errori ospedalieri. In media muoiono circa 90 pazienti al giorno; almeno il 50% dei decessi sarebbe evitabile. Il 70% degli incidenti nasce da problemi organizzativi, il restante 27-30% è dovuto all'errore umano. Il sovradosaggio di farmaci e lo scambio di pazienti risultano essere le 'distrazioni' più diffuse.
Per contro, quando i medici scioperano il numero delle morti diminuisce nettamente!
Qualche esempio.
Durante lo sciopero dei medici in California nel 1976, il tasso di mortalità declinò sensibilmente. A Los Angeles ad esempio, il tasso di mortalità settimanale declinò da 19.8 a 16,2
morti per 100.000 durante lo sciopero e risalì a 20,4 dopo la sua conclusione.
La riduzione del tasso di mortalità durante lo sciopero fu del 18%.
In Israele nel 1973, i medici ridussero i loro contatti giornalieri con i pazienti da 65.000 a 7.000 in uno sciopero che durò un mese. Secondo la Società Onoranze Funebri di Gerusalemme, il
tasso di mortalità degli israeliani scese in quel mese del 50%.
Nel 1976, a Bogotà in Colombia, uno sciopero dei medici continuò per 52 giorni
e il tasso di mortalità scese del 35%.
Forse una maggiore attenzione al paziente ed una minore ai propri interessi e alla propria carriera
da parte dell'establishment medico sarebbero auspicabili ma............... non sufficienti.
Occorre ridefinire il contetto di SALUTE e soprattutto di CURA,
partendo dalla prevenzione che non è solo fatta di analisi, visite e diagnosi precoci ma di cambiamento di stile di vita, di educazione al rispetto per il proprio corpo e per l'ambiente...
E questo si lega ad un concetto di società che è lontano dal modello attuale, basato sull'arricchimento personale e sul dislivello economico tra ricchi e poveri del mondo... ma anche del vicinato...
..... al prossimo post
Monica
Fao. 925 milioni di persone al mondo soffrono la fame
La FAO ed il PAM (il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite) hanno dichiarato oggi che il numero delle persone che soffrono la fame rimane inaccettabilmente alto, nonostante i passi avanti che hanno fatto scendere il totale sotto il miliardo.
La nuova stima è di 925 milioni – 98 milioni in meno rispetto al miliardo e 23 milioni registrato nel 2009.
“Ma con un bambino che muore ogni sei secondi per problemi connessi con la sottoalimentazione, la fame rimane lo scandalo e la tragedia di più vaste proporzioni al mondo”, ha affermato Jacques Diouf, Direttore Generale della FAO. ”Questo è assolutamente inaccettabile”.
Il persistere di un livello ancora alto di fame cronica a livello mondiale “rende estremamente difficile raggiungere non solo il primo degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, ma anche tutti gli altri”.
“È a serio rischio il raggiungimento dell’obiettivo di ridurre la fame nel mondo”, ha aggiunto Diouf, facendo notare che il recente aumento dei prezzi alimentari, se dovesse persistere, potrebbe ostacolare seriamente gli sforzi per ridurre il numero di coloro che soffrono la fame.
“L’intervento vigoroso e pressante dei paesi e del mondo intero si sono dimostrati efficaci nel fermare l’aumento vertiginoso del numero degli affamati”, ha dichiarato la Direttrice Esecutiva del PAM, Josette Sheeran. ”Ma non è il momento di abbassare la guardia. Dobbiamo continuare a non dar tregua alla fame per assicurare stabilità e proteggere vite umane e la dignità”. ....... [continua...]
FONTE: informare x resistere
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martedì 14 settembre 2010
Quanto è pericoloso il Voltaren?
Quanto è pericoloso il Voltaren?
Lo studio è stato realizzato in Danimarca, è durato 8 anni e ha coinvolto 2,5 milioni di volontari
14 settembre 2010 Scienza
Il diclofenac, il principio attivo di alcuni farmaci antinfiammatori e contro il dolore come il Voltaren, aumenta sensibilmente le probabilità di avere un infarto, secondo una recente ricerca svolta in Danimarca. Che il diclofenac potesse causare un effetto collaterale così grave era noto da tempo, ma i rischi sarebbero molto più alti di quanto stimato, specialmente tra i pazienti in salute e senza particolari patologie al sistema cardiocircolatorio. I risultati della ricerca stanno facendo molto discutere soprattutto in Australia e Nuova Zelanda, dove il farmaco è venduto senza prescrizione del medico e si sta discutendo di un ritiro dal mercato del medicinale.
Lo studio della durata di otto anni è stato condotto da un team di ricerca presso il Gentofte University Hospital (Copenhagen) e ha coinvolto due milioni e mezzo di volontari sotto trattamento con antinfiammatori non steroidei (FANS) come aspirina, ibuprofene e ketoprofene. Associando a questi farmaci il principio attivo del Voltaren, il rischio di infarto è aumentato dell’86% in soggetti inizialmente non esposti a questo rischio. Secondo gli autori della ricerca, i pazienti dovrebbero ricevere maggiori informazioni sui rischi legati all’assunzione di diclofenac insieme ad altri FANS.
David Henry, docente presso la University of Newcastle (Nuovo Galles del Sud, Australia), è convinto che il farmaco debba essere ritirato dal mercato:
«Il medicinale ha ormai esaurito il suo scopo. Si tratta di un farmaco datato e ora è dimostrata la sua tossicità. Ci sono alternative più sicure. Non c’è ragione di averlo ancora sul mercato, sia sotto prescrizione che come medicinale da banco.»
In realtà, molti farmaci FANS possono aumentare il rischio di infarto anche nei soggetti non predisposti. Alcuni principi attivi, spiega Henry, aumentano più di alti questa probabilità e il diclofenac è sostanzialmente il primo in lista ...... [continua]
FONTE: Il post.it
sabato 11 settembre 2010
KANKROPOLI LA MAFIA DEL CANCRO di Alberto R. Mondini
Scritto diversi anni fa,
fece esplodere il caso Di Bella.
Sempre attualissimo ve lo ripropongo per un'attenta lettura.
Monica
Il dossier che ha fatto esplodere il caso DI BELLA
Dedicato a tutti gli esseri pensanti in grado di cercare, testare e documentarsi autonomamente, nella speranza che questa capacità possa trovare risposta da parte dell'utenza, la sola vera possibilità che abbiamo per non morire più di cancro.
Cinque anni fa la straziante realtà del tumore si impose alla mia attenzione. Mi resi conto dell'immensa quantità di sofferenze fisiche e mentali provocate da questa malattia. Constatai l'inutilità e l'atrocità delle terapie correnti. Scoprii, cosa peggiore di tutte, che il tono emotivo dell'umanità di fronte al cancro non era di disperazione, era sceso ancora più in basso, fino ad una sorta di rassegnata, impotente apatia. Così decisi di fondare l'A.R.P.C. e, con questo strumento, di intervenire in prima persona per portare un contributo alla lotta contro i tumori. Non avendo legami con le case farmaceutiche, né con alcuna lobby o corporazione, avrei potuto agire liberamente e raccontare i fatti senza alcuna limitazione.
Costi cancro nel 1998 in Italia (stimati per difetto)
Farmaci chemioterapici: L. 40 mila miliardi
Tutto il resto (operazioni, esami, radioterapia, ricerca, ecc...): L. 40 mila miliardi
Totale: L. 80 mila miliardi
Moltiplicate queste cifre per il resto del mondo e otterrete somme paragonabili a quelle di una guerra planetaria. In questo tremendo affare sono coinvolte centinaia di migliaia di persone e potentissime organizzazioni internazionali. Pensate che rinuncerebbero facilmente ai loro lauti guadagni?
Ciò che ho scoperto in questi anni è un'incredibile, allucinante realtà che ha superato ogni mia previsione, congettura, sospetto o fantasia.
Queste sono le sconvolgenti conclusioni a cui portano i documenti contenuti in questo dossier:
1- Attualmente, nella pratica corrente non viene usata alcuna terapia valida contro i tumori.
2 - Esistono da anni efficaci ed economiche terapie e tecniche di diagnosi precoce, ideate da geniali ricercatori, spesso con scarsi mezzi economici.
3 - Esiste una precisa strategia intesa ad impedire che esse vengano usate. Per ottenere ciò ogni mezzo è lecito: indifferenza, privazione di fondi, calunnie, diffamazione, persecuzioni professionali (queste sono le più usuali) e giudiziarie, minacce di morte, omicidio.
4 - In queste azioni, sono coinvolte molte persone ed organizzazioni che spesso ricoprono funzioni di potere, quali: uomini politici, magistrati, funzionari di forze di polizia, dirigenti di case farmaceutiche, alti funzionari statali della sanità, medici, professori universitari, ricercatori, associazioni e molti altri. Ovviamente la responsabilità di questi individui, per una simile situazione, è ampiamente diversificata nei ruoli e nel grado.
Alcuni di essi si prodigano attivamente con qualsiasi mezzo per mantenere l'attuale situazione di inguaribilità dei tumori, poiché essa permette loro di usufruire di innumerevoli fonti di guadagno, tangenti comprese, che derivano dai vari aspetti con cui oggi si presenta quel colossale affare che è il cancro: la ricerca, la diagnosi, la terapia, le associazioni per la raccolta fondi, la produzione e la vendita di farmaci e di apparecchiature, gli ospedali, le università, il Servizio Sanitario Nazionale, ecc... Essi formano di fatto un'associazione a delinquere di dimensioni internazionali. Altri conoscono bene la situazione, ma tacciono per paura di perdere i loro privilegi.
Infine altri ancora, i più, credono che si stia facendo il massimo ed il miglior sforzo per debellare questa malattia; pertanto assecondano ed aiutano, in completa fiducia, ciò che viene imposto con segreta violenza.
Ma esistono forme di cura alternative? Certamente; e sono per la maggior parte documentate da una ricca casistica clinica o sperimentale. Comunque, in questo campo, ogni strada dovrebbe essere verificata senza pregiudizio alcuno, dato che c'è così tanto bisogno di scoprire tecniche efficaci.
N. B. Bisogna chiarire, prima di proseguire nel discorso, il significato del termine "terapia o medicina alternativa". Tutte quelle tecniche mediche che, efficaci o no, scientifiche o no che siano, ma che non sono conosciute o usate da chi conta in campo sanitario, vengono spesso associate in un unico mucchio con il vocabolo (anche se sovente usato spregiativamente) di "alternative". E' proprio in questa accezione che verrà qui usato tale termine.
......... [continua]
FONTE . la leva.cc
fece esplodere il caso Di Bella.
Sempre attualissimo ve lo ripropongo per un'attenta lettura.
Monica
Alberto R. Mondini
KANKROPOLI
La mafia del cancro
KANKROPOLI
La mafia del cancro
Il dossier che ha fatto esplodere il caso DI BELLA
Dedicato a tutti gli esseri pensanti in grado di cercare, testare e documentarsi autonomamente, nella speranza che questa capacità possa trovare risposta da parte dell'utenza, la sola vera possibilità che abbiamo per non morire più di cancro.
INTRODUZIONE
Cinque anni fa la straziante realtà del tumore si impose alla mia attenzione. Mi resi conto dell'immensa quantità di sofferenze fisiche e mentali provocate da questa malattia. Constatai l'inutilità e l'atrocità delle terapie correnti. Scoprii, cosa peggiore di tutte, che il tono emotivo dell'umanità di fronte al cancro non era di disperazione, era sceso ancora più in basso, fino ad una sorta di rassegnata, impotente apatia. Così decisi di fondare l'A.R.P.C. e, con questo strumento, di intervenire in prima persona per portare un contributo alla lotta contro i tumori. Non avendo legami con le case farmaceutiche, né con alcuna lobby o corporazione, avrei potuto agire liberamente e raccontare i fatti senza alcuna limitazione.
Costi cancro nel 1998 in Italia (stimati per difetto)
Farmaci chemioterapici: L. 40 mila miliardi
Tutto il resto (operazioni, esami, radioterapia, ricerca, ecc...): L. 40 mila miliardi
Totale: L. 80 mila miliardi
Moltiplicate queste cifre per il resto del mondo e otterrete somme paragonabili a quelle di una guerra planetaria. In questo tremendo affare sono coinvolte centinaia di migliaia di persone e potentissime organizzazioni internazionali. Pensate che rinuncerebbero facilmente ai loro lauti guadagni?
Ciò che ho scoperto in questi anni è un'incredibile, allucinante realtà che ha superato ogni mia previsione, congettura, sospetto o fantasia.
Queste sono le sconvolgenti conclusioni a cui portano i documenti contenuti in questo dossier:
1- Attualmente, nella pratica corrente non viene usata alcuna terapia valida contro i tumori.
2 - Esistono da anni efficaci ed economiche terapie e tecniche di diagnosi precoce, ideate da geniali ricercatori, spesso con scarsi mezzi economici.
3 - Esiste una precisa strategia intesa ad impedire che esse vengano usate. Per ottenere ciò ogni mezzo è lecito: indifferenza, privazione di fondi, calunnie, diffamazione, persecuzioni professionali (queste sono le più usuali) e giudiziarie, minacce di morte, omicidio.
4 - In queste azioni, sono coinvolte molte persone ed organizzazioni che spesso ricoprono funzioni di potere, quali: uomini politici, magistrati, funzionari di forze di polizia, dirigenti di case farmaceutiche, alti funzionari statali della sanità, medici, professori universitari, ricercatori, associazioni e molti altri. Ovviamente la responsabilità di questi individui, per una simile situazione, è ampiamente diversificata nei ruoli e nel grado.
Alcuni di essi si prodigano attivamente con qualsiasi mezzo per mantenere l'attuale situazione di inguaribilità dei tumori, poiché essa permette loro di usufruire di innumerevoli fonti di guadagno, tangenti comprese, che derivano dai vari aspetti con cui oggi si presenta quel colossale affare che è il cancro: la ricerca, la diagnosi, la terapia, le associazioni per la raccolta fondi, la produzione e la vendita di farmaci e di apparecchiature, gli ospedali, le università, il Servizio Sanitario Nazionale, ecc... Essi formano di fatto un'associazione a delinquere di dimensioni internazionali. Altri conoscono bene la situazione, ma tacciono per paura di perdere i loro privilegi.
Infine altri ancora, i più, credono che si stia facendo il massimo ed il miglior sforzo per debellare questa malattia; pertanto assecondano ed aiutano, in completa fiducia, ciò che viene imposto con segreta violenza.
Ma esistono forme di cura alternative? Certamente; e sono per la maggior parte documentate da una ricca casistica clinica o sperimentale. Comunque, in questo campo, ogni strada dovrebbe essere verificata senza pregiudizio alcuno, dato che c'è così tanto bisogno di scoprire tecniche efficaci.
N. B. Bisogna chiarire, prima di proseguire nel discorso, il significato del termine "terapia o medicina alternativa". Tutte quelle tecniche mediche che, efficaci o no, scientifiche o no che siano, ma che non sono conosciute o usate da chi conta in campo sanitario, vengono spesso associate in un unico mucchio con il vocabolo (anche se sovente usato spregiativamente) di "alternative". E' proprio in questa accezione che verrà qui usato tale termine.
......... [continua]
FONTE . la leva.cc
mercoledì 8 settembre 2010
BRUNO LIMA, IL VIROLOGO DELL'OMS LEGATO ALLE AZIENDE PRODUTTRICI DI VACCINI, CHE HA FATTO MONTARE IN FRANCIA LA PAURA PER L'INFLUENZA SUINA
Vi ricordate Bruno Lina, quel pericoloso apprendista stregone che fa esperimenti di ibridazione tra un virus caratterizzato da alta mortalità mortale (aviaria) ed uno caratterizzato da grande contagiosità (suina)?Ebbene egli non è una persona qualsiasi, ma un membro di prim'ordine dell'establishmente sanitario, virologo e direttore del Centro Nazionale di Riferimento per l'influenza di Lione (CNR, Centre National de Référence de la grippe), membro del francese "Comitato di lotta contro l'influenza suina" nonchè presidente del comitato dell'OMS che studia l'evoluzione della pandemia suina.
Egli è una di quelle persone che ha collaborato con l'OMS (e con le aziende produttrici di vaccini) per far montare artificialmente la paura relativa ad una banale influenzetta e spingere così alla commercializzazione ed alla somministrazione di vaccini tanto pericolosi quanto inutili.
Come riferisce il quotidiano francese "Le parisien" questo virologo è infatti pagato per vari programmi che porta avanti per conto delle aziende che producono i vaccini (Baxter, Sanofi-Pasteur, Novartis, GSK) e anche dalla Roche. .... [continua..]FONTE: scienza marcia
THE GUARDIAN: "Mangiare sano è una grave disordine psicologico"
Siamo al ridicolo!!!
Mangiare sano e' un disturbo mentale ?
L'industria psichiatrica, nel suo sforzo infinito di trasformare artificiosamente ogni attività umana in "disordini mentali", sta ora propagandando il disordine più ridicolo che abbia mai inventato: il Disturbo del Mangiare Sano.
Non è uno scherzo: se ti focalizzi sul mangiare cibi naturali sei "mentalmente malato" e probabilmente hai bisogno di qualche tipo di cura chimica che includa potenti farmaci psicotropi.
Scrive il quotidiano The Guardian: «La fissazione di mangiare sano può essere il sintomo di un grave disordine psicologico» e continua affermando che questo "disordine" è chiamato ortoressia nervosa, una locuzione Latineggiante che significa "preoccupati riguardo il mangiare correttamente".
Ma non potevano chiamarlo semplicemente "disordine da preoccupazione sul mangiare sano", poiché sarebbe sembrato come se non sapessero di cosa stanno parlando. Per cui l'hanno traslato in Latino, così sembra intelligente (anche se non lo è). Ecco da dove proviene la maggior parte dei nomi delle malattie: i dottori descrivono i sintomi che vedono con un nome tipo osteoporosi (che significa "ossa con dei buchi").
Tornando a questa malattia inventata, "ortoressia", il Guardian continua: «Gli ortoressici hanno delle regole rigide sul cibo. Il rifiuto di toccare zucchero, sale, caffeina, alcol, grano, glutine, lievito, soia, cereali e latticini non è altro che l'inizio delle restrizioni dietetiche. Ogni cibo entrato in contatto con pesticidi, diserbanti o che contiene additivi artificiali è inammissibile».
Aspetta un secondo. Allora cercare di evitare le sostanze chimiche, i latticini, la soia e lo zucchero ora fa di voi un paziente della salute mentale? Sì, secondo questi esperti. Se prestate effettivamente attenzione all'evitare pesticidi, diserbanti e ingredienti modificati geneticamente come soia e zucchero, c'è qualcosa in voi che non va.
Vi siete accorti che mangiare cibo spazzatura viene considerato "normale"? Se mangiate cibi spazzatura trattati con prodotti chimici sintetici secondo loro va bene. Apparentemente i malati mentali sono quelli che scelgono cibi organici e naturali.
Cos'è "normale" allora per quanto riguarda il cibo?
Vi avevo detto che sarebbe successo. Anni fa avevo avvertito i lettori di NaturalNews che presto ci sarebbe stato un tentativo di bandire i broccoli poiché contengono fito-nutrimenti anticancro. Questo assalto da parte della salute mentale contro i consumatori attenti alla propria salute fa parte di quel programma.
È un tentativo di emarginare i consumatori di cibi sani dichiarandoli mentalmente instabili e, perciò, giustificare il loro ricovero coatto nei manicomi dove gli verranno iniettati farmaci psichiatrici e cibo istituzionale completamente trattato, morto e pieno di sostanze chimiche tossiche.
Il Guardian si spinge perfino al ridicolo dicendo che «L'ossessione su quali sono i cibi "buoni" e quali i "cattivi" può condurre gli ortoressici ad essere malnutriti». .... [continua...]
Mike Adams, the Health Ranger, NaturalNews Editor
FONTE Naturopatia.it
Mangiare sano e' un disturbo mentale ?
L'industria psichiatrica, nel suo sforzo infinito di trasformare artificiosamente ogni attività umana in "disordini mentali", sta ora propagandando il disordine più ridicolo che abbia mai inventato: il Disturbo del Mangiare Sano.
Non è uno scherzo: se ti focalizzi sul mangiare cibi naturali sei "mentalmente malato" e probabilmente hai bisogno di qualche tipo di cura chimica che includa potenti farmaci psicotropi.
Scrive il quotidiano The Guardian: «La fissazione di mangiare sano può essere il sintomo di un grave disordine psicologico» e continua affermando che questo "disordine" è chiamato ortoressia nervosa, una locuzione Latineggiante che significa "preoccupati riguardo il mangiare correttamente".
Ma non potevano chiamarlo semplicemente "disordine da preoccupazione sul mangiare sano", poiché sarebbe sembrato come se non sapessero di cosa stanno parlando. Per cui l'hanno traslato in Latino, così sembra intelligente (anche se non lo è). Ecco da dove proviene la maggior parte dei nomi delle malattie: i dottori descrivono i sintomi che vedono con un nome tipo osteoporosi (che significa "ossa con dei buchi").
Tornando a questa malattia inventata, "ortoressia", il Guardian continua: «Gli ortoressici hanno delle regole rigide sul cibo. Il rifiuto di toccare zucchero, sale, caffeina, alcol, grano, glutine, lievito, soia, cereali e latticini non è altro che l'inizio delle restrizioni dietetiche. Ogni cibo entrato in contatto con pesticidi, diserbanti o che contiene additivi artificiali è inammissibile».
Aspetta un secondo. Allora cercare di evitare le sostanze chimiche, i latticini, la soia e lo zucchero ora fa di voi un paziente della salute mentale? Sì, secondo questi esperti. Se prestate effettivamente attenzione all'evitare pesticidi, diserbanti e ingredienti modificati geneticamente come soia e zucchero, c'è qualcosa in voi che non va.
Vi siete accorti che mangiare cibo spazzatura viene considerato "normale"? Se mangiate cibi spazzatura trattati con prodotti chimici sintetici secondo loro va bene. Apparentemente i malati mentali sono quelli che scelgono cibi organici e naturali.
Cos'è "normale" allora per quanto riguarda il cibo?
Vi avevo detto che sarebbe successo. Anni fa avevo avvertito i lettori di NaturalNews che presto ci sarebbe stato un tentativo di bandire i broccoli poiché contengono fito-nutrimenti anticancro. Questo assalto da parte della salute mentale contro i consumatori attenti alla propria salute fa parte di quel programma.
È un tentativo di emarginare i consumatori di cibi sani dichiarandoli mentalmente instabili e, perciò, giustificare il loro ricovero coatto nei manicomi dove gli verranno iniettati farmaci psichiatrici e cibo istituzionale completamente trattato, morto e pieno di sostanze chimiche tossiche.
Il Guardian si spinge perfino al ridicolo dicendo che «L'ossessione su quali sono i cibi "buoni" e quali i "cattivi" può condurre gli ortoressici ad essere malnutriti». .... [continua...]
Mike Adams, the Health Ranger, NaturalNews Editor
FONTE Naturopatia.it
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In un anno 396 vittime del vaccino
In un anno 396 vittime del vaccino
Danni alla salute invece di prevenire l'influenza: inchiesta della Procura
A cura di Raphaël Zanotti, tratto da www.lastampa.it
http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/313882/
Nel giro di un anno le reazioni violente ai vaccini stagionali contro l’influenza, con danni alla salute dei pazienti, sono più che raddoppiate. Un dato preoccupante che il procuratore vicario di Torino, Raffaele Guariniello, ha deciso di indagare con l’apertura formale di un’inchiesta. La preoccupante statistica è dell’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, obbligata per legge alla sorveglianza sanitaria. Parla di 161 casi nella stagione 2008-2009 e di ben 396 in quella 2009-2010. Un dato che, in qualche modo, può essere spiegato dalla maggiore attenzione dovuta all’esplodere, nell’anno appena trascorso, della fobia per il virus A/H1N1, ma non solo.
L’indagine prende spunto da due querele, arrivate nei giorni scorsi sulla scrivania del magistrato, presentate da due donne (entrambe di una cinquantina d’anni, la prima torinese, la seconda di una cittadina della cintura) che lamentano di aver subito gravi conseguenze a seguito della somministrazione del vaccino.
La prima dichiara di essere stata colpita da Polimiosite, patologia che fa parte di un gruppo di malattie muscolari e che rientra nel novero delle malattie rare. All’inizio la signora non riusciva a chiudere i pugni e pensava a un’artrite. Ottenuta la diagnosi, ha fatto ulteriori controlli: i suoi consulenti medici sono sicuri che ci sia un nesso tra la somministrazione del vaccino antinfluenzale e la malattia insorta.
La seconda, invece, dichiara di aver contratto una mielopatia che la costringe a camminare appoggiata a un girello con quattro ruote. All’inizio ha dichiarato di avvertire un senso di spossatezza e stanchezza che è andato via via peggiorando fino a darle la sensazione di non riuscire a governare il proprio corpo.
Se queste patologie siano l’effetto collaterale non voluto del vaccino lo giudicheranno i tecnici, ma dall’indagine su questi due casi è emersa una situazione generale che merita approfondimenti.
Secondo l’Aifa nella stagione 2009-2010 due persone sono morte a seguito della vaccinazione (erano tre nel 2008-2009), ma sono aumentati i casi di gravi conseguenze (39 nel 2008-2009 e 72 nel 2009-2010) e di bambini piccoli di età compresa tra i sei mesi e i due anni (4 nella stagione 2008-2009 e addirittura 12 in quella 2009-2010).
L’inchiesta della procura di Torino è su un prodotto specifico, il Vaxigrip della Sanofi Aventis. Una delle due querelanti lamenta il fatto che nel foglietto delle istruzioni non sia contenuto, tra le controindicazioni, la possibilità di contrarre la polimiosite.
Una circostanza che potrebbe sfuggire al classico cittadino che di rado si sofferma a leggere il cosiddetto «bugiardino», ma che potrebbe tornare utile ai medici e agli specialisti quando somministrano questo genere di farmaci.
Guariniello ha già affidato una consulenza medica per accertare se le due malattie contratte dalle signore torinesi possano essere in qualche modo essere messe in collegamento con il vaccino antinfluenzale. Solo una volta arrivati gli esiti l’indagine prenderà corpo in una direzione piuttosto che un’altra.
Autore: Raphaël Zanotti / Fonte: lastampa.it
FONTEhttp://www.disinformazione.it/
Danni alla salute invece di prevenire l'influenza: inchiesta della Procura
A cura di Raphaël Zanotti, tratto da www.lastampa.it
http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/313882/
Nel giro di un anno le reazioni violente ai vaccini stagionali contro l’influenza, con danni alla salute dei pazienti, sono più che raddoppiate. Un dato preoccupante che il procuratore vicario di Torino, Raffaele Guariniello, ha deciso di indagare con l’apertura formale di un’inchiesta. La preoccupante statistica è dell’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, obbligata per legge alla sorveglianza sanitaria. Parla di 161 casi nella stagione 2008-2009 e di ben 396 in quella 2009-2010. Un dato che, in qualche modo, può essere spiegato dalla maggiore attenzione dovuta all’esplodere, nell’anno appena trascorso, della fobia per il virus A/H1N1, ma non solo.
L’indagine prende spunto da due querele, arrivate nei giorni scorsi sulla scrivania del magistrato, presentate da due donne (entrambe di una cinquantina d’anni, la prima torinese, la seconda di una cittadina della cintura) che lamentano di aver subito gravi conseguenze a seguito della somministrazione del vaccino.
La prima dichiara di essere stata colpita da Polimiosite, patologia che fa parte di un gruppo di malattie muscolari e che rientra nel novero delle malattie rare. All’inizio la signora non riusciva a chiudere i pugni e pensava a un’artrite. Ottenuta la diagnosi, ha fatto ulteriori controlli: i suoi consulenti medici sono sicuri che ci sia un nesso tra la somministrazione del vaccino antinfluenzale e la malattia insorta.
La seconda, invece, dichiara di aver contratto una mielopatia che la costringe a camminare appoggiata a un girello con quattro ruote. All’inizio ha dichiarato di avvertire un senso di spossatezza e stanchezza che è andato via via peggiorando fino a darle la sensazione di non riuscire a governare il proprio corpo.
Se queste patologie siano l’effetto collaterale non voluto del vaccino lo giudicheranno i tecnici, ma dall’indagine su questi due casi è emersa una situazione generale che merita approfondimenti.
Secondo l’Aifa nella stagione 2009-2010 due persone sono morte a seguito della vaccinazione (erano tre nel 2008-2009), ma sono aumentati i casi di gravi conseguenze (39 nel 2008-2009 e 72 nel 2009-2010) e di bambini piccoli di età compresa tra i sei mesi e i due anni (4 nella stagione 2008-2009 e addirittura 12 in quella 2009-2010).
L’inchiesta della procura di Torino è su un prodotto specifico, il Vaxigrip della Sanofi Aventis. Una delle due querelanti lamenta il fatto che nel foglietto delle istruzioni non sia contenuto, tra le controindicazioni, la possibilità di contrarre la polimiosite.
Una circostanza che potrebbe sfuggire al classico cittadino che di rado si sofferma a leggere il cosiddetto «bugiardino», ma che potrebbe tornare utile ai medici e agli specialisti quando somministrano questo genere di farmaci.
Guariniello ha già affidato una consulenza medica per accertare se le due malattie contratte dalle signore torinesi possano essere in qualche modo essere messe in collegamento con il vaccino antinfluenzale. Solo una volta arrivati gli esiti l’indagine prenderà corpo in una direzione piuttosto che un’altra.
Autore: Raphaël Zanotti / Fonte: lastampa.it
FONTEhttp://www.disinformazione.it/
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